[Napoli] Nessun aumento della tasse universitarie alla Federico II: l’Università deve essere aperta a tutti, nessuno escluso!

by / 1 Comment / 1926 View / 14 Luglio 2015

Veniamo a conoscenza attraverso i nostri rappresentanti del Consiglio degli Studenti d’Ateneo della Federico II attualmente in corso, che il Rettore dell’Università Federico II di Napoli ha intenzione di aumentare le tasse universitarie all’interno dell’Ateneo fridericiano. Secondo i dati, le tasse aumenteranno dal 3% (fascia 2-8) al 25% (fascia 15-19) passando per un aumento del 7% (fascia 9-12) e 10% (fascia 13 e 14).

“Gli studenti della Federico II non pagheranno il definanziamento dell’Università pubblica – dichiara Mattia Papa, Portavoce di Link Napoli –. Era prevedibile che i continui tagli del MIUR avrebbero prima o poi inciso sulle vite degli studenti. Ebbene, il Rettore della Federico II ha deciso da che parte stare: invece di schierarsi dalla parte degli studenti e di prendere una posizione forte nei confronti del definanziamento dell’Università, tutelando il Diritto allo Studio e il libero accesso ai Saperi che sicuramente viene invece limitato dal rincaro delle tasse studentesche, senza ovviamente beneficiare di alcuni tipo di vantaggio o miglioramento. È infatti noto che, oltre la vergognosa situazione in cui verte il Diritto allo Studio nella nostra regione, al centro storico ad esempio non esistono mense, gli studentati vivono condizioni pessime e non c’è alcuna garanzia o politica di tutela nei confronti degli studenti sui trasporti. Già all’interno del Consiglio degli Studenti d’Ateno ci siamo scagliati contro la proposta, firmato il testo di contrarietà votato al Consiglio degli Studenti d’Ateneo all’unanimità e continueremo a manifestare il nostro dissenso andando dal Rettore tassenapolia chiedere spiegazioni il prima possibile”.

“Link Napoli si oppone fortemente e fermamente a questa proposta – continua Marco Di Domenico, Coordinatore di Link Napoli –. Le istituzioni accademiche non possono aggravare ancora di più le condizioni materiali della comunità studentesca! Così come in Europa, il modello dell’austerity e dell’aumento e sfruttamento delle fasce più basse della popolazione (gli studenti, i precari, i disoccupati) colmano i vuoti di amministrazioni scellerate delle istituzioni, complici i Rettori e i presidi che avallano questo sistema, chiudendo gli spazi di discussione avanzando proposte in un periodo dell’anno accademico che non permette di poter informare gli studenti, e quindi impone autocraticamente decisioni passando per dibattiti interni agli Organi che escludono qualunque forma di partecipazione reale dal basso proprio sulle famiglie e studenti su cui maggiormente peseranno le decisioni dei vertici”.

“È una decisione assurda – conclude Domenico Cristiano, Responsabile Organizzativo di Link Napoli – quella di aumentare le tasse universitarie in un territorio in cui la fuga di studenti verso gli atenei del centro nord è molto alta. E soprattutto, in una regione che non interviene nel sostegno delle fasce medio basse, un aumento delle tasse può significare soltanto ulteriore espulsione dalle università! L’università italiana è pubblica e deve fare dell’equità il proprio orizzonte, non solo morale, ma soprattutto materiale! Invece, allo stato attuale, né la Federico II né la regione Campania incentivano lo studio universitario. Non è la rappresentanza che vogliamo, non è il modo con cui il dibattito deve tenersi in seno all’Università e allo società tutta. Pretendiamo che il Rettore ci dia spiegazioni in merito e che blocchi immediatamente l’aumento delle tasse”.

Link Napoli

One Comment

  1. Ho letto con attenzione il documento che il CSU ha inviato al Rettore della Federico II e vi propongo di seguito qualche osservazione in merito.
    A mio parere la forza degli studenti risiede nella loro capacità di organizzarsi in iniziative di lotta che prevedano l’adozione di 2 strategie fondamentali:
    1) Occupazione ad oltranza degli atenei;
    2) Coordinamento di lotta nazionale con altri atenei, i quali, senza alcun dubbio, stanno vivendo gli stessi malesseri sperimentati oggi nella Federico II (l’aumento delle tasse deriva dal taglio dei finanziamenti alle università da parte del Governo = portata nazionale della problematica).

    In mancanza di queste 2 “teste di ponte” credo che non sarà ottenuto nulla ed il “parere negativo sulla proposta di aumento” sarà semplicemente ignorata. Anch’io ho provato ad inviare una lettera al Rettore, al suo vice ed al Capo di Gabinetto del MIUR, ottenendo in risposta il silenzio. Tra l’altro io il Rettore l’ho anche conosciuto, in occasione di una conferenza scientifica e mi sono illuso per questo di ricevere una qualche risposta; magari anche negativa ma che salvasse la forma, anche a disonore della sostanza: invece nulla di nulla!

    Ricordo che molti anni fa il (mai !) compianto ministro Ruberti provò a privatizzare le università e la risposta degli studenti fu tremenda con l’occupazione ad oltranza di tutti gli atenei d’Italia e scontri con la polizia, la quale, come al solito, non disdegnò di usare anche le maniere forti (idranti e manganelli). La conclusione della vicenda fu una rapida RETROMARCIA del ministro perché gli studenti si mostrarono degli ossi troppo duri da rompere.
    Il movimento di protesta, chiamato Pantera, rimarrà per sempre nella storia della nostra Repubblica come luminoso esempio di ciò che sono in grado di ottenere gli studenti quando si organizzano in azioni di lotta nelle quali credono profondamente e per le quali sono disposti a fare qualche sacrificio (nottate nelle aule occupate, ecc.).

    Oggi si sta portando avanti una privatizzazione strisciante, latente, carsica, dove la parola privatizzazione non viene menzionata da nessuna parte ma che di fatto si concretizza nell’esclusione di coloro (tanti) che non possono permettersi il pagamento di una tassa talmente alta da limitare fortemente il diritto allo studio.

    Cordiali saluti
    Rocco D’Errico (vecchissimo studente della Federico II)

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