La Ministra Fedeli non ha fatto nulla per impedire il numero chiuso

by / Commenti disabilitati su La Ministra Fedeli non ha fatto nulla per impedire il numero chiuso / 81 View / 26 maggio 2017

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Apprendiamo a mezzo stampa le dichiarazioni con cui la Ministra Fedeli ha preso le distanze dalla scelta del Rettore della Statale di Milano, che martedì scorso ha ottenuto, dopo settimane di proteste, il via libera del Senato Accademico all’imposizione del numero programmato a Studi Umanistici. La Ministra non affronta però i temi posti dalla lettera aperta che gli studenti in mobilitazione le avevano indirizzato, ovvero la stretta interrelazione tra l’introduzione della selezione in accesso in sempre più corsi di laurea ed il definanziamento cronico del sistema universitario italiano.


Se pure la presa di distanza del Ministero evidenzia la natura prettamente politica della scelta del Rettore Vago, le politiche universitarie degli ultimi anni hanno prodotto un progressivo impoverimento dell’Università pubblica con una riduzione di fondi e personale, ponendo le condizioni per l’introduzione del numero chiuso negli Atenei.

Le uniche soluzioni possibili per bandire il numero chiuso dai nostri atenei sono politiche di investimento, risorse finalizzate alla stabilizzazione del sempre più numeroso personale docente precario, oltre che a nuove assunzioni. Questa, dunque, era e continua ad essere la nostra richiesta alla Ministra Fedeli: un rifinanziamento generalizzato del sistema universitario, oltre che dell’istruzione pubblica tutta.
Se davvero la Ministra ritiene che il sistema universitario debba essere aperto a tutti e tutte, non può limitarsi a prendere le distanze dalle scelte dell’amministrazione della Statale, ma deve adoperarsi per creare condizioni tale da sottrarre ogni giustificazione a simili scelte: se non lo farà, sarà evidente che, nei fatti, condivide con il Rettore Vago la responsabilità della misura assunta nei giorni scorsi.

 

A partire dall’assemblea convocata per martedì 30, continueremo, assieme alle tante componenti del mondo accademico che si sono mobilitate contro il numero chiuso, a lottare in difesa del diritto allo studio di tutti e di tutte, contro la politica della chiusura che vuole fare dell’istruzione universitaria un privilegio per pochi. Inoltre proseguiremo la nostra battaglia dentro gli organi accademici dei dipartimenti in cui porremo quanti più ostacoli possibili all’effettiva attuazione del provvedimento imposto d’imperio dal Senato Accademico, con il rifiuto di proseguire il lavoro nelle Commissioni paritetiche o di prendere parte all’elaborazione dei test d’ingresso selettivi per il prossimo anno accademico. Al Rettore Vago e alla Ministra Fedeli formuliamo un’unica grande promessa: ci opporremo a qualunque dispositivo di chiusura dei nostri atenei con tutti gli strumenti a nostra disposizione, per costruire un’università radicalmente differente dall’attuale, accessibile a tutti e tutte.