L’università è troppo cara? Alla retta ci pensa l’azienda

L’università è troppo cara? Alla retta ci pensa l’azienda

by / Commenti disabilitati su L’università è troppo cara? Alla retta ci pensa l’azienda / 39 View / 16 gennaio 2011

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dal Sole 24 ore – Le rette dell’Università sono troppo care? Nessun problema: è l’azienda a farsene carico, ma solo per i migliori. Nella Gran Bretagna scossa dalle polemiche per il rialzo delle tasse universitarie, mossa decisa nei mesi scorsi dal governo conservatore e contro cui sono scesi in piazza migliaia di studenti, fa notizia l’annuncio di Kpmg: la società di consulenza e revisione contabile ha annunciato che si farà carico dei costi necessari a formare giovani talenti. Sono 75 le borse messe a disposizione tra i neodiplomati che intendono frequentare un corso di laurea in Contabilità. I vincitori si vedranno finanziata l’iscrizione al corso di laurea quadriennale presso la Durham University e ulteriori due anni di specializzazione necessari per l’iscrizione all’albo. Quest’ultimo step prevede anche un compenso di 20mila sterline l’anno e la promessa di successiva assunzione in una delle sedi europei di Kpmg.

 

 

Le altre esperienze britanniche
Nel corso degli ultimi anni, molte altre aziende hanno introdotto programmi di formazione, preceduti da un periodo di apprendistato, per attirare studenti brillanti che potrebbero non potersi permettere l’università a causa delle tasse troppo elevate. La catena di supermercati Morrisons, ad esempio, sponsorizza corsi di laurea triennale per 20 potenziali candidati presso la Bradford University con specializzazione in business & management, seguita da tre anni di lavoro sul campo. Altre aziende, invece, promuovono lo sviluppo di carriera dei propri dipendenti tramite la formazione interna. I magazzini Harrods, ad esempio, consentono di seguire un corso di laurea della durata di due anni nel settore vendite. Mentre McDonald’s che offre la possibilità di specializzarsi in gestione d’impresa con un corso biennale accreditato dalla Manchester Metropolitan University, senza dover lasciare il proprio lavoro.

In cattedra con lo sponsor
In Italia, dove pure l’Università è molto più a buon mercato rispetto alla Gran Bretagna, negli ultimi anni si sono diffusi numerosi casi di cattedre sponsorizzate, iniziative tramite le quali alcune
aziende finanziano un insegnamento universitario facendosi carico dei costi relativi al personale (i docenti) e, in alcuni casi, anche alle dotazioni didattiche (come pc ed eventuale affitto dei locali). Gli sponsor sottoscrivono con l´Università un atto di donazione per un periodo che di solito varia dai tre ai dieci anni. E lo stesso vale per alcuni corsi di dottorato. Dopo di che l’ateneo cerca un altro sponsor o cerca di stabilizzare il docente.

Non si tratta di iniziative adottate esclusivamente con spirito di liberalità: oltre al ritorno in termini di immagine, percorrendo questa strada l’azienda può stringere rapporti più stretti con gli atenei e selezionare talenti da inserire in futuro in organico.