Trieste: studenti si accampano in Piazza Unità

by / Commenti disabilitati su Trieste: studenti si accampano in Piazza Unità / 21 View / 28 ottobre 2011

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Diffondiamo il comunicato degli studenti Triestini che in questo momento sono accampanti In Piazza Unità:

Alle ore 14.30 un corteo di circa 700 studenti arrivati dalle proprie scuole con altrettanti cortei spontanei ha percorso il centro della città, passando per Via Carducci, Piazza Oberdan, Via Ghega, Via Roma, Piazza della Borsa e confluito infine in Piazza Unità, dove si è trasformato in un presidio permanente, tutt’ora in corso, con assemblea, dibattito, musica. Siamo decisi a rimanere ad oltranza!

Alle ore 18.30 già vengono montate le prime tende in piazza unità! E’ lanciata la tendopoli!

 

 

Ci cacciano dalle scuole, ci prendiamo la città.

Abbiamo scelto di riprenderci le nostre scuole per trasformarle in reali spazi di formazione e crescita.

Ci hanno cacciato, lo hanno impedito.

Sgomberati, schedati, denunciati, spintonati, ci siamo ritrovati privi degli spazi che legittimamente volevamo occupare, liberare.

Una repressione rapida, efficiente, metodica, dura come si è mai vista in questa città.

Si illudono di averci fermato, ma si sbagliano.

Le nostre ragioni ci rendono determinati, determinati come chi non ha scelta. Siamo consapevoli di essere stati destinati, noi 99%, ad essere cittadini senza futuro di uno stato non più nostro, pronto ad obbedire ad un 1%.

La repressione non ci spaventa. Non fermò la protesta a Genova, non l’ha fermata a Venezia né a Roma, non la ferma in Val Susa, non ci fermerà nemmeno qui, a Trieste.

Leggiamo un chiaro disegno politico dietro queste misure, un progetto politico che fa suo l’uso improprio dei poteri di cui dispone.

Carota e bastone: controllo dei media e repressione.

Ma noi siamo tanti, siamo consapevoli, e sappiamo comunicare meglio di loro.

La nostra protesta è partita anni fa dai temi della scuola, anni in cui abbiamo lottato contro la distruzione della scuola pubblica, in tanti, tantissimi. E’ stato un percorso il nostro, che dalla scuola ha portato il nostro sguardo sul sistema in cui essa collocata.

Forse non avremo fermato la riforma Gelmini, ma da quelle lotte abbiamo ottenuto un risultato più importante. La nostra collettiva presa di coscienza. La privatizzazione del sapere e la sua recinzione sono parte di un sistema molto più ampio, ora in crisi.

Organizziamo corsi su corsi, sulla crisi, dall’economia alla finanza, alla politica , per comprendere appieno il sistema, discutiamo assieme nelle assemblee. Ma come il problema non limitato alla scuola, la nostra risposta non si limiterà alla scuola.

Scendiamo assieme dalle scuole alla città, ci prendiamo con i cortei lo spazio a noi negato: portiamo i nostri temi alla cittadinanza intera, che quanto noi oggi subisce questa crisi, per generalizzare la protesta, assieme a tutti coloro che condividono i nostri contenuti, le nostra pratiche.

Piazziamo le nostre tende, occupiamo le piazze.

Trasformeremo non solo le scuole in laboratori di partecipazione collettiva, cultura, democrazia ed informazione, ma la città intera.

 

Students engaged for global change

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