Sull’onda del cambiamento, per rilanciare una nuova stagione di lotte.

by / Commenti disabilitati su Sull’onda del cambiamento, per rilanciare una nuova stagione di lotte. / 25 View / 30 giugno 2011

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Appello per costruire un nuovo autunno di movimento.

Questi mesi di mobilitazione, culminati nella straordinaria vittoria referendaria del 13 giugno, ci consegnano un dato importante: il nostro paese, attraversato in questi anni da diversi cicli di movimento, sembra oggi aver iniziato un percorso di ribellione e di rifiuto del berlusconismo, una delle espressioni peggiori di un modello politico, economico, sociale e culturale ormai sull’orlo del fallimento.

 

Ci hanno raccontato per anni che le privatizzazioni e la liberalizzazione fossero la ricetta per la crescita economica, che la precarietà, anche al prezzo del futuro, fosse sinonimo di dinamicità e maggiore occupazione. Hanno provato a convincerci che la mercificazione dei beni comuni e la parcellizzazione dei saperi fosse l’unica strada di contrasto agli sprechi del pubblico e sinonimo di efficienza.

 

Le mobilitazioni di quest’anno hanno smentito qualunque inganno, hanno rotto l’incantesimo: dalle proteste londinesi e francesi di questo autunno alle straordinarie mobilitazioni che questa primavera hanno attraversato i paesi dell’euromediterraneo, fino alla protesta degli indignados spagnoli, seppur  nelle loro specificità e diversità, emerge la voglia di partecipazione e di ribellione di un’intera generazione, alla quale viene negato il diritto a scegliere il proprio futuro. La generazione che, già durante il suo percorso formativo, vive sulla pelle la precarietà esistenziale come un irreversibile processo al quale sente la necessità di opporsi, contrapponendo alle politiche neoliberiste un modello economico e sociale nuovo, a partire da una diversa redistribuzione della ricchezza, un nuovo modello di welfare, una riappropriazione della politica come  ridefinizione dal basso dei processi democratici.

 

Anche nel nostro Paese qualcosa è successo: dopo lo straordinario movimento studentesco di quest’autunno e le mobilitazioni di questa primavera portate avanti dai diversi movimenti sociali, la battaglia referendaria ci dimostra come la partecipazione spontanea dal basso da parte dei singoli e dei comitati possa portare ad un cambiamento reale. Finalmente l’acqua torna ad essere un bene pubblico esterno alle logiche del profitto ed il nucleare solamente un ricordo lontano dei nostri padri.

 

Se due anni fa, allo scoppio della prima grande bolla finanziaria speculativa, gridavamo nelle piazze “Noi la crisi non la paghiamo”, quest’anno, di fronte alle conseguenze reali della crisi economica e una disoccupazione giovanile al 29%, abbiamo aperto i nostri cortei autunnali contro il ddl Gelmini con lo slogan “Riprendiamoci il futuro” . Focalizzare il nesso tra smantellamento del sistema d’istruzione pubblico e precarizzazione del mondo del lavoro, tra la privatizzazione dell’università e attacco ai beni comuni, tra la necessità di rilanciare una partecipazione trasversale dal basso e il fallimento della democrazia istituzionale nel nostro paese ha portato il movimento studentesco a intrecciare le proprie istanze con quelle degli operai di Pomigliano e Mirafiori, con il movimento per l’acqua ,dei precari, delle donne, dei migranti.

 

Il 14 dicembre alla sfiducia dal basso da parte dei soggetti sociali del paese si è contrapposta la squallida compravendita del voto parlamentare, ma la vittoria referendaria c’insegna che le mobilitazioni, le proteste e la pratica dell’alternativa possono invertire i rapporti di forza. Il consenso non si compra, lo si conquista, lo si costruisce.

 

“Generazione precaria, governo precario: vediamo chi cade”: la sfida è ancora aperta.

 

La situazione della Grecia dimostra come le politiche di austerity  rendano impossibile la crescita necessaria per ridurre il debito, riducendo quel reddito che dovrebbe essere ridistribuito e utilizzato per finanziare la  spesa pubblica. La vera vittima di questa crisi è ancora una volta il “welfare state”. Infatti i costi diretti e indiretti dei salvataggi del settore finanziario sono pagati con drastici tagli e riduzione dei salari. In un momento del genere, il nostro paese continua ad essere tenuto sotto controllo dalle agenzia di rating, mentre il ministro dell’economia Tremonti, con l’appoggio dei poteri forti di questo paese,  ha varato una manovra finanziaria da oltre 40 miliardi che conferma i tagli a scuola e università, taglia la spesa pubblica e sceglie ancora una volta di non investire su welfare e formazione, ottenendo come unico risultato quello di mettere ulteriormente in ginocchio le fasce più deboli del paese, di concentrare le ricchezze nella mani di pochi, di tagliare la spesa sociale.

 

Come studenti di questo paese pensiamo sia necessario tornare a discutere, analizzare, organizzare le mobilitazioni in vista del prossimo autunno.

 

Da un lato è necessario contrapporre la nostra di idea di AltraRiforma a qualsiasi soluzione che preveda innalzamento della contribuzione studentesca, abolizione del valore legale del titolo di studio e fondo per il merito, come panacea ai tagli e al collasso del diritto allo studio. Per questo in questi mesi non abbiamo smesso di lottare per un’altra università, ci siamo battuti all’interno delle commissioni statuto per rivendicare una maggiore democrazia negli atenei, come ci siamo opposti ad aumenti delle tasse universitarie o tagli alle borse di studio.

 

D’altro lato è necessario ricollegare nuovamente le battaglie dell’università alla battaglia più generale sul futuro che si traduce nella lotta alla precarietà e nella richiesta di nuovi diritti.

 

Ripensamento dell’economia globale, rivendicazione di un nuovo welfare, costruzione di un fronte largo di alleanza con i diversi soggetti sociali deve trovare un baricentro di analisi nei luoghi della formazione e della cultura.

 

Per questo come studenti e studentesse di LINK – Coordinamento universitario sentiamo la necessità di incontrarci e di condividere lo straordinario portato emotivo delle lotte di quest’anno.

 

Mettiamo a disposizione di tutti quegli studenti che come noi hanno vissuto lo straordinario momento di partecipazione  e di lotta che dalle proteste contro la legge Gelmini ci ha portato a vincere il referendum, Riot Village, il campeggio studentesco della Rete della Conoscenza  che si svolgerà a Ostuni dal 25 luglio al 5 agosto, per costruire dei momenti di discussione e di analisi sull’università e sulla società.

 

Il 2 agosto si terrà una grande assemblea nazionale universitaria per ripartire da settembre con una grande mobilitazione in grado di sconfiggere questo governo.

Sull’onda del cambiamento che sta attraversando il nostro paese, siamo convinti che la vittoria sia a portata di mano, serve un nuovo slancio di partecipazione che parta da scuole e università e che si propaghi alla società per liberarci di chi, in silenzio sfrutta le nostre vite e poter  tornare a sognare.