6 maggio: sciopero generale

6 maggio: sciopero generale

by / Commenti disabilitati su 6 maggio: sciopero generale / 17 View / 28 aprile 2011

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Dopo mesi di mobilitazione, degli studenti e dei lavoratori, l 6 maggio si terrà lo Sciopero Generale indetto dalla CGIL. Mobilitazioni e cortei in tutt’Italia, per bloccare il Paese e sbloccare il futuro.

Leggi la piattaforma della Rete della Conoscenza per lo sciopero generale.

Evento facebook sciopero generale: http://www.facebook.com/event.php?eid=121719454569004

Venerdì 6 Maggio le studentesse e gli studenti scenderanno in piazza in tutt’Italia con le lavoratrici e i lavoratori, nella giornata dello Sciopero Generale. Per mesi, durante l’autunno in particolare, abbiamo affermato più volte la necessità che la CGIL indicesse questo sciopero, individuando in esso la forma più alta di lotta per i lavoratori e nello stesso tempo l’occasione più forte per il movimento studentesco e i movimenti sociali di intrecciare queste lotte e generalizzare il conflitto in questo Paese.

Dopo mesi di attesa Il 6 Maggio, può rappresentare, quindi, un’opportunità da non perdere di costruire con il mondo del lavoro una giornata di conflitto, per bloccare il Paese e sbloccare il futuro.

Nell’epoca dell’attacco alla democrazia, ai diritti e ai beni comuni c’è assoluta necessità di unire le lotte; dai soggetti del mondo della formazione, a quelli del mondo lavoro, a tutto il mondo che vive la condizione della precarietà e della subordinazione come uno schiaffo alla propria dignità, come un’impossibilità a poter scegliere il proprio futuro, di pensarlo, alle volte, addirittura. Da soli invisibili ed insieme invincibili perché unire le lotte dei lavoratori con quelle degli studenti è necessario.

Le tante vertenze, le tante lotte figlie dei tanti contratti separati, le leggi sul mercato del lavoro che ne consentono la precarizzazione, il tasso di disoccupazione giovanile al 30%, il metodo Marchionne e la dismissione del contratto nazionale nelle fabbriche, sono la cifra allarmante di 15 anni di politiche inefficienti, di un’anarchia sociale in cui i Governi non si sono mai frapposti all’attacco di Confindustria ai diritti dei lavoratori, anzi ne hanno avallato le scelte producendo dei danni enormi.  A questo segue lo scenario desolante delle nostre scuole e delle nostre Università. Strutture fatiscenti, l’assenza totale di politiche per il diritto allo studio, dalla mobilità, all’accesso alla cultura, alle borse di studio, a forme di reddito per formarsi liberamente senza i vincoli della propria famiglia, i tagli di miliardi di euro alla scuola, alla ricerca e all’università sono la cifra di chi ha deciso di distruggere il sistema pubblico della formazione in questo Paese.

L’ultimo documento economico e finanziario rafforza i tagli già effettuati abbassando notevolmente per i prossimi anni l’investimento dell’Italia sulla formazione rispetto agli altri Paesi Europei. Una scelta folle, da parte di Tremonti che considera la formazione come una spesa e non un investimento. Tutto cio’ con il disinteresse e l’avallo totale del Ministro Gelmini, che si dimostra pubblicamente il Ministro più’ incompetente e ignorante della Seconda Repubblica. Non sono più tollerabili le scelte scellerate di questo Governo, che preferisce investire miliardi di euro su cacciabombardieri, caccia che serviranno ad uccidere civili nel Mediterraneo, che decide di respingere gli immigrati, di giocare allo scaricabarile con i paesi europei su questo dramma umano, scegliendo lo strumento del razzismo e dell’odio anziché dell’integrazione e della pace, che calpesta i diritti degli studenti, dei lavoratori, dei cittadini, anche quelli inviolabili sanciti dalla Costituzione e che riduce la politica ad un calcio mercato con cui costruire i propri interessi personali. Da soli invisibili ed insieme invincibili perché vogliamo rispondere alla frammentazione sociale che ci hanno imposto. La nostra risposta non può che essere la ricomposizione delle lotte e delle tante vertenze sparse in Italia.

Il 6 Maggio può essere quindi un’occasione non solo per unire le nostre lotte con quelle dei lavoratori, ma soprattutto per dimostrare che bloccando questo Paese, paralizzando la produzione, è possibile opporsi al sistema di profitto che ricavano dallo sfruttamento delle nostre vite, è possibile davvero smuovere le acque, abbattere questo muro di cemento armato che separa chi Governa dalle istanze che i soggetti sociali in questi mesi hanno messo in campo per uscire dalla precarietà, per rivendicare un welfare capace di renderci liberi di scegliere i nostri percorsi di vita, per cambiare la politica e questo Paese. Il 6 Maggio, dunque, non possiamo fare altro che dimostrare che da soli siamo invisibili, ma insieme siamo invincibili.