Renzi, Giannini e gli accantonamenti: le politiche sull’Università #cambianoverso #affinchénullacambi

by / Commenti disabilitati su Renzi, Giannini e gli accantonamenti: le politiche sull’Università #cambianoverso #affinchénullacambi / 617 View / 22 aprile 2014

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E’ fatto noto che le scelte impopolari inducono i Governi ad escogitare stratagemmi di ogni tipo per ridimensionare la portata delle critiche provenienti dall’opinione pubblica: leggi denominate con formule angolofone, approvazione delle riforme a ridosso di periodi festivi e infine salti mortali con avvitamento nella disciplina dei giri di parole.

La sottrazione di 75 milioni di euro, nei prossimi due anni, e di 45 per ogni anno dal 2015, all’Università e alla Ricerca prevista dal Decreto Legge approvato in CDM venerdì scorso è l’emblema di queste pratiche gattopardesche: l’ennesima “Spending Review” a ridosso delle festività pasquali contiene una riduzione dell’F.F.O. e del F.O.E., del tutto omessi nella conferenza stampa di presentazione del provvedimento.Qualsiasi cittadino avrebbe molta difficoltà a comprendere che in realtà si sta procedendo all’ennesimo taglio agli atenei e agli enti di ricerca e di certo, nel leggere le risposte di alcuni protagonisti alla denuncia lanciata da LINK e ADI la confusione potrebbe aumentare: per prima è intervenuta la Ministra dell’Università Stefania Giannini, rimescolando i fatti con un indecifrabile politichese, ha sostenuto che non si tratterebbe di tagli lineari, da lei stessa smentiti il giorno prima, ma di “accantonamenti”, ossia di economie fornite dal MIUR per assicurare copertura economica al decreto approvato dal Governo.
Il pezzo da novanta lo ha però tirato fuori Enrico Morando, Vice Ministro dell’Economia in quota PD, capace di definire la decurtazione una semplice “revisione di spesa” o “risparmio”.
In ultimo, a conclusione di questa carrellata di dichiarazioni nonsense, non poteva mancare un Rettore, ex Vice-presidente della CRUI, Giovanni Puglisi, che ha fornito la cifra del conflitto interno all’associazione privata che riunisce i “Numeri 1” delle università italiane.Questi i fatti fino ad ora e, a voler trarre un bilancio, utile anche per chiarire al Paese l’effettivo significato dei fatti sopra esposti, sono necessarie davvero poche parole:
– le politiche del Governo sull’Università #cambianoverso #affinchénullacambi;
– il Ministero dell’Università e la sua titolare non contano nulla;
– i Rettori degli Atenei italiani sono allo sbando.Da una parte, il Governo Renzi ha infatti scelto, in maniera chiara ed inequivocabile, di gestire Università e la Ricerca esattamente come i suoi predecessori, ossia come una voce nel bilancio dello Stato da non rifinanziare ed utile per far cassa: dopo i devastanti tagli della L. 133/08 del duo Tremonti-Gelmini, lo scippo natalizio contenuto in finanziaria ad opera di Monti-Profumo, il taglio dei Punti Organico ed i mancati investimenti dell’intesa Letta-Carrozza, anche la strana coppia Renzi-Giannini ha fornito il suo indirizzo politico sul tema degli investimenti in saperi e conoscenza.
A questo punto alcuni interrogativi sorgono spontanei: ma questo non era l’Esecutivo dei giovani? Dell’innovazione? Del futuro delle nuove generazioni?
Nessuno tra gli studenti, i dottorandi, i ricercatori e i precari delle Università che in questi anni hanno lottato per rifinanziamento ed il rilancio dell’Istruzione universitaria si era illuso per un attimo, ma la retorica costruita dall’homo novus della politica italiana era tutt’altra e aveva fatto breccia anche tra molti addetti ai lavori accademici, ora puntualmente smentiti.Dall’altra la Ministra Giannini ha, in tempi record e in un colpo solo, dimostrato la sua totale inadeguatezza nel ricoprire il ruolo che svolge e definitivamente affossato la già pessima categoria dei Rettori-Ministri la cui stagione può dirsi definitivamente bocciata.
Gli avvenimenti degli ultimi giorni parlano chiaro sulla capacità di incidere nelle dinamiche governative della neo candidata al Parlamento Europeo apparsa in balia delle onde ed incapace di sottrarre l’Università dalle sforbiciate del MEF.
A lei un lo diciamo chiaramente: a prescindere dalla sua elezione al P.E., non nutra dubbi, accantoni l’idea di proseguire l’esperienza di Ministra della Scuola e dell’Università e risparmi al sistema universitario nazionale ulteriori danni.In ultimo la CRUI appare in evidente stato confusionale essendo naufragata, causa cambio del Governo, l’operazione di ridefinizione dei parametri di assegnazione del F.F.O. barattata con l’ex Ministra Carrozza quale parziale risarcimento per il Decreto Punti Organico, nonché benedetta e condotta dal sempreverde Marco Mancini.
E’ proprio vero che l’Università italiana non è esente da molti mali, uno di questi è senz’altro il manipolo di baroni bipartisan che governano la Conferenza dei Rettori italiani specialisti in doglianze e mai pronti ad assumere posizioni ed azioni realmente finalizzate alla difesa dell’Università pubblica e del suo rilancio generale.Governo, Ministra e Rettori sono avvertiti, questi tagli dovranno essere ritirati e sostituiti nei prossimi 60 giorni con un rifinanziamento adeguato dei Fondi per Ricerca e Università.
In questi due mesi di conversione del Decreto Legge, LINK – Coordinamento Universitario rilancerà da una parte un lavoro di modifica del testo normativo e dall’altra percorsi di mobilitazione in tutti gli atenei e di contestazione della Ministra in ogni sua uscita pubblica a partire dalla prossima settimana.