l’AltroBando: Bilancio e rilancio di uno strumento di partecipazione e conquista

by / Commenti disabilitati su l’AltroBando: Bilancio e rilancio di uno strumento di partecipazione e conquista / 185 View / 27 luglio 2015

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Nel mese di luglio sono stati approvati quasi tutti gli ultimi bandi locali per la richiesta di borsa di studio e posto letto. E’ giunto quindi il momento di effettuare un bilancio della campagna nazionale Costruiamo l’AltroBando lanciata questo gennaio e delle campagne territoriali sul diritto allo studio messe in atto in questi mesi.

 

La campagna:

L’obiettivo della campagna AltroBando era quello di fornire uno strumento di partecipazione e coinvolgimento degli studenti nella discussione sulle modalità di erogazione dei servizi del diritto allo studio. Ci siamo sforzati non solo di imprimere un miglioramento nella formulazione dei bandi e nelle modalità di gestione del diritto allo studio, ma di affermare il principio che gli studenti vanno inclusi all’interno dei processi decisionali per quel che riguarda le politiche di accesso ai saperi e di diritto allo studio, in quanto soggetti che vivono in prima persona le conseguenze di queste politiche.

A partire dalle proposte sviluppate come Coordinamento nazionale (http://linkcoordinamentouniversitario.it/wp-content/uploads/2015/01/Altrobando.pdf ) di città in città sono partiti percorsi di partecipazione tra gli studenti e le studentesse che hanno portato alla formulazione di proposte più specifiche, non solo riguardanti i bandi borse e posto letto, ma il Diritto allo Studio nel suo complesso.

Campania: Dal momento che la situazione del DSU in campania è tragica, più che agire sul bando, il problema si è identificato nell’assenza di finanziamenti regionali e nella chiara volontà della regione campania di dirottare regolarmente i fondi derivanti da Tassa Regionale per il Diritto allo Studio e FIN. Questo provocando ritardi nell’erogazione di borse anche di anni: alla data del 24/07/2015, si è ancora in attesa della seconda rata 2013-2014 e di tutto l’importo delle borse 2014-2015. Una vera annata nera. Ad oggi, nemmeno è stata ancora emanata la programmazione regionale per il diritto allo studio, come da prassi, pertanto ancora non si è potuto procedere all’approvazione dei bando.

Qui la piattaforma presentata in vista delle elezioni regionali: http://linknapoli.altervista.org/wp-content/uploads/2015/04/Piattaforma-diritto-allo-studio-universitario-2015.pdf

Ci sono state due mobilitazioni nei confronti dell’amministrazione regionale, che pur non avendo portato ad un esito tangibile nell’emanazione delle borse, sono riuscite a creare partecipazione e visibilità per la questione. I nostri interlocutori candidati alle regionali hanno inoltre recepito e abbracciato gran parte dei punti e delle rivendicazioni da noi espressi nella Piattaforma per il Diritto allo Studio.

Puglia: La campagna è stata lanciata il 4 Marzo con azioni nelle sedi dell’Azienda per il Diritto allo Studio e nei vari dipartimenti delle università pugliesi. Nei mesi successivi si sono raccolte le proposte e le opinioni degli studenti nelle assemblee.

Una delle rivendicazioni principali della nostra campagna è l’innalzamento delle soglie economiche per accedere al bando, battaglia che sin dallo scorso anno portiamo avanti, ma che quest’anno è preminente data la recente normativa che ha ridefinito in modo iniquo l’ISEE. Nel Consiglio di amministrazione dell’ADISU Puglia di marzo abbiamo presentato una mozione per chiedere l’innalzamento delle soglie e per chiedere alla giunta regionale, che fissa i requisiti di accesso al bando, di fare propri gli indirizzi del Consiglio. La nostra mozione è stata approvata all’unanimità e la giunta ha deliberato l’INNALZAMENTO DELLE SOGLIE DA 17.000 A 19.000 DI ISEE e da 31.000 A 35.000 DI ISPE. Il 29 maggio abbiamo approvato il bando in Consiglio, confermando queste soglie.

