[Bari] Conoscenza, non armamenti! L’università non è una caserma.

by / Commenti disabilitati su [Bari] Conoscenza, non armamenti! L’università non è una caserma. / 104 View / 25 gennaio 2016

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Oggi, 25 gennaio, l’ateneo barese è stato letteralmente invaso da militari in uniforme della Marina, in occasione dell’evento “Stabilità e sicurezza del contesto marittimo”.

Come studenti troviamo del tutto rivoltante che la nostra istituzione possa prestarsi a simili iniziative promuovendo una retorica militarista, con tanto di esposizione di armi da fuoco, militari armati e incentivazione all’arruolamento. L’Università, lo ricordiamo, dovrebbe lavorare per promuovere la pace e il dialogo tra i popoli e le culture, e non proclamando una finta stabilità in nome degli interessi economici dei poteri forti tramite l’uso della forza.

Un simile atteggiamento è quanto più ipocrita possibile relazionato all’intitolazione di un’aula studio poco tempo fa a Valeria Solesin, la giovane ricercatrice uccisa a Parigi negli attacchi terroristici del 13 novembre scorso: sono stati gli stessi interventi militari dei Paesi Occidentali a gettare le basi per la creazione dello Stato Islamico; lì dove veniva propagandata l’esportazione dei valori democratici della civiltà occidentali, si armavano e si favorivano le organizzazioni fondamentaliste, il tutto in nome di guerre combattute solo per l’arricchimento di poche grandi imprese, i cui siti sono ancora oggi difesi da soldati in uniforme.

Il fatto che si continuino a tagliare gli investimenti sull’istruzione (ultimi in Europa) mentre si sbloccano i fondi per la difesa, come voluto dall’UE, e che solo dal Sud venga più della metà degli arruolamenti, mentre la disoccupazione giovanile è al 60%, la dice lunga su quali siano le priorità dell’attuale classe politica. L’Università dovrebbe incentivare il territorio allo sviluppo e all’innovazione tramite la ricerca, la democrazia e la partecipazione e non promuovere forze armate impegnate in guerre di occupazione come sbocco per i suoi studenti, sempre più in difficoltà in un Paese incapace di valorizzarli.

Chiediamo quindi a chiunque voglia di aderire a questo comunicato, manifestando il proprio sdegno per l’iniziativa, contattandoci su Link Bari o al nostro indirizzo mail linkbari.sindacatostudenti@gmail.com

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