Napoli: Piattaforma del 17 novembre

by / Commenti disabilitati su Napoli: Piattaforma del 17 novembre / 26 View / 16 novembre 2011

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Il 17 novembre da oltre sessant’ anni è una data di grande valore simbolico per gli studenti: in quel giorno, infatti, centinaia di studenti cecoslovacchi che si opponevano alla guerra furono arrestati e uccisi dai nazisti nel 1939. Nel 1941, alcuni gruppi di studenti in esilio, gli stessi che avrebbero poi costituito il nucleo dell’International Union of Students, decisero che il 17 novembre sarebbe diventato l’International Students Day, la giornata internazionale di mobilitazione studentesca. Da quel giorno ogni anno in decine di paesi gli studenti si sono mobilitati in ricordo di quel massacro, per rivendicare il diritto di studiare per tutti e la necessita di costruire un mondo di pace, giustizia, democrazia e libertà. Ancora un massacro nel 1973: in Grecia gli studenti del Politecnico di Atene che manifestavano proprio in difesa di questi principi furono massacrati dai carri armati del regime dei Colonnelli. Ed infine il 17 novembre del 1989 ancora in Cecoslovacchia, i carri armati del regime, questa volta comunista, repressero ancora una volta duramente gli studenti che manifestavano.

Quest’anno il 17 Novembre assume una connotazione diversa. La giornata internazionale dello studente sarà, infatti, anche la giornata del movimento “occupy wall street”, dando a questa data un nuovo significato, che supera la sola condizione di studente. In tutti gli Stati Uniti, in Europa come in America Latina, centinaia di studenti scenderanno in piazza per rivendicare un sistema economico che non sottostia alle regole della finanza e al dominio delle banche, per rivendicare politiche che non siano sottomesse alle regole del mercato.

Nel nostro paese proprio queste rivendicazioni si inseriscono in un quadro politico che vede il governo guidato da un uomo che non è assolutamente in discontinuità con le radici culturali della crisi: Mario Monti, uomo della Goldman Sachs, si appresta a guidare il nostro paese prendendosi l’onere di “varare misure impopolari” senza curarsi di “sottigliezze come la democrazia”. L’uomo che elogia l’operato di Marchionne e della Gelmini, che annuncia una squadra di governo tutta bocconiana e che rileva in Italia una “quasi totale assenza di cultura liberale”, è tutt’altro che la soluzione ai problemi di questo paese, che non finiranno certo con le dimissioni di Berlusconi. Mario Monti si inserisce perfettamente nel quadro già delineato dalla lettera del Governo Italiano alla BCE. Nuove privatizzazioni, tagli sempre più ingenti sul welfare, libertà di licenziamento, liberalizzazione delle tasse universitarie, e l’istituzione del sistema dei prestiti d’onore, altro non sono che quelle “misure impopolari” di cui il neo-Premier parla che impoveriranno e precarizzando ancora di più la maggior parte della popolazione ed eliminerà epr sempre la parola “futuro” dalla vita dei giovani.

Non accettiamo di dover contrarre debiti per poterci permettere di studiare, non accettiamo chi tenta di smantellare sempre di più la scuola e l’università pubbliche, non pagheremo un debito che non ci appartiene e che non abbiamo creato noi.

NOn vi apPROFITterete di noi! Questo lo slogan con cui scenderemo il piazza il 17 Novembre, durante la Giornata Internazionale di Mobilitazione Studentesca, con alle spalle tre anni di lotte e quindi la convinzione che ad un attacco transnazionale dei poteri forti non si possa che rispondere con una mobilitazione internazionale, che veda saperi e conoscenza come canale privilegiato per uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo.

Il diritto allo studio, secondo noi studenti!

Nel nostro paese, la regolamentazione del diritto allo studio è affidata alle Regioni ,costruendo così un mosaico di leggi regionali tra loro molto diverse. Per questo motivo, rivendichiamo una legge quadro nazionale che detti le linee guida da seguire per tutte le regioni demolendo così la discontinuità tra i diritti degli studenti che si trovano in diverse regioni. La rivendicazione di una legge quadro nazionale però non può prescindere dalla richiesta di un completo finanziamento delle leggi regionali sul diritto allo studio (per studenti delle scuole e per studenti dell’università).

