IL GOVERNO TAGLIA 30 MILIONI AL DIRITTO ALLO STUDIO, 10.000 BORSE A RISCHIO!

by / Commenti disabilitati su IL GOVERNO TAGLIA 30 MILIONI AL DIRITTO ALLO STUDIO, 10.000 BORSE A RISCHIO! / 87 View / 22 dicembre 2018

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30 milioni di euro in meno per il diritto allo studio e complessivamente 100 milioni in meno per l’università. Questo è il bilancio che porta con sé la legge di bilancio per quanto riguarda la formazione universitaria. Un gravissimo colpo inferto proprio da quel Governo che invece all’inizio di questo autunno aveva assicurato che la copertura della borse di studio fosse una priorità, attraverso le parole del Ministro Di Maio che aveva incontrato gli studenti dopo le molte mobilitazioni fatte in decine di città italiane.

Non solo il Governo del cambiamento non ha incrementato le risorse per le borse di studio, ma le ha persino ridotte di 30 milioni, che significa che il prossimo anno circa altri 10.000 studenti potrebbero rimanere senza borsa.

La situazione in Italia per quanto riguarda il diritto allo studio non è già delle migliori: sono ancora migliaia infatti gli studenti idonei non beneficiari di borsa di studio, ancora di più quelli che non possono accedere agli alloggi universitari, l’erogazione delle borse è costantemente in ritardo rispetto alle reali esigenze degli studenti.

Il rischio che le regioni non anticipino i 30 milioni mancanti per coprire tutte le borse di studio, venendo meno la certezza che tali soldi arrivino dallo stato, metterebbe realmente e seriamente in difficoltà migliaia di studenti, molti dei quali senza il sostegno della borsa non riuscirebbero a proseguire il proprio percorso di studio.

Questo taglio al diritto allo studio si inserisce in una riduzione complessiva di 100 milioni di euro per le risorse destinate a università e ricerca. Questa situazione è inaccettabile e colpisce duramente il sistema universitario, per questo continueremo a mobilitarci insieme ai Ricercatori determinati, per dare un segnale forte a questo governo che non possiamo tollerare i tagli inflitti e che è necessario tornare ad investire in istruzione e ricerca!