Qui le altre proposte presentate https://www.facebook.com/notes/rete-della-conoscenza-puglia/editoriale-i-diritti-non-si-meritano-costruiamo-laltrobando/1095117997180373

Roma: La campagna “Diritti allo (S)Bando” ha raccolto una grande partecipazione negli studentati, producendo proposte rispetto ai bandi dell’ente e ai regolamenti delle residenze.

Questo percorso ha portato a un incontro con il commissario straordinario di LazioDiSU che, er quanto positivo nella volontà di andare a confrontarsi con la popolazione studentesca nella scrittura del bando, è stato de facto un incontro dove l’amministrazione è rimasta chiusa in se stessa. Qui il comunicato a seguito dell’incontro.

https://www.facebook.com/notes/link-roma/costruiamo-l-altrobando-difendiamo-i-nostri-diritti/964163086940989

Bologna: la campagna bolognese ha visto la costruzione insieme a tanti studenti e studentesse di una Piattaforma rivendicativa che analizza le condizioni ed i limiti del sistema emiliano romagnolo di diritto allo studio e rilancia propositivamente sui diversi temi. Uno dei punti centrali che ha contribuito, con questo lavoro, a scardinare nell’opinione pubblica l’immagine tipicamente  “virtuosa” del DSU in Emilia Romagna è stata la presa di coscienza dell’anomalia riferita all’esenzione parziale dalle tasse, che non costituisce un diritto spettante agli studenti con determinati requisiti di reddito, ma è un beneficio concesso mediante bando a coloro che presentano anche particolari criteri di merito. Oltre al ciclo di assemblee pubbliche, la campagna si è articolata in una serie di occasioni importanti, a partire dal dibattito con i candidati al Consiglio Regionale, passando per la partecipatissima fotopetizone “Unibopoly”, fino ad arrivare alla costruzione del muro che impediva simbolicamente l’accesso all’università per denunciarne l’insostenibilità dei costi. E’ per questo che possiamo affermare che il percorso de l’AltroBando si è caratterizzato in particolare per l’ampia partecipazione studentesca e per l’apertura di un reale dibattito sui limiti strutturali dell’impostazione attuale del DSU e del welfare studentesco in generale, preparando un terreno fertile per arricchire le proposte e dare in futuro un riscontro materiale al lavoro realizzato.

http://issuu.com/linkbolo/docs/altrobando_2015

Lombardia: in Lombardia la campagna dell’AltroBando è stata preceduta dalla battaglia contro il taglio del 40% sul fondo di funzionamento del diritto allo studio. Il bilancio previsionale lombardo ha infine previsto un taglio del 10%, parii a circa 3 milioni di euro.
La battaglia sui fondi regionali ha dato slancio alla costruzione dell’AltroBando, scritto a partire dalle assemblee nelle residenze universitarie del consorzio CIDiS di Statale e Bicocca.
Il Bando è stato approvato definitivamente il primo luglio 2015 dal CdA CIDiS. Abbiamo ottenuto tre importanti vittorie:

1.agli studenti iscritti al primo anno fuori corso sarà consentito di soggiornare presso le residenze anche nel secondo semestre dell’anno accademico 2015/2016 a tariffa non agevolata di 350 euro al mese (invece dell’attuale tariffa foresteria di 450) in modo da permettere loro una più agevole conclusione degli studi;

2. la borsa di studio sarà pagata con rate di pari importo anche per gli iscritti al primo anno di corso, eliminando la rata forfetaria precedentemente prevista che generava difficoltà economiche agli studenti che devono sostenere le spese abitative

3.è in corso uno studio di fattibilità per adottare un sistema di pagamento del contributo per mobilità internazionale più tempestivo.