Politiche di incentivazione della mobilità studentesca.

Fondamentale per gli studenti universitari garantire la possibilità di accedere all’abbonamento mensile, quello più usato.

Chiediamo che a tutti gli studenti possa essere rimborsato il 50% dell’abbonamento mensile e che questo sconto sia ampliato per gli studenti che risultano idonei alla borsa di studio. Agli idonei alla borsa di studio (fascia di reddito ISEE fino a 14.500 euro) va garantito il 70% del rimborso dell’abbonamento mensile. E’ inoltre necessario tutelare  gli studenti in situazione di indigenza economica, coloro che provengono da famiglie con reddito ISEE inferiore ai 5600 euro attraverso la totale gratuità dell’abbonamento mensile.

Chiediamo che, per quanto riguarda l’abbonamento annuale, venga data la possibilità di rateizzare a tasso zero il pagamento con gli stessi sconti previsti per gli studenti delle scuole.

Libero accesso ai libri di testo e ai consumi culturali:

comodato d’uso dei libri di testo e Carta Studenti.

Quello del caro libri è un altro degli aspetti che pesano tantissimo sul costo della formazione. I libri per gli studenti universitari hanno un costo elevatissimo. Bisognerebbe, quindi, istituire un sistema di comodato d’uso simile a quello delle scuole anche per l’università.

E’ altrettanto necessario che l’apertura dei canali della cultura e del sapere venga riconosciuta e considerata parte integrante delle politiche formative: riteniamo indispensabile il libero accesso a tutti i luoghi della formazione e della cultura, formali o non. Cinema, musica, teatro, internet-point, mostre, libri, ecc., appartengono a pieno titolo alle attività che contribuiscono alla crescita culturale e formativa dei cittadini.

Rivendichiamo l’istituzione di una Carta Studenti che nel concreto dovrà:

– Incentivare l’accesso alle attività formative, artistiche e ricreative del territorio;

– Garantire la partecipazione gratuita degli studenti a tutte le attività culturali organizzate o patrocinate dagli enti amministrativi locali;

– Assicurare la possibilità di stipulare accordi con cinema, librerie, teatri, musei, ecc. in modo da incentivare l’accesso ad ogni canale extra-curriculare del sapere tramite sconti;

– Promuovere agevolazioni agli studenti tramite convenzioni con tutte le organizzazioni impegnate nella diffusione della cultura sul territorio.

Le nostre rivendicazioni per la SCUOLA

Il 18 gennaio 2005 è stata approvata la legge regionale sul diritto allo studio riferita agli studenti delle scuole, da allora le condizioni degli studenti però non sono migliorate. La legge Regionale 4/2005 in Italia rappresenta il più importante strumento normativo per ciò che riguarda il diritto allo studio. L’efficacia di questo dispositivo legislativo sta nella sua universalità, in quanto annulla le pratiche assistenzialistiche per creare un’uguaglianza di fatto tra tutti gli studenti, presupposto per una reale emancipazione sociale di tutta la popolazione studentesca. La legge è stata disegnata su quattro pilastri fondamentali: comodato d’uso, borse di studio, trasporti, carta studenti.

Ora la legge Regionale 4/2005 è una carta morta in quanto non esiste un piano finanziario che permetterebbe di realizzarla concretamente. Noi chiediamo che venga elaborato tale piano finanziario al fine di migliorare le condizioni materiali degli studenti di una regione che, a differenza di una seppur bassa media nazionale del 4%, investe nella conoscenza e nell’istruzione solo l’1,2% del Pil. Abbiamo una legge all’avanguardia, punta di diamante del panorama nazionale sul diritto allo studio ed è inammissibile che essa non venga attuata e concretizzata.

