Il numero chiuso è ingiusto e dannoso per il sistema sanitario.

by / Commenti disabilitati su Il numero chiuso è ingiusto e dannoso per il sistema sanitario. / 188 View / 5 settembre 2016

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Domani in tutta Italia assisteremo allo svolgimento dei test d’accesso ai Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia. Uno strumento che vedrà ancora una volta l’esclusione di decine di migliaia di studenti dal percorso di studi prescelto, andando a colpire il diritto allo studio di moltissimi giovani oltre che le prospettive del Servizio Sanitario Nazionale, condannato ad un progressivo ridimensionamento.

Medicina ha visto un taglio da 9513 a 9224 posti e architettura da 7800 a 6991: la progressiva riduzione del numero di posti per l’accesso ai corsi con il numero chiuso nazionale è inaccettabile e va a ledere ulteriormente il diritto allo studio, già colpito da un test assolutamente iniquo.

É inaccettabile che uno studente in uscita dalle scuole superiori non possa scegliere liberamente il suo percorso di studi, i test non valutano realmente la preparazione, ma vogliono selezionare i futuri studenti universitari. Essi sono un ostacolo anche economico per tutti coloro i quali devono sostenerli e a ciò il Governo non dà alcuna risposta, anzi, pare si voglia andare nella direzione di una ulteriore preselezione, come evidenziato da alcune indiscrezioni in merito alle deleghe in bianco contenute nella legge 107.

Da anni chiediamo un ripensamento delle modalità di accesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, che si stanno rilevando non solo inefficaci, ma anche dannose. Non si possono infatti trascurare le mancanze di specialisti che già oggi si palesano nel nostro Sistema Sanitario e, inoltre, l’intero sistema del diritto alla salute necessita sempre di più di essere rivisto alla luce delle trasformazioni demografiche e dell’affermarsi di nuovi paradigmi della sanità pubblica. Diciamo chiaramente che la progressiva riduzione dei posti a medicina porta alla chiusura degli ospedali e dei reparti ospedalieri.

Dopo anni di denunce da parte nostra cadute nel vuoto, anche l’Ordine dei Medici comincia a mettere in discussione questa programmazione. I tempi sono maturi per aprire un dibattito pubblico sul sistema di accesso alla formazione medica e sul modello di Sanità di cui si vuole dotare questo paese, dibattito che non può avvenire escludendo gli studenti.