La battaglia sull’AltroBando ha anche un fronte regionale: chiediamo l’eliminazione della sperimentazione sui criteri di merito e un aumento del finanziamento. Su quest’ultimo aspetto la chiusura da parte di Regione Lombardia è stata totale, non la stessa cosa possiamo dire invece sui criteri di merito: qui la battaglia è ancora aperta.

https://docs.google.com/document/d/1Y3CyA8t02eCHD9N-FmEio7I58pZQhu-FTENclDjvFUk/edit#heading=h.rame9zjj87o6

Toscana: In Toscana due sono stati i percorsi portati avanti sul diritto allo studio da sinistra per.., Link Siena e Studenti di Sinistra. in primo luogo il “Manifesto per il diritto allo Studio” in cui sono state inserite ampie rivendicazioni rispetto a diritto alla mobilità, diritto all’abitare e ristorazione pubblica che abbiamo presentato con una conferenza stampa sotto la sede della Regione e portato avanti attraverso un’iniziativa a Pisa in vista delle elezioni regionali con un confronto delle liste.

In secondo luogo all’interno degli organi del DSU Toscana abbiamo ottenuto risultati positivi riguardanti il nuovo BandoBorse fra cui l’innalzamento del limite ISEE a € 20000 ottenuto durante la Conferenza Regionale contemporaneamente ad un presidio degli studenti sotto la Regione. Siamo riusciti a vincere con la nostra proposta dell’inserimento nel bando di un nuovo sistema per l’assegnazione degli alloggi che segue la logica del preavviso di recessione del contratto di affitto e la possibilità di poter usufruire di camere miste.

Qui il link sul Bando Borse: https://infopointdsutoscana.wordpress.com/2015/06/29/bando-borse-201516-esiti-della-discussione-e-novita-introdotte/

Qui il link della piattaforma regionale: https://infopointdsutoscana.wordpress.com/

Piemonte: In Piemonte il tema della modifica del bando EDISU è stato al centro delle rivendicazioni di Alter.POLIS e Studenti Indipendenti in tutti gli ultimi anni, a partire dall’introduzione di criteri di merito più restrittivi da parte della Giunta Cota (prima con la media minima del 25 e poi con soglie ECTS differenziate per diparimento) e dalla successiva mobilitazione dei borsisti: questo provvedimento, insieme ai tagli che hanno drasticamente ridotto la copertura delle borse negli anni 2010-2014, è stato il principale oggetto delle contestazioni studentesche che hanno portato il Diritto allo Studio al centro del dibattito pubblico, spingendo tutte le forze politiche tranne il centrodestra ad assumere le richieste degli studenti come impegni elettorali. Con l’insediamento della nuova amministrazione regionale si è dunque instaurato un dialogo positivo che ha portato, a seguito di numerosi incontri con l’Assessore competente ed alla nomina del nuovo CdA EDISU, ad una profonda modifica del bando nella direzione delle nostre rivendicazioni: i criteri di merito introdotti dalla Giunta Cota sono stati eliminati ed è stata prevista un’anticipazione della seconda rata della borsa di studio per gli studenti iscritti ai primi anni, finora costretti ad attendere fino all’autunno successivo. Inoltre il limite ISEE per la domanda è stato alzato fino al tetto massimo imposto a livello nazionale. Sono state inoltre approvate alcune modifiche legate ad aspetti tecnici del bando, all’apparenza minori ma ugualmente sentiti dagli studenti e segnalate dagli stessi nel corso dei numerosi incontri svoltisi quest’anno nelle residenze universitarie.

Veneto: Il manifesto per il diritto allo studio (http://goo.gl/I7e1Ug) nasce grazie a mesi di lavoro; questo progetto è culminato con gli incontri in tutte le residenze universitarie, dal 16 al 23 aprile.

In queste giornate abbiamo esposto agli studenti tutte le criticità dell’attuale bando e abbiamo cercato insieme a loro le soluzioni, le migliorie e di ampliare l’attuale orizzonte del diritto allo studio poiché questo termine, negli ultimi anni, è stato abusato e ha perso il suo reale significato.
Il manifesto per il diritto allo studio è stato pubblicizzato tramite una conferenza stampa nella quale sono stati invitati anche il Prorettore alla condizione studentesca e diversi consiglieri regionali.
Il documento è poi stato inviato a tutti i candidati alla regionali.
L’università si è dimostrata molto sensibile sui temi e possiamo già vantare alcune vittorie, prima tra tutte la questione relativa agli studenti disabili, per troppo tempo lasciati in balia di se stessi.
E’ già stato migliorato il prospetto tasse, alzando la soglia minima da 23 a 25.000€, piccolezze, che però indicano apertura nel voler affrontare qeusti problemi.