Saremo di nuovo in piazza il 17 novembre per:

– La creazione di una legge quadro nazionale sul diritto allo studio;

– La riattivazione immediata delle Conferenze regionali sul diritto allo studio garantite dalla legge regionale;

– La realizzazione entro l’anno scolastico 2012/13 del comodato d’uso dei libri di testo nella maggior parte delle scuole campane secondarie;

– La realizzazione entro al fine dell’anno di una carta studenti regionale che ampli ed incrementi quella nazionale e che riesca a coinvolgere anche gli studente

universitari.

– La creazione di un regolamento regionale per l’assegnazione delle borse di studio senza vincolo di spesa.

– Pubblicizzazione dei rapporti annuali delle spese in merito di diritto allo studio da parte della regione e delle provincie.

– L’investimento almeno del 4-5% del Pil nell’istruzione (negli standard nazionali che si attestano al 4,6%) e un piano finanziario sulla legge Regionale 4/2005

(investimento che dovrebbe passare da 22 a 150 milioni di euro) di cui:

  • 110 milioni di euro per creare un sistema di borse di studio che copra almeno le fasce di reddito più basse

  • 30 milioni di euro per garantire a tutti gli studenti campani uno sconto del 40% sul costo mensile dell’abbonamento, la gratuità totale per gli studenti con reddito inferiore a 5.600 euro e il 70% di sconto per gli studenti con reddito inferiore a 12500 euro.

  • 10 milioni di euro per la realizzazione in tutte le scuole campane del comodato d’uso dei libri di testo

Le nostre rivendicazioni per l’UNIVERSITÀ

Per quanto riguarda il diritto allo studio universitario, possiamo affermare senza mezzi termini che questo è “autofinanziato” dagli studenti stessi.

Gli unici finanziamenti alla L.21/2002 sono rappresentati dai 62 euro che noi studenti versiamo ogni anno al momento dell’iscrizione all’università. Altro non esiste. Nemmeno un euro in più. Ciò significa che la Regione Campania non investe nulla della fiscalità generale per garantire il libero accesso alla formazione universitaria. Come se i nostri governanti non vedessero quanto noi siamo una risorsa per il territorio, sia in termini culturali, sia in termini economici e sociali.

Il mancato finanziamento di quella legge ha alcune conseguenze gravi: secondo quanto dispone il dpcm 2001 le Regioni “meritevoli” hanno diritto all’investimento ulteriore da parte dello Stato: ciò significa che se investi 1 euro in più come Regione nel dsu, il Ministero provvederà a mettere un altro euro per il dsu; non investendo  nulla in Campania non arriva nessun finanziamento statale al dsu; Non avendo una buona copertura finanziaria la L.21/02 non riesce a coprire tutte le borse di studio: lo studente è “idoneo ma non beneficiario” che è uguale a dire tu ne hai bisogno e diritto ma io Stato decido di abbandonarti non rispettando gli artt. 3 e 34 della costituzione italiana; quest’anno la scarsità di fondi a disposizione per il dsu hanno causato l’approvazione delle “Linee di indirizzo e programmazione diritto allo studio universitario 2009/10” che sanciscono l’aumento spropositato dei prezzi del servizio mensa e del servizio abitativo.

Queste le richieste degli studenti universitari:

Innanzitutto le borse di studio!

In tutta la Campania, facendo una media dei vari atenei, la percentuale di copertura di borse di studio è circa del 30% rispetto agli aventi diritto. Un dato rilevante da considerare è il numero di coloro che risultano “pendolari”. Tantissimi, secondo i dati rientrano in questa categoria (secondo i parametri delle Adisu), essendo in realtà “fuori sede”, ma con contratto a nero. Se tutti i fuori sede prendessero la borsa di studio di cui dovrebbero avere diritto (che è circa il doppio di quella prevista per gli studenti “pendolari”) la percentuale della copertura si ridurrebbe notevolmente.

Uno dei principali strumenti che consentono di rendere effettivo il diritto di tutti a formarsi è la borsa di studio. Non è più accettabile la mancata copertura totale delle borse. E’ necessaria una pianificazione pluriennale di investimenti per raggiungere entro quest’anno e mantenere la copertura totale delle borse di studio universitarie. Riteniamo indispensabile un impegno dell’amministrazione regionale per la garanzia reale di tale diritto da esplicarsi in un ingente investimento sulla L.21/02 sul bilancio di quest’anno.

