BASTA SFRUTTAMENTO, BASTA INCERTEZZE: SUI TIROCINI VOGLIAMO RISPOSTE!

by / Commenti disabilitati su BASTA SFRUTTAMENTO, BASTA INCERTEZZE: SUI TIROCINI VOGLIAMO RISPOSTE! / 87 View / 21 febbraio 2019

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Gli studenti e i tirocinanti di psicologia hanno scritto un manifesto per denunciare la loro condizione e ciò che li aspetta, una volta completato il percorso di studi. 

Ogni anno  migliaia di neolaureati in psicologia devono intraprendere un anno di tirocinio non pagato per accedere all’abilitazione alla professione, un totale di mille ore di vero e proprio lavoro di cura, per il quale tuttavia non ricevono nè compensi, nè rimborsi, senza poter accedere ai benefici del Diritto allo Studio. 

MANIFESTO DEGLI STUDENTI E DEI TIROCINANTI DI PSICOLOGIA
Siamo studentesse e studenti di psicologia, tirocinanti post-lauream e specializzandi nelle scuole di specializzazione.
Abbiamo scelto un percorso accademico che nelle varie forme in cui si struttura ci porterà a lavorare per il benessere individuale e collettivo. La nostra missione sociale e culturale, come studenti e come professionisti è quella di promuovere la salute globale, la qualità di vita e la coesione sociale.
La recente integrazione della figura dello psicologo tra le professioni sanitarie (Decreto Lorenzin del 22 dicembre 2017), riconosce e formalizza questo mandato socio-sanitario, tuttavia il nostro attuale percorso formativo non prevede specifiche tutele che ci consentano di esercitare la nostra funzione.
Ci mancano infatti i mezzi di sostegno alla formazione che altri percorsi di ambito sanitario mettono a disposizione degli studenti.
Dopo il conseguimento della laurea magistrale dobbiamo svolgere un tirocinio della durata di mille ore da svolgersi in un anno, per poter accedere all’esame di Stato obbligatorio che ha dei costi elevati, fino alle svariate centinaia di euro (dai 230 euro di Roma, agli oltre 500 di Bologna e Milano), completamente a nostre spese.
Ogni anno più di 4.500 studenti si immatricolano in un percorso magistrale di psicologia. Ciò significa che ogni anno 4.500 laureati cominciano un tirocinio per un totale di quasi 5 milioni di ore di lavoro non pagato. Un monte ore che consente a Servizio Pubblico, Enti e Cooperative nel loro insieme di risparmiare quasi 30 milioni di euro in stipendi non erogati.
Oltre al risparmio che un tirocinante rappresenta per la Struttura in cui è coinvolto, vanno aggiunti i benefici che la spesa sociale ottiene dal nostro lavoro di prevenzione e promozione del benessere psicosociale, originati da un lavoro gratuito. I tirocinanti smuovono una intera economia senza veder riconosciuti i loro diritti di soggetti in formazione.
Il carico orario richiesto ad un tirocinante si configura come un lavoro part time a tutti gli effetti, eppure durante questo anno i costi di alloggio, materiale di studio, partecipazione a convegni e spese vive sono anche questa volta completamente a nostro carico.
Non riceviamo borse di studio, rimborsi, compensi e perdiamo tutte le tutele che avevamo come studenti.
Spesso, oltre ad un tirocinio che occupa la maggior parte della settimana, siamo costretti a trovare altri lavori per fare fronte alle spese di sostentamento; occupazioni che sottraggono tempo ed energie al tirocinio impattando sulla qualità del nostro operato.
Per chi decide di continuare il percorso formativo in una scuola di specializzazione per diventare psicoterapeuta, le difficoltà aumentano: si aggiungono infatti 4 anni di formazione, durante i quali oltre al costo annuale di iscrizione dobbiamo affrontare spesso un percorso di psicoterapia individuale a nostre spese (per un totale che va dai 16.000 ai 25.000 euro).
Per questi motivi chiediamo:
1. Estensione delle tutele del diritto allo studio universitario a tutti coloro che svolgono il tirocinio post-lauream in quanto soggetti in formazione. Chiediamo l’accesso a borse di studio, alloggi, mense, biblioteche e a tutte le agevolazioni previste per la figura dello studente.
2. Gratuità dell’esame di stato.
3. Erogazione di un contingente minimo di borse di studio per specializzandi nelle scuole di psicoterapia.
4. Erogazione di un contributo spese mensile per tirocinanti esteso anche agli specializzandi delle scuole di psicoterapia
5. Calmierazione in base al reddito del costo di psicoterapia individuale, laddove obbligatoria per la scuola di psicoterapia.
Ci rivolgiamo a tutti gli studenti, specializzandi e futuri professionisti: questi diritti ci appartengono e nessuno può fare questa battaglia al posto nostro. È necessario mobilitarsi al fine di uscire da una situazione che non ci consente di svolgere adeguatamente la nostra funzione.
Chiediamo di ricevere mezzi e strumenti al fine di poter garantire una prestazione ottimale non solo per noi e per i nostri formatori, ma anche per l’utenza tutta.