 

L’impatto sulle elezioni regionali:

in molte regioni, questa primavera, le mobilitazioni per il DSU si sono intrecciate con il dibattito verso le elezioni regionali, momento cruciale per le politiche per il diritto allo studio. Abbiamo provato in questa occasione a interrogare la politica e chi si candidava a governare le Regioni rispetto alle nostre proposte e al nodo centrale del diritto allo studio: i finanziamenti. Con le dovute differenze tra regione e regione e nonostante gli impegni presi da molti candidati è emerso un tratto comune in questa tornata elettorale: la politica rappresentativa, anche a livello locale, risulta caratterizzata da una crescente concezione plebiscitaria del consenso che ormai caratterizza trasversalmente la politica nazionale, nel rapporto tra il candidato e l’elettorato si restringono gli spazi per i corpi intermedi. Lungi dal voler accettare questa situazione, starà a noi attraverso la partecipazione, il conflitto e la proposta riaffermare il protagonismo degli studenti nelle scelte politiche che li riguardano.

 

Il nuovo ISEE, un tampone insufficiente

Elemento comune alle mobilitazioni di questi mesi è stato l’insorgere delle problematiche relative al nuovo metodo di calcolo dell’isee. Come già osservato in molti studi statistici (http://linkcoordinamentouniversitario.it/il-51-degli-universitari-ora-ha-un-isee-piu-alto-le-analisi-del-ministero-del-lavoro/) il decreto Isee ha portato, a parità di condizione economica “reale”, a un aumento diffuso di questo indicatore soprattutto nella popolazione studentesca, causando un aumento diffuso della tassazione e rischiando di escludere migliaia di studenti dall’idoneità alla borsa di studio.

In alcune regioni (ad esempio Toscana, Piemonte e Puglia) anche attraverso la campagna AltroBando siamo riusciti ad innalzare la soglia richiesta per l’idoneità, per compensare gli effetti del Decreto Isee, è stato invece impossibile intervenire laddove la soglia prevista dai Bandi Regionali è già al limite massimo previsto dalla normativa nazionale, come ad esempio nel caso della Lombardia e del Veneto.

La decisione del MIUR di non adeguare questa soglia, con il decreto emanato a inizio luglio, è di fatto un benestare rispetto a questa sforbiciata sulla platea degli idonei a ricevere i benefici per il diritto allo studio. Continueremo a rivendicare l’innalzamento di questa soglia, affinchè tutti coloro rimasti esclusi a causa del nuovo ISEE possano rientrare tra i beneficiari di borsa di studio l’anno prossimo.

 

verso l’autunno e oltre

Il lavoro di questa primavera sui bandi regionali e sulla gestione del diritto allo studio a livello locale ci ha permesso di conquistare grandi avanzamenti, ma anche di sperimentare i limiti decisionali degli Enti locali e degli Enti per il Diritto allo Studio, mettendo in evidenza il nodo gordiano del Diritto allo Studio in Italia l’assenza di finanziamenti da parte dello Stato e la mancanza di una normativa completa sui Livelli Essenziali delle Prestazioni.

A chi tra le fila della maggioranza di governo vuole metter mano ad una nuova Riforma dell’Università lo ribadiamo: il più urgente e imprescindibile tra gli interventi sul sistema universitario non può che essere in questo ambito, soprattutto se ci si pone l’obiettivo di ridurre l’abbandono universitario e aumentare il numero di iscritti all’Università, garantendo a tutti la possibilità di accedervi a prescindere dalle proprie condizioni economiche. Questo tema sarà, come sempre, al centro delle mobilitazioni autunnali, a partire da Riot Village il campeggio studentesco costruiremo le nostre proposte e le nostre rivendicazioni, e prepareremo le mobilitazioni per riaprire il dibattito pubblico sul Diritto allo Studio.