E chi non abita a Napoli?

La condizione vissuta dagli studenti universitari fuori sede è oltremodo scandalosa: migliaia di giovani scelgono Napoli come città universitaria ma non viene tutelato loro alcun diritto derivante dalla loro condizione. La garanzia di un posto letto pubblico è minima esistendo circa 250 posti nelle Case dello Studente (solo per gli studenti della Federico II). Dal 2009, però, anche quei pochi “fortunati” ad averne accesso si trovano a vivere una condizione molto precaria. Le “linee di indirizzo e programmazione 2009/10” hanno sancito un aumento del 30% rispetto all’anno precedente della retta dello studentato. Questo fa venire completamente meno il principio che tutelava gli studenti fuori sede, con reddito basso e spesso in condizioni sociali complesse. Non ha senso questo aumento tanto più se si considera che per molti studenti potrebbe risultare più conveniente prendere casa in affitto e abbandonare lo studentato, perdendo così molte tutele. Un aumento del 30% in un anno non ha nulla a che fare con l’adeguamento all’inflazione, la Regione Campania ha deciso per l’ennesima volta di far pagare agli studenti le conseguenze del malgoverno regionale. Altra questione urgente è vissuta dagli studenti dell’Orientale che non hanno mai avuto la possibilità di avere la casa dello studente. Finalmente l’Università, vincendo un bando europeo, aveva messo in campo il progetto di uno studentato a Via Brin. La Regione Campania ha però bloccato  i fondi europei, costringendo l’ateneo a dover chieder un anticipo all’Istituto Cassiere e mettendo in discussione la possibilità di rendere attiva questa casa dello studente per il prossimo anno accademico.

Risultando irrisorio il numero di posti nelle Case dello Studente bisogna affidarsi per forza  ad un mercato degli affitti completamente a nero: ciò comporta la perdita delle agevolazioni a loro rivolte come la borsa di studio di 4500 euro e alle agevolazioni fiscali pensate per coloro che hanno un contratto di locazione per studenti fuori sede. Anche se residenti in un’altra regione gli studenti fuori sede, non avendo un regolare contratto di locazione, vengono considerati, per la domanda della borsa di studio, “pendolari”. Chiediamo quindi all’amministrazione regionale congiuntamente a quella comunale di garantire il diritto alla casa agli studenti fuori sede attraverso: politiche di investimento per la costruzione di nuove Case dello Studente e la riconversione di immobili dismessi del Comune di Napoli per mettere in campo politiche di Social Housing (cosa che secondo il dpcm del 2001 farà arrivare ulteriori fondi per il dsu regionale); un impegno da parte dell’amministrazione comunale nel rendere compatibili le strutture che verranno costruite per il Forum delle Culture 2013 con le necessità degli studenti fuori sede. Chiediamo che le strutture, subito dopo il forum, siano convertite in case dello studente; lo sblocco dei fondi regionali per la costruzione del primo studentato dell’Orientale a Via Brin e il risarcimento delle spese in interessi che l’Orientale dovrà pagare all’Istituto Cassiere; interventi di ri-qualificazione degli studentati; lo stralcio delle Linee di indirizzo e programmazione e un importante investimento per garantire la qualità e l’accesso ai servizi relativi al dsu; politiche che mirino a fare emergere le diffusissime situazioni di locazione sommersa e a combattere una oramai insostenibile situazione di illegalità finalizzata alla massimizzazione del profitto privato attraverso l’evasione fiscale; politiche d’incentivazione per la stipulazione da parte dei proprietari di casa di contratti “calmierati” agli studenti – da portare avanti congiuntamente all’amministrazione comunale – e la costituzione di una Agenzia degli Affitti pubblica che faccia da intermediario tra domanda ed offerta.

Scenderemo in piazza il 17 Novembre e attraverseremo tutta la giornata perché per noi  le persone vengono prima dei profitti, la scuola e l’università pubblica prima delle banche, il diritto allo studio prima dei diktat dei mercati.