Sapienza: Quando l’alternativa spaventa i governi

by / Commenti disabilitati su Sapienza: Quando l’alternativa spaventa i governi / 8 View / 26 gennaio 2012

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Questa mattina si è svolta in tutta Italia una maxi operazione di polizia, che ha portato all’arresto di 26 ragazzi e ragazze.

Un’operazione condotta dalla procura di Torino in merito ai fatti del 3 luglio, giorno in cui migliaia di cittadini della Val Susa e di tutta Italia sono scesi in corteo per difendere una valle dalla violenza e dalla speculazione della linea ad alta velocità (TAV).

Tra i fermi figurano anche due ragazzi di Roma, Davide e Damiano. Quest’ultimo, in particolare, è stato tratto in arresto e condotto nel carcere di Regina Coeli, mentre per il primo è stato disposto l’obbligo di dimora.

Damiano è uno studente di scienze politiche della Sapienza, uno di quelle migliaia di  ragazzi che negli ultimi anni hanno invaso le strade di Roma per un’università pubblica e per un sapere bene comune.

Damiano il 3 luglio era in ValdiSusa, a difendere quella valle dalla stessa arroganza di chi vuole privatizzare le università, cancellare i diritti, far pagare a tutti il prezzo della crisi, calpestando i corpi e saccheggiando i beni comuni che appartengono a ognuno.

Uno studente come tanti tra quelli che hanno deciso di non essere più disposti a tutto pur di sopravvivere e barcamenarsi tra i decreti di un parlamento che non rappresenta più nessuno se non gli interessi delle banche e delle istituzioni finanziare, principali responsabili di questa crisi.

Riteniamo insopportabili questi fatti, che ricordano gli arresti sul g8 di Torino delle università, quell’operazione “rewind” condotta con l’unica intenzione di ridurre la libera espressione dei cittadini e delle cittadine a un misero fatto di gestione dell’ordine pubblico.

In un momento in cui ogni forma di democrazia viene esautorata, abbiamo assistito a scelte di governo che, invece di prediligere il dialogo e la partecipazione, hanno scelto di schierare eserciti e forze dell’ordine per le nostre città.

Dentro a questo quadro, molti sono stati i legittimi atti di resistenza compiuti da cittadini e cittadine. Definire la difesa del proprio territorio, piuttosto che della propria università, violenza e terrorismo è il chiaro segno di chi non ha nessuna intenzione di ascoltare le istanze di milioni di persone, che già nel Referendum di giugno hanno indicato nella difesa dei beni comuni e nel rifiuto della logica del profitto l’indirizzo che questo paese deve assumere.

In tal senso è emblematico l’arresto di Guido Fissore, consigliere comunale di Villarfioccardo (Torino).

Chiediamo che Damiano sia immediatamente scarcerato, e che a Davide sia revocato l’obbligo di dimora. Così come a Roma, anche in tutte le altre città dove si sono verificati arresti e perquisizioni, vogliamo che il dissenso non sia trattato come una questione di ordine pubblico, con fermi e arresti.

Un’altra idea di società non può essere rinchiusa dentro le galere.

Tutt* Liber* Subito!!!

 

Sapienza in Mobilitazione