Torino, capitale del declino

by / Commenti disabilitati su Torino, capitale del declino / 71 View / 29 gennaio 2012

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Pubblichiamo una lettera degli Studenti Indipendenti in risposta ad una lettera del sindaco di Torino Piero Fassino e dell’assessore all’istruzione Mariagrazia Pellerino in merito al diritto allo studio in Piemonte.

http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/01/27/news/lavoriamo_insieme_per_la_citt_universitaria-28833911/

Gentili sindaco Fassino e assessore Pellerino,

è con con costernazione che vi scriviamo questa lettera per rispondere alla vostra in cui esprimete preoccupazione per il Diritto allo Studio in Piemonte. Siamo felici di questa improvvisa presa di coscienza, ma vorremmo farvi notare da quanto tempo gli studenti e i borsisti che vivono in questa regione strepitano per ricordarvelo.

Caro sindaco, quando a dicembre, durante l’incontro con i Magnifici Rettori, il presidente della Regione Cota e il presidente della Provincia Saitta, venimmo a chiederle di intervenire in merito alla questione, ci venne risposto: “i soldi si trovano, andate.” Anche a novembre aveva detto che non si poteva tagliare sulle borse di studio. Ora finalmente prende una posizione, ma si limita a chiedere ad altri- regione, provincia, atenei, fondazioni private e imprese- una politica adeguata a sanare la situazione del diritto allo studio in Piemonte. Vorremmo chiedere, allora: qual è il reale apporto che il comune sta offrendo per la soluzione della vicenda? C’è un effettivo interessamento oltre all’insipida lettera inviata al giornale?

Ci ricordiamo della campagna elettorale e ci ricordiamo della volontà di fare di Torino una capitale.

Come capitale del lavoro, le notizie sul fronte Fiat non sono certo delle più rassicuranti, dopo la boutade di Marchionne di fine anno sulla scarsa necessità di rimanere in Italia e le politiche sempre più antidemocratiche nello stabilimento di Mirafiori.Torino non potrà nemmeno aspirare a diventare capitale delle donne, quando esiste una delibera pericolosa come quella emessa dalla giunta Cota, e sottoscritta da lei, sindaco, in merito alla presenza del Movimento per la Vita all’interno dei consultori. Per questa aberrazione sono stati recuperati 3 milioni nel bilancio regionale, con buona pace dei borsisti idonei e delle vostre buone intenzione(così vogliamo credere).Una capitale della cultura, nonostante il Museo diffuso della Resistenza rischi di chiudere e il treno della memoria sia partito a stento.E arriviamo alla chiusura del cerchio: Torino capitale dei giovani. Torino città universitaria. Universitaria sì, ma senza diritto allo studio.

Ribadiamo l’estrema necessità di un intervento diretto del Comune e degli altri enti, a partire innanzitutto dalla Regione, che dovrebbe rivedere notevolmente i suoi criteri di gestione delle spese di bilancio – e ci viene da pensare al grande grattacielo in costruzione.

Da ultimo, vogliamo ricordarvi, gentili sindaco Fassino e assessore Pellerino, che il diritto allo studio è un diritto, non una concessione. E ribadiamo che i prestiti d’onore (dove applicati) si sono rivelati fallimentari e il Piemonte non dovrebbe farsi carico di un sistema fondato sul debito che non è altro che la vendita agli studenti dei loro diritti. Non sarà un modo di responsabilizzarci e di incentivare il merito, tutt’altro: sarà una spada di Damocle sulla vita degli studenti, sempre meno invogliati a intraprendere un percorso universitario; sarà una nuova forma di privilegio per le classi più abbienti.

Allo stesso modo, la invitiamo, sindaco, a porre particolare attenzione al significato di “meritocrazia”, termine che più volte ha citato: senza il diritto allo studio e senza una reale accessibilità al percorso universitario non vi può essere meritocrazia.

Senza studenti, la città regredisce. Senza un sistema di welfare studentesco non c’è merito, non c’è ricerca, non c’è sviluppo.

Per questo la invitiamo a prendersi le sue responsabilità in quanto sindaco di Torino, non solo rilasciando dichiarazioni di intenti come ha fatto fino ad ora, ma adoperandosi in nome della garanzia del diritto allo studio, in prima istanza con una presa di posizione netta, che ricordi alla giunta Cota le sue responsabilità.

La invitiamo inoltre sindaco, a rivedere le sue critiche a riguardo dei sistemi di erogazioni delle borse: nonostante la propaganda del presidente della regione Cota e dell’assessore Maccanti, che giustificano (a posteriori) il taglio dei fondi per le borse come uno sperpero di soldi a studenti non meritevoli, EDiSU ha da sempre posto dei seri controlli sui risultati degli studenti borsisti, cessando di erogare borse ai fuori corso o coloro che non hanno mantenuto una media sufficientemente alta.

Auspichiamo quindi una sua presa di posizione netta contro lo strumento dei “prestiti d’onore”, che negli USA non solo ha ipotecato il futuro di un’intera generazione di studenti, ma rischia di causare l’esplosione di una bolla finanziaria paragonabile a quella che ha innescato la presente crisi. Il prestito d’onore non può rappresentare una alternativa all’attuale sistema di diritto allo studio, costituendo un passo nella direzione opposta, quella della privatizzazione e della mercificazione del sapere.

Dice di non poter nascondere la sua preoccupazione: ci aspettiamo dunque un segno concreto del suo interessamento alla vicenda della mancata erogazione della maggior parte delle borse di studio e Ci auguriamo infine che le sue parole, espresse già più volte, in merito al diritto allo studio si concretizzino il più presto possibile e che sia consapevole del fatto che, se questo non accadrà, le circostanze attuali e future del diritto allo studio non saranno responsabilità solo della giunta regionale, ma di tutte quelle persone che fino ad ora hanno ricoperto un ruolo istituzionale senza dare una risposta concreta agli studenti e le studentesse.

Una città come Torino senza un vero welfare studentesco, senza EDISU, non potrà mai ritenersi universitaria.

Studenti Indipendenti