Buona Università, un copione già scritto? Studenti in piazza il 5 Maggio

by / Commenti disabilitati su Buona Università, un copione già scritto? Studenti in piazza il 5 Maggio / 112 View / 22 aprile 2015

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Gli ingredienti per una trama di un thriller post-apocalittico ci sono tutti.

Una bozza di nuova Riforma scritta nelle segrete stanze, e in mano a pochi prescelti dal PD. La vaghezza delle dichiarazioni dei responsabili delle istituzioni su come uscire da l’empasse che blocca l’Università, e provvedimenti che invece di ambire ad una reale risoluzione dei problemi, fungono da palliativi. La costruzione di un evento pubblico, come quello della YOUniversity, che propone un confronto tra molte associazioni del mondo universitario, senza però incidere sulle opinioni del Partito Democratico che, dei diversi contributi presentati in quella giornata, tiene in considerazione solo quelli che confermano le posizioni delineate mesi prima.

Film già visto, direte: ma è lo sviluppo della trama che lascia un amaro desiderio di raggiungere le sale cinematografiche.

I colpi di scena non mancano: corsi che non si possono attivare per mancanza di docenti, blocco del turn over che impedisce le assunzioni, le risorse che scarseggiano e che vengono distribuite in maniera squilibrata, alimentando quei perversi meccanismi di competizione, tanto cari alla Riforma Gelmini. Sugli studenti, intanto, continuano a ripercuotersi quei famosi tagli: sul diritto allo studio, costringendo molti ad abbandonare gli studi perchè non rientrano tra quelli, mitologiche figure, “idonei beneficiari”; demonizzando la figura del fuoricorso, che si ritrova iper – tassato e considerato la panacea di tutti i mali, quasi mobbizzato da un sistema che non lo concepisce, ma che nemmeno costruisce dei meccanismi affinchè si rispettino i tempi di vita e di studio di tutti.

L’epilogo di questa saga, ormai un cult di MIUR e partiti, sembra ancora incerto: il PD potrebbe continuare per questa strada, rimanendo il Marchese del Grillo della situazione, o potrebbe costruire dei reali tavoli di discussione che permettano di ascoltare davvero l’opinione di tutti quei protagonisti dell’Università, che in questi anni si sono visti trattare come comparse di terz’ordine. 

Noi pretendiamo questo: un percorso che sappia ascoltare e cogliere le proposte da tutte le componenti del mondo accademico. Ed è per questo che non siamo preparando i pop corn, ma ci mettiamo addosso i vestiti di scena. Il PD e il Governo aprano uno spazio di discussione pubblico sulla nuova Riforma dell’Università

…Altrimenti ci arrabbiamo!