Decreti Attuativi legge 240/10

Decreti Attuativi legge 240/10

by / Commenti disabilitati su Decreti Attuativi legge 240/10 / 191 View / 1 luglio 2011

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A sei mesi dall’approvazione della Legge 240 ben poco è cambiato. Usciti a malapena 17 decreti attuati che in sostanza lasciano in alto mare l’attuazione della legge stessa rimandando spesso ad altri decreti non ancora usciti o ancora peggio mettendo in evidenza il concetto di merito del MIUR che continua ad usare come criterio il numero degli studenti che seguono un corso piuttosto che l’effettivo rendimento degli studenti stessi. Paradossale è inoltre il fatto che per decidere la distribuzione dei fondi alle università telematiche si utilizzi un decreto attuativo di una legge piuttosto che un bando pubblico. L’unica certezza dei provvedimenti del Governo in merito all’università sono gli effetti dei tagli che ripercuotono non solo sugli stipendi dei docenti, dei ricercatori e del personale tecnico ed amministrativo ma anche sugli studenti che hanno visto un aumento spasmodico delle tasse e la non riattivazione o la chiusura definitiva di corsi di laurea.


1. art. 2, comma 1 lett. n): criteri e ai parametri per la determinazione del trattamento economico del direttore generale

2. art. 5, comma 1, lett. b): procedure per il commissariamento degli Atenei in dissesto economico-finanziario

 

Criteri di commissariamento e procedure per tappare il deficit economico finanziario. Essenzialmente la procedura rimane invariata: la corte dei conti redige il resoconto dettagliato, il rettore viene diffidato, vengono mandati i 3 commissari dal miur, si redige un piano di risanamento che parte dal tagliare tutti i benefit passando per l’abbandono a loro stessi degli altri centri amministrativi (dipartimenti ad esempio), chiudendo tutti i distaccamenti e le spese non ordinarie e vendendo tutto ciò di cui è in possesso l’università cercando di sanare tutti i debiti accumulati con il piano di risanamento entro l’anno.

3. art. 5, comma 1, lett. b): nuovo regime di contabilità patrimoniale

Il quadro economico-patrimoniale dell’università è rappresentato da:

  1. bilancio unico d’ateneo di previsione (buget economico ed degli investimenti di gestione)

  2. bilancio unico d’ateneo di esercizio (Stato patrimoniale, contro economico, rendiconto finanziario, nota integrativa con l’elenco dei delle società e degli enti partecipanti a qualsiasi titolo, da approvarsi entro il 30 aprile con relazione del collegio dei revisori dei conti e dal Cda su proposta del rettore e parere del senato per quanto di competenza)

  3. bilancio consolidato (con le proprie aziende, società ed enti controllati composto dallo Stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa)

Tutte le università considerate amministrazioni pubbliche hanno i seguenti doveri e proroghe:

  • predispongono il bilancio di preventivo d’ateneo non autorizzato e uno autorizzato ed il rendiconto unico d’ateneo

  • predispongono un apposito prospetto contenente la classificazione della spesa complessiva.

Con decreto del Ministro del MIUR, dopo consultazione con il Ministro dell’economia e delle Finanze, sono stabilite l’elenco delle missione e dei programmi nonché criteri cui le università si attengono ai fini di una omogenea riclassificazione dei dati contabili.

Verranno inoltre costituite per ogni università delle commissioni per la contabilità economico-patrimoniale al fine della revisione dell’aggiornamento dei principi contabili e degli schemi di bilancio e di controllo della contabilità economico-patrimoniale. Saranno composte da rappresentanti di MIUR, del MEF, della CUN, dal convegno permanente dei direttori e dei dirigenti dell’università e da esperti del settore.

E’ introdotto il tetto del 15% dei finanziamenti per contributi per il funzionamento e per l’edilizia universitaria.

 

4. art. 6, comma 9: definizione criteri per la costituzione e partecipazione a società di spin-off

 

Regolamenta gli spin-off e le start up a cui il singolo ateneo può prendere parte, imponendo che siano interne all’università, che vengano fondate dalla stessa ed un contesto di ricerca che giustifichi tali investimenti. Sono interessanti le incompatibilità che escludono dagli stessi tutti quelli che hanno cariche nell’ateneo.

