Iniziativa sul referendum negata a Roma Tre: la lettera di Imposimato al Rettore.

by / Commenti disabilitati su Iniziativa sul referendum negata a Roma Tre: la lettera di Imposimato al Rettore. / 1406 View / 24 novembre 2016

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Oggi nella facoltà di Lettere dell’Ateneo di Roma Tre si terrà l’iniziativa, organizzata dagli studenti e dalle studentesse di Link Roma Tre, sul Referendum Costituzionale con ospite presidente emerito della Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato. Nonostante il diniego da parte dell’ateneo, abbiamo deciso di tenere ugualmente l’iniziativa, ritenendo fondamentale la possibilità di discussione di studenti e studentesse all’interno dell’Università, in particolar modo rispetto ad un tema così importante come quello referendario.
Anche il Presidente emerito ha ritenuto inaccettabile che un dibattito sul Referendum venga negato agli studenti. Per questo ha deciso di scrivere una lettera al Rettore Panizza chiedendo l’autorizzazione dell’iniziativa e la libertà del suo svolgimento. Di seguito la lettera del Presidente Ferdinando Imposimato:


 

Illustre signor Rettore
Università degli Studi Roma Tre
prof Mario Panizza.
Spett.le Senato Accademico
Università degli Studi Roma Tre,
Rettorato e Direzione Generale
dottor Pasquale Basilicata
Direttore Generale
Roma 3

Oggetto: Richiesta di autorizzazione per l’incontro con gli studenti “Riforma Costituzionale: incontro con Ferdinando Imposimato” previsto per Giovedì 24 novembre 2016 alle ore 16 presso l’Università degli Studi Roma Tre, facoltà lettere e filosofia .

Io sottoscritto Ferdinando Imposimato, ex magistrato ed ex parlamentare della Repubblica, con studio in Roma viale Bruno Buozzi n 32, premesso che
In considerazione del ruolo fondamentale dell’Università nella formazione di cittadini consapevoli, in grado di prendere parte, in maniera attiva, alla vita pubblica del nostro Paese, gli studenti, per il tramite dell’associazionismo universitario, hanno richiesto alle Autorità accademiche dell’Università degli Studi Roma Tre, l’autorizzazione ad indire dibattiti sul Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016.
In particolare, è stato organizzato per la data del 24 novembre p.v. l’incontro “Riforma Costituzionale: incontro con Ferdinando Imposimato” che vede coinvolta la mia persona , come interlocutore sul tema della vicina consultazione referendaria.
Sennonché ho appreso che tali iniziative, tra cui l’incontro del 24 novembre, non sono state autorizzate dalle Autorità Accademiche, con l’effetto di impedire agli studenti uno scambio di idee democratico e costruttivo sulle tematiche del Referendum.
Tale diniego si fonderebbe sulla delibera del Senato Accademico del giorno 11 ottobre 2016.
Questa, al punto 3a), procedeva a ratificare il provvedimento di urgenza del Rettore, D.R. del 06/10/2016 (prot. 92700 – rep. 1320/2016), riducendo il silenzio elettorale, con specifico riferimento alla consultazione referendaria, da sessanta giorni, così come previsto dall’art. 4, comma 7 delle “Norme per la disciplina delle attività promosse dagli studenti”, a quindici giorni [rep n. 104/prot. n. 94186 del 18/10/2016]”.
In realtà, l’interpretazione regolamentare posta alla base della delibera è inesatta: la richiamata norma, infatti, si riferisce allo svolgimento delle sole elezioni politiche, amministrative o europee, senza fare menzione alcuna alla consultazione referendaria, alla quale la norma è stata applicata per analogia, in maniera errata.
Nel voto referendario i cittadini sono chiamati ad esprimere il proprio giudizio sul merito della materia oggetto del quesito, che non li vede contrapposti né agli autori della riforma, né agli altri cittadini. Con questi ultimi si potrà eventualmente parlare di contrapposizione solo ad urne aperte, quando, conosciuto l’esito del voto, si saprà se sono prevalsi i SI oppure i NO. Nella fase precedente, quella appunto della conoscenza della materia oggetto del referendum, i cittadini non sono in posizione contrapposta tra di loro, ma tutti nella stessa posizione di “apprendisti”. Si potrebbe paragonare questa fase a quella di un insegnante che spieghi ai propri allievi il metodo da seguire per risolvere un problema: in tal caso essi non sono contrapposti all’insegnante che, dopo le spiegazioni date, formula il problema da risolvere, né ai compagni di classe con i quali si applicheranno, ognuno nel proprio banco (o cabina) personalmente ed in segreto, per risolverlo.
E’ interesse, pertanto, degli studenti, oltre che dei docenti, conoscere il contenuto della Costituzione che si vuole riformare e dei punti salienti delle riforme, sia per quanto riguarda il procedimento legislativo, sia per quanto concerne la diversa competenza delle Regioni rispetto alla legislazione vigente, sia per quanto riguarda la composizione territoriale del nuovo Senato, che è correlato alla popolazione.
Risulta, pertanto, evidente che il referendum non rientri nelle ipotesi (elezioni politiche, amministrative o europee) per le quali il regolamento prevede il silenzio e che dunque il rifiuto di concedere l’autorizzazione non può fondarsi sulla delibera, erroneamente adottata.
A parte ciò, la legge prevede che il silenzio elettorale decorra dal giorno prima del voto, e pertanto non è legittimo sopprimere il diritto a essere informati sui contenuti della riforma.
Il diniego risulta, pertanto, infondato oltre che pregiudizievole per gli studenti.
Alla luce di quanto precede io sottoscritto
Diffido
Il signor Rettore e Il Senato Accademico a concedere l’autorizzazione allo svolgimento dell’incontro previsto per il 24 novembre 2016.

Roma, 23/11/2016 Ferdinando Imposimato