Nuovo Isee, anche Bankitalia ne chiede la revisione. LINK: la borsa di studio non è reddito

by / Commenti disabilitati su Nuovo Isee, anche Bankitalia ne chiede la revisione. LINK: la borsa di studio non è reddito / 149 View / 5 aprile 2016

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Dopo che le sentenze del Consiglio di Stato e del Tar hanno sancito che un trattamento previdenziale, nel caso specifico l’assegno di invalidità, non può essere considerato reddito e che quindi non può rientrare nel calcolo dell’Isee, anche l’Inps e Bankitalia si sono espresse a favore di una rapida revisione del nuovo indicatore.

Anche noi chiediamo che il nuovo indicatore venga rivisto con estrema urgenza. Infatti anche le borse di studio vengono conteggiate all’interno dei redditi del nucleo familiare. Sebbene l’ente erogatore della borsa di studio debba scorporare l’importo della borsa dell’anno precedente nel calcolo dell’ISEEU rimangono molte problematiche. Ad esempio nel caso in cui dei fratelli frequentino l’università la borsa di ciascuno penalizza l’altro nell’ottenimento del sussidio. Questa è una situazione paradossale che dimostra come il Governo non abbia fatto alcuna attenzione alla tutela delle fasce deboli nell’approvare questo nuovo indicatore.

Abbiamo alcune richieste specifiche per la modifica del nuovo indicatore relativamente al settore università la prima è quella dell’esclusione della borsa di studio dal computo dei redditi. Essa infatti non è una fonte di reddito bensì un contributo finalizzato a permettere ai privi di mezzi l’accesso agli studi e, in analogia a quanto ribadito dalle sentenze succitate, riteniamo che considerarlo remunerazione sia in contrasto con l’Art 3 della Costituzione. Chiediamo inoltre la reintroduzione del calcolo dei redditi dei fratelli e sorelle nel nucleo familiare al 50% e l’esclusione dal calcolo dell’Isee della remunerazione delle attività a tempo parziale degli studenti ( le c.d 200 ore ).

Insistiamo nel ribadire come questo nuovo indicatore sia causa di sperequazioni e ingiustizie nel campo del diritto allo studio e chiediamo che sia rivisto al più presto tramite un tavolo di lavoro a cui sia garantita una rappresentanza ufficiale degli studenti tramite il Cnsu. Continueremo inoltre la nostra battaglia all’interno del MIUR per l’abolizione del parametro Ispe come criterio di selezione indipendente dall’Isee nell’accesso ai servizi del diritto allo studio.