5. art. 6, comma 11: definizione dei criteri per l’attivazione delle convenzioni per lo svolgimento dell’attività didattica e di ricerca di professori e ricercatori presso altri Atenei

Predispone la possibilità di prestiti di docenti e ricercatori limitandolo alla durata di un anno gli stessi ed in base a dove hanno fatto più ore di servizio è garantito il diritto di voto. Ovviamente non si intende solo le università pubbliche ma anche come sottolineato nelle note finali anche università private (tipo la Luiss) o le università straniere o centri internazioni di ricerca.

 

6. art. 7, comma 5: criteri e modalità per favorire la mobilità interregionale professori che hanno prestato servizio presso corsi o sedi soppresse

 

Saranno le università a dover predisporre tali fondi togliendoli all’ffo e possono essere richiesti da coloro i quali hanno svolto più della metà della didattica e della ricerca nella sede distaccata chiusa. Rimborsi vengono assegnati con un una tantum sul primo stipendio pari a circa il 15% del compenso lordo annuo all’università. Spetta dallo stato il 70% dello stesso in quanto cofinanziato (il restante 30% viene preso dall’ffo). Il limite per fare tale richiesta è di cinque anni successivi alla chiusura del rapporto.

7. art. 8, commi 1 e 3:  revisione disciplina trattamento economico professori e ricercatori in servizio – Rimodulazione progressione economica nuovi professori e ricercatori

Si passerà dallo scatto biennale a uno triennale mantenendo lo stesso ammontare di soldi previsti attualmente, (in pratica gli pagano 2 scatti su tre per tutta la vita) per tutti i nuovi contratti. Abolizione della 103 per la ricostruzione della carriera per i docenti delle prime due fasce ai fini di maturare lo scatto. C’è anche la possibilità qualora i docenti già assunti ne facessero richiesta di passare anche loro a questo sistema.

 

8. art. 12, comma 3: individuazione università telematiche finanziabili, cui spetta contributo premiale

 

Si tratta di un art ad personam in quanto prevede che i contributi verranno stanziate alle università telematiche “Uninettuno” e “Guglielmo Marconi”.

9. art. 16, comma 2: modalità di espletamento delle procedure finalizzate al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale

Stabilisce i criteri per avere l’abilitazione a diventare professore di prima e seconda fascia. Introduzione massimo pubblicazioni valutabili all’interno dei bandi ministeriali non inferiore a 12. Controlli quinquennali per verificare l’adeguatezza della certificazione rilasciata. Quattro dei cinque membri delle commissioni nazionali di settore disciplinare dedite alla valutazione vengono estratti dell’elenco dei professori della fascia stessa previa domanda presentata entro 30 giorni dall’istituzione del bando.

 

10. art. 18, comma 1, lett. b): definizione tabelle di corrispondenza ai fini della partecipazione ai procedimenti per la chiamata di professori di I e II fascia, di studiosi stabilmente impegnati all’estero in attività di ricerca o nell’insegnamento universitario

 

Tabella di corrispondenza fra i ruoli che abbiamo all’interno dell’università italiana ed il resto del mondo con la clausola che passando per il CUN si possano fare delle proroghe ad personam. Interessante vedere come i TD (a) non hanno corrispondenze in altri paese tranne con ruoli di postdoc in Norvegia o con usa e regno unito. O di come il ministero consideri i TD (b) dei semplici assistenti dei professori.

 

11. art. 20, comma 1: applicazione, per un periodo sperimentale di tre anni, del principio della tecnica di valutazione tra pari

 

Decreta la costituzione del CNGR (Comitato nazionale dei garanti della ricerca) dando valore al decreto stesso per tre anni dalla data di fondazione dello stesso comitato. Stabilisce i criteri con cui costituire i CdS (Comitati di Selezione) garantendo sia una quota rosa (1/3) che una quota per studiosi esteri (1/3), una soglia di 30 persone massimo e una metà di età non superiore 40 anni. La nomina degli stessi spetterà al Ministro competente che designerà anche i ruoli al suo interno. Gli stessi avranno carica fino alla chiusura del PNR (programma nazionale ricerca). I CdS avranno il compito valutare e vigilare sui progetti attraverso valutazioni biennali al CNGR e ai ministeri interessati e di decidere la cifra congrua da assegnare. Per quanto riguarda il compenso c’è un tetto al 3% dei fondi destinati che se ci pensate sono tantissimi fondi per un ente che di fatto non da alcun contributo reale alla ricerca ed in più sono decisi direttamente dal Ministro.

