Non in nome di questa strana gioventù. Risposta a E. Scalfari

by / Commenti disabilitati su Non in nome di questa strana gioventù. Risposta a E. Scalfari / 8 View / 5 marzo 2012

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Pubblichiamo la risposta all’editoriale di Eugenio Scalfari del 4 Marzo, su Repubblica.

Caro Scalfari,

siamo studentesse e studenti medi e universitari, aderenti alla Rete della Conoscenza; la nostra Rete è presente in tutt’Italia, dal Piemonte della Val di Susa, alla Calabria di cui Lei parla nel suo editoriale.

Le replichiamo perché “questa strana gioventù” ha motivazioni concrete e ben ponderate per ritenersi più che razionale e tutt’altro che strana. Proviamo qui a spiegare il perché, senza riprendere nel dettaglio le motivazioni espresse quotidianamente dai valsusini e da centinaia di esperti, ma raramente riportate dalla stampa, che dimostrano come l’opera “strategica” abbia ormai ben poco fondamento: crollo delle quantità di merci trasportate in quella tratta negli ultimi anni, sottoutilizzo dell’attuale tratta ferroviaria, elevato impatto ambientale.

Tantissimi sono i dati scientifici posti dal movimento NoTav, pochissimi, anzi inesistenti sono gli uomini politici e del governo che rispondano nel merito. Solo proclami di irreprensibili pugni di ferro. Davanti a migliaia di persone in piazza l’unica risposta può forse essere “andiamo avanti”? Può una grande mobilitazione essere ridotta a un problema di ordine pubblico da reprimere con istituzione di nuovi reati e militarizzazione del territorio? E’ più strana questa gioventù o questa politica che non sa più discutere nel merito?

La nostra è una generazione che, senza retorica, si sente depredata di tutto. Abbiamo urlato spesso nelle piazze, nei cortei contro la Gelmini “ci hanno rubato il futuro”; ma quando urliamo ciò lo facciamo parlando di cose molto concrete, non di sensazioni astratte. Parliamo di 11 miliardi all’istruzione pubblica tagliati negli ultimi anni, di fondi inesistenti per il diritto allo studio con migliaia di studenti meritevoli e con redditi bassi, che ogni anno lasciano l’università a causa di questi tagli, mentre gli atenei innalzano le tasse universitarie oltre i limiti di legge. Cosa c’è di strano in una generazione che individua delle altre priorità nella spesa pubblica del nostro Paese e lotta perché diventino scelta politica concreta?

Lei scrive degli studenti calabresi contro il TAV descrivendoli come figure quasi paradossali che si oppongono all’Alta Velocità invece di pensare alla disastrosa situazione del trasporto pubblico nel loro territorio. Con il dovuto rispetto, si informi. Noi ci impegniamo tanto contro opere folli come il Tav, quanto contro la drammatica riduzione dei fondi statali per il trasporto locale dedicato ai pendolari e contro le vergognose scelte aziendali di Trenitalia, con il conseguente aumento delle tariffe e una riduzione della qualità.

Forse Lei non lo sa, ma proprio questa settimana abbiamo dato avvio a una campagna nazionale per il diritto alla mobilità degli studenti, per ottenere un miglioramento dei trasporti che ci portano nelle scuole, università o luoghi di lavoro. Servirebbe una politica seria sulla mobilità collettiva anziché lasciare questo ramo nevralgico per la società e l’economia alla “mano invisibile” del mercato. Vorremmo poter raggiungere le nostre scuole e università senza che questo fosse un peso economico per le nostre famiglie, chi di noi è fuorisede vorrebbe poter tornare dai nostri cari con i treni notte che invece sono stati tagliati, e non con costosissime frecce rosse che dividono in due l’Italia.

Questa “strana gioventù” di cui lei scrive ha letto con attenzione le inchieste giudiziarie e quelle giornalistiche che svelano il rischio di infiltrazione mafiosa in Val di Susa. Anche per questo siamo contrari al Tav. Ma ovviamente vorremo poter avere un’argomentazione in meno contro i lavori e vivere in un Paese in cui le mafie vengono realmente combattute, i loro beni confiscati e vi sia trasparenza nelle gare di appalto, da quelle delle grandi opere ai lavori di cui necessitano le nostre scuole e le nostre università. Anche per questo il 17 Marzo saremo in piazza a Genova con tutto il nostro impegno per l’antimafia sociale. Dopodiché il problema delle infiltrazioni mafiose esiste e non può essere ignorato.

Caro Scalfari, Lei più volte nell’articolo riprende la ormai abusata retorica paternalista dei giovani che devono riscattare il Paese dalle colpe dei propri padri. Una retorica che rifiutiamo. Crediamo piuttosto di doverlo riscattare da un pensiero unico neoliberista che ha provocato la crisi economica, ambientale, democratica e sociale e che ora si propone come la soluzione ai drammi che lo stesso neoliberismo ha generato.

Siamo di fronte al paradosso di politiche di austerity che trovano maglie larghe solo per grandi opere dannose per l’ambiente, e non per finanziare l’istruzione e la ricerca, la mobilità sostenibile, l’occupazione (si veda il caso della Irisbus e di come politiche per la mobilità sostenibile possano produrre occupazione quanto, se non più del Tav). Da un lato ci imponete la regola aurea del pareggio di bilancio, ci chiedete più flessibilità, meno Stato. Dall’altro lo Stato diventa forte e spendaccione per un’opera dannosa e inutile. Ci sono troppi interessi particolari, nessun diritto e beneficio collettivo.

Monti ha dichiarato che il Tav si farà, e che lo si farà per risolvere i problemi di disagio sociale che viviamo noi giovani. Se proprio il governo dovesse decidere di andare avanti, non lo faccia in nome di questa “strana gioventù”. Non in nostro nome.