Noi la crisi non la paghiamo: presentato emendamento su borse di studio e tasse!

by / Commenti disabilitati su Noi la crisi non la paghiamo: presentato emendamento su borse di studio e tasse! / 389 View / 1 aprile 2020

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Le disposizioni seguite all’emergenza coronavirus stanno generando numerose conseguenze, in termini di diseguaglianze economiche e sociali, che non possono più essere ignorate. 

 

Dopo la sospensione dell’attività didattica e la chiusura degli Atenei su tutto il territorio nazionale disposta dal dpcm 9 marzo 2020, molte studentesse e molti studenti hanno visto mettere in seria difficoltà la possibilità di proseguire la propria carriera universitaria, con un’ulteriore precarizzazione delle condizioni che permettevano loro di studiare, dare esami, e laurearsi.

Tali criticità vertono su numerosi fronti: a partire dalle reali difficoltà di seguire la didattica a distanza, al digital divide, all’accesso digitale al materiale didattico, fino al rinvio di numerosi esami ed appelli. 

 

Appare evidente che, senza i dovuti investimenti e senza le misure necessarie per ovviare a tali problematiche, la condizione studentesca si sta fortemente aggravando nel periodo emergenziale. Tale condizione appare maggiormente in bilico se si considerano tutte le studentesse e gli studenti sui quali questa emergenza pesa in modo maggiore: le borsiste e i borsisti.

Il diritto allo studio non deve essere un premio ma una misura di costante sostegno e supporto alle studentesse e agli studenti provenienti da contesti socioeconomici più svantaggiati: in questa fase, più che mai, la garanzia del diritto allo studio deve essere imperativa.

In particolare, è necessario aggiungere alle problematiche connesse alla didattica, quelle legate al contesto di forte crisi economica e di precariato lavorativo che sta vivendo il nostro Paese: molte e molti, da questa emergenza, usciranno ancora più impoveriti e potranno riscontrare la presenza di seri ostacoli economici che si frapporranno alla possibilità di conseguire gli studi e soprattutto di confermare la borsa di studio, che, spesso, costituisce l’unico mezzo che molte studentesse e molti studenti hanno per studiare all’università.

 

Davanti a questa emergenza e al suo aggravarsi, non possiamo accettare il silenzio del mondo politico e soprattutto del Ministero dell’Università e della Ricerca in merito alla condizione studentesca e alla situazione in cui si trova oggi l’Università, già vittima di anni di definanziamenti, tagli e di politiche di spending-review.

 

Ma se il Governo sta in silenzio, se il Ministro Manfredi sta in silenzio, noi abbiamo deciso di non stare zitti e di non subire le gravi conseguenze dell’assenza di misure in grado di alleggerire il carico di questa crisi. Dopo aver raccolto quasi 15.000 firme tramite la petizione che abbiamo lanciato su change.org, per la deroga ai criteri di merito per l’accesso a borse e alloggi, e aver presentato e approvato la nostra proposta in CNSU, nella data del 31 marzo 2020 è stato presentato in Parlamento il nostro emendamento (n. 100.2)  volto alla revisione dei criteri di merito per l’accesso al diritto allo studio, recante:

 

“In deroga al DPCM del 9 aprile 2001, per l’anno accademico 2019/2020, fermo restando il possesso dei requisiti relativi alla condizione economica, hanno diritto alla borsa di studio gli studenti che, per motivate ragioni attinenti all’emergenza COVID, non abbiano potuto acquisire al 10 Agosto 2020, i CFU necessari per conseguire i requisiti di merito per l’accesso alle borse di studio. Il numero dei CFU computati nell’anno accademico 2019/2020, ai sensi del periodo precedente, saranno decurtati dal computo dei CFU richiesti per gli anni successivi, ai fini del conseguimento dei requisiti di merito per l’accesso alle borse di studio. Questa misura vale anche per l’accesso alla No Tax Area per lo stesso anno accademico 2019/2020”.

(emendamento presentato dal Deputato Iovino e presentato dalle deputate De Lucia, Florifia, Granato, Montevecchi)

 

Nel momento attuale, di grande crisi, non possiamo permettere che il costo sia scaricato sulle spalle delle studentesse e degli studenti e che infici sul loro fondamentale diritto allo studio: il ruolo della conoscenza è fondamentale per la crescita sociale del Paese e della società tutta, non possiamo permettere che qualcuno resti indietro. 

 

Nella prima versione del Decreto Cura Italia, nessun fondo è stato stanziato per il diritto allo studio, nessun finanziamento è stato destinato all’istruzione universitaria: con questo emendamento auspichiamo che tramite le dovute modifiche sia compiuto il primo, necessario e urgente passo verso il riconoscimento della necessità di sostenere negli studi la componente studentesca, senza discriminazioni e senza differenziazioni tra chi se lo può permettere e chi no. 

 

Purtroppo stiamo constatando come il Governo, per quanto concerne gli interventi per gli studenti universitari, stia sostanzialmente ignorando le richieste che ormai da diverse settimane sono presenti tanto nel dibattito pubblico quanto nei passaggi formali che abbiamo fatto con il Ministero dell’Università e della Ricerca. Il Ministro Manfredi non ha ancora avviato un’interlocuzione con le organizzazioni studentesche (che pure lo richiedono e presentano istanze) volto, tramite il confronto, a risolvere i problemi di tanti studenti e studentesse, problemi che non risiedono solo nell’accesso alla didattica ma anche nella difficoltà economica in cui essi versano. La politica si faccia carico di tali questioni e non lasci a loro stesse le componenti meno tutelate: continuiamo a urlare a gran voce che noi la crisi non la paghiamo e che non scenderemo a compromessi nella garanzia di un futuro migliore per tutte e tutti!