Sciopero dei docenti. Lettera aperta degli studenti del Politecnico di Torino.

by / Commenti disabilitati su Sciopero dei docenti. Lettera aperta degli studenti del Politecnico di Torino. / 1058 View / 31 agosto 2017

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Riprendiamo la lettera degli studenti e delle studentesse del Collettivo Alter.Polis del Politecnico di Torino indirizzata ai docenti scioperanti in vista di assemblee congiunte in università.

Comunicazioni simili tra studenti e docenti stanno circolando in tanti Atenei d’Italia, è un’occasione per uscire dalla frammentazione tra studenti, docenti, dottorandi e personale tecnico per rispondere come comunità accademica unita alle macerie dell’università.

Il tempo è adesso, rialziamo la testa, insieme.

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Lettera aperta ai docenti del Politecnico di Torino

Gentilissimi docenti,

rivolgiamo la presente a quanti hanno manifestato la propria intenzione di aderire allo sciopero indetto in occasione della sessione esami di settembre sottoscrivendo la lettera di proclamazione dello stesso o l’appello «Per una mobilitazione in difesa dell’Università Pubblica».

In questi giorni ci stiamo occupando di fare informazione nei confronti degli studenti, anche al fine di poter meglio spiegare tutte le motivazioni alla base di questo sciopero. Siamo consapevoli che la forma di protesta da voi scelta comporta necessariamente dei disagi e proprio tramite questi disagi può ottenere un maggiore risalto mediatico. Tuttavia non possiamo ignorare che i disagi connessi a questo sciopero potrebbero rappresentare un intralcio: se non affrontati in modo adeguato, potrebbero facilmente generare una reazione di forte avversità nei confronti di questa iniziativa, ostacolando la diffusione e comprensione delle motivazioni della protesta tra gli studenti e più in generale nell’opinione pubblica. Per la riuscita di uno sciopero è indispensabile che le ragioni e gli obiettivi dello stesso incontrino un ampio consenso. Come studenti che da tempo si impegnano per portare avanti una chiara visione dell’Università pubblica, ci preme in particolare che incontrino il massimo consenso le rivendicazioni contenute nel documento «Per una mobilitazione in difesa dell’Università Pubblica», che troviamo molto vicine a quanto noi sosteniamo da sempre e coerenti con l’appello («Per un’Università pubblica e democratica: reclutamento, diritto allo studio, retribuzioni») che abbiamo sottoscritto a livello nazionale come Link — Coordinamento Universitario.

Ci siamo attivati per fornire agli studenti informazioni quanto più dettagliate ed aggiornate, convinti che, se correttamente e tempestivamente avvisati, possano anche accogliere in termini non del tutto negativi l’eventualità che un loro esame possa essere rinviato di qualche settimana, organizzandosi preventivamente per limitare l’impatto di questo rinvio. Ciò vale soprattutto per i fuori sede, che devono organizzare con il dovuto anticipo i viaggi dai luoghi di residenza e per i quali perdere il biglietto di un treno o di un aereo rappresenta un problema anche economico assolutamente da scongiurare. Ci rendiamo tuttavia conto che questa nostra azione di informazione da sola non può bastare: per quanto i nostri canali comunicativi in questi giorni siano molto seguiti, non siamo in grado di raggiungere tutti gli studenti. Inoltre, anche una comunicazione efficace e capillare che illustri dettagliatamente le modalità di esercizio dello sciopero non può sciogliere tutti i dubbi, a partire dal più importante, vale a dire l’effettiva adesione di ogni singolo docente.

Per questo chiediamo gentilmente a tutti Voi di seguire una buona prassi che già molti aderenti allo sciopero hanno adottato: Vi chiediamo di comunicare via mail agli studenti iscritti ai Vostri corsi la Vostra probabile partecipazione allo sciopero, indicando quali appelli ne sono effettivamente toccati, eventualmente dettagliandone le modalità nelle situazioni che possono generare più incertezza, per esempio in caso di corsi integrati che coinvolgono diversi docenti o di esami articolati in più fasi con test, prove scritte e prove orali.

Vi rivolgiamo questa richiesta perché siamo convinti che una simile azione da parte Vostra, oltre a ridurre sensibilmente i disagi connessi allo sciopero, possa contribuire a costruire un clima positivo nel quale le ragioni dello sciopero possano incontrare più facilmente la solidarietà degli studenti e la loro partecipazione a momenti assembleari ed iniziative di mobilitazione. Sappiamo bene che non sareste tenuti a dare alcuna comunicazione preventiva in merito alla Vostra adesione, ma riteniamo che questa nostra richiesta sia funzionale alla stessa riuscita dello sciopero: un obiettivo che non intendiamo ostacolare bensì favorire, soprattutto se questa protesta è intesa dalla maggioranza degli aderenti come un primo momento per «alzare la testa insieme» e chiedere insieme al Governo, con una mobilitazione trasversale alle componenti della nostra comunità Accademica, un ripensamento complessivo delle politiche universitarie.

Confidiamo che questo nostro messaggio possa essere accolto positivamente e speriamo di poterci presto confrontare con Voi in un momento di discussione congiunta. Confermiamo il nostro forte interesse ad organizzare iniziative di sensibilizzazione su questi temi, rivolte agli studenti e non solo, per rimettere al centro dell’attenzione il ruolo sociale dell’Università.

Vi ringraziamo per l’attenzione e porgiamo un cordiale saluto.

A presto,

– per il collettivo Alter.POLIS

Marco Rondina (Rappresentante in Consiglio di Amministrazione)

Chiara D’Adamo ed Alessandro Mancuso (Rappresentanti in Senato Accademico)

Francesca Rossi (Rappresentante nel Nucleo di Valutazione)