12. art. 22, comma 7: definizione importo minimo assegni di ricerca

19.357 euro lordi con oneri a carico dell’ente erogante dati attraverso rate mensili

 

13. art. 23, comma 2: determinazione trattamento economico spettante ai titolari dei contratti per attività di insegnamento

 

Per i titolari di contratti di insegnamento avremo una contrattazione interna all’università con un range che va dai 25 ai 100 euro l’ora specificando che per insegnamento si intende anche la preparazione, il supporto agli studenti ed eventuali verifiche (gli esami). Fra i criteri abbiamo la tipologia del corso, il numero di studenti, le qualifiche necessarie e la disponibilità economica dell’università. Viene anche specificato che tali criteri sono relativi alle sole università statali ma che può essere adottato anche delle non statali attraverso delibere interne alle stesse.

 

14. art. 24, comma 2, lett. c): criteri e parametri per la valutazione preliminare dei candidati (ricercatori a tempo determinato)

 

All’assegnazione del contratto TD concorrono: dottorati o equivalenti esteri conseguiti, attività didattiche precedenti, attività di formazione o ricerca presso istituti qualificati, esperienze precedenti come attività in campo clinico, attività di progettazione, direzione e coordinamento gruppi di ricerca, brevetti e ruoli di relatore a congressi nazionali e non ed eventuali riconoscimenti e premi ricevuti. A dare punti extra sono la pertinenza con il settore concorsuale e la rilevanza scientifica dell’elenco precedente e la fama dello stesso in campo nazionale ed internazione attraverso il numero di citazioni ed il loro impatto e a indici come quello di H o simili ( che vanno a valutare proprio le caratteristiche dette sopra)

 

15. art. 24, comma 3, lett. a): modalità, criteri e parametri per valutazione delle attività didattiche e di ricerca svolte da ricercatori al termine del contratto, ai fini della proroga

 

Si tratta dei criteri da seguire per l’assegnazione dell’unico rinnovo di 2 anni per i ricercatori a temine del contratto. Sono i dipartimenti a formulare tali proposte nei 6 mesi precedenti alla scadenza dello stesso. Una commissione di nomina rettorale tenendo conto dei regolamenti d’ateneo valuta tale proposta e la passa al CdA a cui spetta la decisione finale.

 

16. art. 29, comma 7: individuazione programmi di ricerca di alta qualificazione ai fini chiamata diretta di studiosi

 

I programmi di ricerca di alta qualificazione di durata minima di tre anni finanziati dall’UE e dal MIUR saranno effettivamente regolamentati del decreto attuativo art 29 comma 1 non ancora uscito. Però si designano le tipologie di tali programmi dividendoli in base all’ente che fornisce i fondi. Per l’italia abbiamo il FIRB (fondo per gli investimenti della ricerca) divisi per IDEAS ( starting independent researcher grant) e Futuro in ricerca in cui chi ne prende parte viene considerato alla stregua di un ricercatore TD. Per l’UE si segue il VII programma quadro della Comunità europea (2007-2013) con la seguente divisione, programma “Cooperazione” con titolo equipollente a quello di prof associato, programma Idee con titolo o di TD o di PA in base al ruolo al suo interno,.

 

17. art. 29, comma 19: criteri e alle modalità per l’attribuzione degli scatti premiali a professori e ricercatori.

 

Criteri per la spartizione dei 18 milioni di euro fra i vari atenei per gli scatti per i professori ed i ricercatori aventi maturato nel 2011 la progressione biennale dello stipendio per classi e scatti. Tali soldi sono ripartiti proporzionalmente in base alla quantità di personale che ne abbia diritto fino ad esaurimento. Tali soldi vengono erogati dalle università stesse previo controllo dei requisiti necessari e la produttività dei dipendenti stessi.