la Gelmini contestata a Salerno

la Gelmini contestata a Salerno

by / Commenti disabilitati su la Gelmini contestata a Salerno / 4 View / 20 novembre 2010

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riportiamo il comunicato di LINK Fisciano

Oggi 20 novembre una rappresentanza dell’associazione LINK Fisciano ha partecipato al presidio davanti al Grand Hotel Salerno dove si stava svolgendo un convegno del Popolo delle Libertà in cui come ospite era presente il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.

Centinaia di persone, precari della scuola, studenti medi delle scuole salernitane, studenti universitari, ricercatori hanno partecipato alla manifestazione portando il disagio e lo svilimento in cui versa L’Università e la Scuola pubblica nel nostro paese.

Dopo un periodo di contestazione di fronte all’Hotel il presidio, dopo attimi di pressioni verso la polizia, si è spostato pacificamente vicino alle vetrate dello stabile.

A quel punto le tende delle suddette vetrate si sono abbassate impedendo a chi era dentro e al ministro di vedere chi ci fosse fuori e a noi di vedere chi era dentro.

Questo atto rappresenta l’ennesima prova del comportamento di questo Governo che si rinchiude nelle sue convinzioni e nei suoi piani, pensando di avere la Verità in pugno, senza avere nemmeno lo scrupolo di confrontarsi con le parti coinvolte.

Chiusi come i topi hanno continuato i loro lavori come se noi non esistessimo, eliminando il confronto che rappresenta il solo modo di raggiungere un percorso condiviso.

Alla fine del presidio si è tenuta un assemblea di studenti.

Da tempo rifiutiamo i progetti sull’Università del ministro Gelmini e del suo mandante Tremonti. Lei rimane convinta che gli studenti sono dalla sua parte ma i numeri delle manifestazioni dell’ 8 ottobre e del 17 novembre parlano chiaro.

Non difendiamo lo status quo, vogliamo una scuola e un università all’altezza dei nostri sogni, senza clientelismi, sprechi e baronati.

Vogliamo un ALTRARIFORMA che sia la sintesi dei bisogni di studenti e studentesse che giorno dopo giorno tentano di crearsi un proprio futuro.

Fin quando il ministro non ci darà ascolto, come fatto oggi, continueremo a manifestare e a proporre alla gente le nostre idee, così che la pulsione del cambiamento pervada la cittadinanza e realmente abbia i risultati che speriamo.