Report dell’assemblea Università bene comune di Bologna

by / Commenti disabilitati su Report dell’assemblea Università bene comune di Bologna / 13 View / 6 aprile 2012

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Il giorno 24 marzo 2012 studenti, dottorandi, precari, ricercatori e professori si sono riuniti insieme per la prima volta per riflettere sull’at­tuale stato dell’università italiana e per ribadire la sua funzione di servizio pubblico per il bene della società civile, il suo ruolo strategico per lo sviluppo anche economico del paese, la sua costituzione democratica.

Preso atto della continuità tra l’impianto neoliberista della rifor­ma Gelmini e le politiche universitarie del ministro Profumo, le componenti dell’università han­no approvato un documento in cui:

 

1) si rileva che la riforma non ha apportato nessun miglioramento all’efficienza del sistema uni­versitario;

2) si mostra preoccupazione per il crescente allontanamento dei giovani dall’università, fenome­no che i decreti 436 e 437 e l’istituzione del numero chiuso aggravano, mettendo in discussione il diritto allo studio in direzione di un’università elitaria;

3) si esprime contrarietà al decreto 437 che blocca il reclutamento e crea una classifica tra uni­versità di serie A e di serie B, con l’intento altresì di mettere in conflitto tra loro le varie compo­nenti universitarie;

4) si è favorevoli a politiche che riducano le figure e gli anni di precariato universitario pre-ruolo e pertanto promuovano un’unica figura di ricercatore a tempo determinato coperta da tenure track e che attribuisca gli stessi diritti delle altre figure strutturate;

5) si è contrari a procedure di valutazione che invece di favorire profili di qualità hanno come fine: di tagliare il welfare; di ridurre il numero degli atenei accentuando gli squilibri tra nord e sud del paese; di disincentivare la diffusione dei saperi prodotti in ambito accademico verso l’e­sterno. Si critica inoltre il ruolo di potere assoluto assunto dall’Anvur, che agisce in modo antide­mocratico senza consultare la comunità accademica per la definizione dei criteri valutativi. Si ri­tiene pertanto che la VQR debba essere immediatamente e temporaneamente sospesa;

6) si sostiene che l’impianto neoliberista mini alla base il funzionamento democratico dell’uni­versità e i diritti dei lavoratori. In tal senso la battaglia contro la de-strutturazione dell’università pubblica è anche la battaglia contro la de-strutturazione del mercato del lavoro. Si è pertanto con­trari alle riforme regressive degli ammortizzatori sociali, delle nuove forme contrattuali e del­l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

7) si richiede una revisione dell’impianto della legge Brunetta riguardo la valutazione del perso­nale tecnico amministrativo e la attivazione per i TA corsi di formazione e di aggiornamento;

8 ) si è contrari all’abolizione del valore legale del titolo di studio e del voto di laurea. Si contesta inoltre il questionario consultivo del ministro Profumo in quanto ideologicamente fazioso, meto­dologicamente capzioso e con gravi vizi di forma.

 

L’assemblea propone e chiede quindi:

1) un contro-questionario consultivo sul valore del titolo legale di studio, sui decreti 436 e 437 e sulla Riforma Gelmini, i cui risultati verranno presentati al Ministero;

2) di avviare in ogni ateneo una discussione sui decreti 436 e 437;

3) di costruire una rete inter-ateneo per ampliare il dibattito e le proposte volte a migliorare il funzionamento della ricerca, della didattica e della democrazia dell’università italiana. Per que­st’ultimo punto si ritiene importante anche un maggior controllo in ogni ateneo dei singoli statu­ti;

4) la costituzione di un coordinamento che si occupi di sorvegliare l’Anvur;

5) di costruire a livello territoriale una collaborazione con scuola ed enti culturali, sulla base del­l’interesse e della preoccupazione condivise per la formazione e la crescita culturale delle nuove generazioni;

6) di restituire autonomia agli atenei attivando nel contempo meccanismi di responsabilizzazione individuale e collettiva anche mediante l’introduzione del ruolo unico della docenza;

7) di riportare il finanziamento pubblico dell’università ai livelli della media europea;

8 ) di formare un gruppo di lavoro che si occupi di delineare le linee culturali e le modali­tà operative attraverso cui costruire un’università più democratica, aperta e di qualità.

quì potete trovare il documento completo approvato dall’assemblea.