Ateneo Tor Vergata in rosso anticipo sulla seconda rata

by / Commenti disabilitati su Ateneo Tor Vergata in rosso anticipo sulla seconda rata / 20 View / 21 settembre 2011

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Si taglia sull’università e così gli atenei sono costretti ad aumentare le tasse per gli studenti. Una misura necessaria, in mancanza di investimenti, a far quadrare i bilanci, garantire gli stipendi ai professori e assicurare didattica e servizi agli iscritti. Accade nella seconda università romana, Tor Vergata, in cui da quest’anno il contributo richiesto ai ragazzi e alle loro famiglie è salito del 10 per cento, passando da 88 a 110 euro. La vera novità però è che da quest’anno chi vuole immatricolarsi a Tor Vergata o iscriversi agli anni successivi al primo dovrà versare un anticipo della seconda rata che generalmente viene chiesta in primavera. Una sorta di acconto che, si legge nella Guida d’ateneo, viene aggiunto direttamente all’importo della prima rata sul bollettino e dovrà quindi essere pagato entro novembre.

Ai 433 euro di tasse statali, regionali e universitarie, vanno dunque sommati altri soldi che oscillano tra gli 11 e i 280 euro a seconda della fascia contributiva e del corso di laurea scelto. La buona notizia, l’unica al momento, è che proprio le fasce di reddito sono state portate da 6 a 11, in modo da suddividere maggiormente i costi.

“Quello che il ministero ha tagliato dal 2009 ad oggi, pari per noi a 3milioni e 800mila euro  –  spiega Diego Ciarafoni, studente del coordinamento Link  –  lo stanno ripagando le famiglie. Al tempo stesso diminuiscono i fondi per le borse di studio, il personale e i docenti, tanto che quest’anno non saranno garantiti i corsi di inglese anche dove è obbligatorio”. Ma non è tutto. A chi vuole iscriversi in facoltà di indirizzo scientifico è chiesto un contributo aggiuntivo: 10 euro a Matematica, 50 a Scienze, Ingegneria ed Economia, 100 a Scienze motorie dove, in sostanza, laboratori e palestre si pagano a parte. Senza dimenticare i 50 euro donati dalle matricole per i test di orientamento introdotti in tutte le facoltà.

“Abbiamo risparmiato il possibile e investito in tecnologia, ma i tagli ci hanno costretto ad aumentare le tasse  –  spiega il rettore Renato Lauro  –  Purtroppo abbiamo un’università giovane e il turn over è pari a zero per cui non riusciamo a recuperare soldi dai pensionamenti. Al ministero dell’Istruzione di tutto questo però non importa niente, non avevamo altra scelta”.

(21 settembre 2011) Viola Giannoli – La Repubblica