[TORINO] IL FUTURO DEL POLITECNICO NON SI SCRIVE SENZA GLI STUDENTI

by / Commenti disabilitati su [TORINO] IL FUTURO DEL POLITECNICO NON SI SCRIVE SENZA GLI STUDENTI / 72 View / 10 marzo 2014

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PIANO STRATEGICO, martedì 11 marzo è prevista l’approvazione.

FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE!

Il testo definitivo su cui martedì mattina il Senato Accademico dovrà esprimere il proprio parere è stato licenziato, con due astensioni e il mio solo voto contrario, nella seduta del CdA di giovedì pomeriggio. Per l’ennesima volta il Consiglio si è trovato a dover esprimere un voto su un testo ancora incompleto, nel quale dovevano ancora essere integrati alcuni emendamenti e che richiedeva ancora una revisione; per alcune parti che richiedevano una riformulazione quasi integrale del testo (una su tutte, quella sul 3+2) per l’ennesima volta il Consiglio si è trovato a dover votare una delega in bianco. Per quanto riguarda il tema del 3+2 la “soluzione” del Rettore Gilli è stata del tutto coerente con lo spirito fuffologico del Piano Strategico: le criticità saranno sciolte dalle abili mani del Prorettore in un paragrafo che dirà tutto ed il contrario di tutto, parlando (cito a memoria, proprio perchè non c’è un testo vero e proprio) di «potenziamento e valorizzazione formativa del 3+2» prevedendo tuttavia che laddove le caratteristiche dei percorsi formativi o le sensibilità disciplinari lo richiedano debba essere «applicato con la giusta flessibilità». In pratica non si scontenta nessuno: nè i baroni dell’area dell’Architettura, ossessionati dalla discontinuità tra i due livelli e che da anni sognano il numero chiuso per le magistrali; nè quanti, nell’area dell’Ingegneria, sostengono che il 3+2 sia stato un chiaro fallimento e che l’offerta formativa sia da progettare su un modello sostanzialmente quinquennale. In pratica, dunque, si lascia una porta spalancata alla prospettiva di una restrizione dell’accesso al secondo livello, soprattutto per l’area dell’Architettura; dall’altra parte, invece, la flessibilità a cui timidamente si fa cenno non sembra presupporre alcuna scelta se non il mantenimento dello status quo, non implica una critica netta e ben circostanziata al modello 3+2 e soprattutto non pone le basi per l’eliminazione degli elementi di discontinuità comunque presenti tra triennio e biennio nell’area dell’Ingegneria (quelle soglie di accesso di cui lo stesso Rettore, soltanto la scorsa settimana, diceva di non voler sentire più parlare). Gilli ha scelto, in fin dei conti, la strada dell’ambiguità e dell’ipocrisia, sfornando un Piano che su questo punto non dà nessuna indicazione reale a favore di un modello preciso ma si presta a giustificare scelte anche molto forti, come la restrizione degli accessi alle magistrali ed un’ulteriore elitarizzazione della formazione universitaria. Ovviamente l’opzione dei master di I livello, proposta come “uscita di sicurezza” per gli studenti che saranno esclusi dalle magistrali, resta in campo senza alcuna garanzia su costi, contenuti, pluralità delle partnership e versatilità delle competenze professionali acquisite; allo stesso modo è stata mantenuta l’estensione alla triennale di percorsi di eccellenza costruiti secondo il modello ASP. Da ultimo, la richiesta di introdurre un paragrafo specifico sul ruolo del Politecnico nel dibattito pubblico sulle politiche universitarie (un paragrafo nel quale concentrare un giudizio sulle scelte legislative degli ultimi governi, insieme con le proposte e le richieste da portare a livello nazionale in tutte le sedi istituzionali) è stata barattata con l’offerta di una mozione di accompagnamento al Piano Strategico, da approvare in parallelo con il Piano stesso, nel cui testo sono tuttavia scomparsi tutti i riferimenti più generali alle condizioni di finanziamento del sistema universitario italiano ed al diritto allo studio (a detta del Rettore già sufficientemente trattati, seppur in ordine sparso, nel testo del documento) così come è stato molto democristianamente annacquato il passaggio sul ruolo unico della docenza universitaria.

Questo è quanto sarà posto in votazione martedì: un testo sostanzialmente blindato, rimaneggiato in modo da non infastidire quasi nessuno, ventisei pagine di vuota retorica ed esercizi di equilibrismo linguistico tra le cui righe si nascondono molte insidie e che nella sua attuazione, nei prossimi mesi, potrebbe condizionare profondamente la nostra vita ed il nostro percorso di studi. Per questo dobbiamo fare sentire con forza la nostra voce: martedì 11 marzo, alle 13, tutte e tutti in cortile centrale! Il futuro del Politecnico non si scrive senza gli studenti!

 

Collettivo AlterPolis, Politecnico di Torino