STUDENTI, DOTTORANDI E RICERCATORI INCONTRANO IL MINISTRO

by / Commenti disabilitati su STUDENTI, DOTTORANDI E RICERCATORI INCONTRANO IL MINISTRO / 140 View / 6 novembre 2019

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Nella giornata di oggi, 6 novembre, gli studenti,i dottorandi e i lavoratori dell’Università hanno incontrato il Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, per dar seguito alle rivendicazioni e alle proposte emerse dalla discussione dell’Assemblea Nazionale del 12 ottobre. 

Nel confronto con il Ministro abbiamo ottenuto l’impegno ad aumentare il fondo per il diritto allo studio di almeno 30 milioni in legge di Bilancio, affinchè si riescano a fare passi avanti verso copertura totale delle borse di studio per il prossimo anno. Questo non ci basta: è necessario aumentare la platea degli aventi diritto alzando le soglie delle borse a 28.000 euro di ISEE, anticipare le tempistiche di erogazione e aumentare il finanziamento per investire sui servizi, soprattutto mense e alloggi. Per tutte queste cose occorrono almeno 200 milioni sul diritto allo studio, vista la situazione emergenziale dal nord al sud del Paese, in merito ai quali tuttavia non abbiamo avuto né risposte né dichiarazioni di intenti.

Abbiamo ottenuto un tavolo di discussione sul diritto allo studio, in merito alla distribuzione dei fondi, e ai problemi che continuano ad affliggere migliaia di studenti nel nostro Paese.

Abbiamo inoltre richiesto e ottenuto di aprire un confronto sulla didattica sostenibile all’interno degli atenei, in particolare rispetto alla necessità di istituire delle linee guida che impegnino gli Atenei a stipulare convenzioni con Enti ospitanti pubblici e privati che certifichino la totale estraneità a fenomeni legati alla criminalità organizzata e a fenomeni legati alla devastazione ambientale

Con l’attuale bozza di legge di stabilita’, però, il governo non sta raccogliendo le necessita’ manifestate dal mondo universitario nei mesi scorsi. Le risorse disponibili non diminuiscono, ma non aumentano nemmeno. Un elemento molto critico, soprattutto perche’ non risponde ai numerosi richiami dei soggetti rappresentativi del settore che si sono susseguiti in questi mesi.

Al momento non sono previsti strumenti che permettano di mettere in sicurezza il settore del dottorato di ricerca, si tratterebbe di inserire piccoli investimenti che garantiscano un equo e pari trattamento tra dottorandi borsisti e senza borsa nelle opportunita’ di studiare all’estero e nell’accesso ai fondi di ricerca. 

Anche per quanto riguarda il preruolo mancano le misure necessarie a garantire l’avvio di procedure di reclutamento ordinato e ciclico per le future generazioni di docenti, insieme a un meccanismo che garantisca a chi ora è precario e ha i requisiti di partecipare a procedure per l’immissione in ruolo. Pur apprezzando le aperture del ministro ad affrontare questi temi nei prossimi mesi dobbiamo segnalare con una certa tristezza l’assenza di qualsiasi forma di piano straordinario per ricercatori di tipo B (che immetta almeno 2000 unita’ all’anno), uno strumento non definitivo ma che ha aiutato in questi anni il sistema universitario a non collassare sotto il peso dei numerosi pensionamenti.

Infine abbiamo aperto la questione del welfare per i contratti precari, per la quale speriamo di trovare il forte sostegno del governo gia’ in questa finanziaria.

Manca anche una strategia complessiva che riduca il gap del nostro Paese con gli altri Paesi dell’Europa e dell’OCSE, in merito all’organico dei docenti e dei ricercatori strutturati e del personale tecnico amministrativo ridotto, dal 2008 ad oggi, del 25%. Di fronte al  fenomeno crescente del precariato dell’università non vi sono interventi tangibili in legge di bilancio, che dovrebbero essere almeno pari a un investimento strutturale di 1,5 mld di euro, necessari a definire un piano straordinario di stabilizzazioni – che assorba il precariato storico – e a mettere a regime un piano di reclutamento ordinario e ciclico, fondato su pre ruolo e ruolo unico. Solo così si potrà riportare in equilibrio il sistema e affrontare l’urgente fabbisogno di alta formazione e ricerca nel nostro Paese. Abbiamo ottenuto la disponibilità a un confronto a partire dalla fase emendativa relativamente alla Legge di bilancio e al Decreto Precari, prossimi alla discussione in Parlamento. Consideriamo positivamente questo intento e presenteremo degli emendamenti, al fine anche di valutare l’effettiva volontà del Governo a  invertire la tendenza degli investimenti economici sull’Università, e ad accelerare il processo legislativo che Il Ministro ha manifestato inoltre l’impegno, a seguito della nostra richiesta, per dei tavoli tecnici dove discutere possibili interventi concreti su docenze a contratto e accesso a sistemi di welfare e previdenza per le forme contrattuali parasubordinate in università.

Ad oggi, nonostante le dichiarazioni degli ultimi mesi, da parte del Ministero e del Governo, non si ravvisa ancora un impegno concreto per un rifinanziamento generale del sistema universitario. Per questo, nelle prossime settimane, FLC CGIL, ADI e LINK rilanciano la mobilitazione in tutti gli atenei del Paese, per rivendicare il ruolo strategico dell’Università e della Ricerca per il futuro del nostro Paese.