Federazioni: “modello” Campania

Federazioni: “modello” Campania

by / Commenti disabilitati su Federazioni: “modello” Campania / 5 View / 27 febbraio 2011

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caldorogelmini

A dispetto della grande mobilitazione animata da studenti, ricercatori, dottorandi e una parte dei professori associati, i sette rettori  delle università campane insieme al Ministro Gelmini e al Presidente della Regione Campania Caldoro hanno sottoscritto in questi giorni un accordo di programma al fine di costituire la federazione degli atenei campani.

In una conferenza stampa del Governo è stato infatti presentato il seguente accordo: http://www.governo.it/backoffice/allegati/62410-6578.pdf

Riteniamo molto grave l’atteggiamento dei nostri rettori che non hanno coinvolto in una decisione che di fatto porta allo stravolgimento del sistema universitario campano proprio le componenti che subiranno maggiormente le linee di indirizzo decise. Grave è anche il fatto che quest’accordo non rispetta i tempi che gli atenei si stanno dando nelle commissioni statuto formatesi in questi giorni, lasciandoci presagire che queste verranno svuotate del loro ruolo decisionale in favore di altri luoghi.  Dalla lettura del suddetto accordo riscontriamo forti criticità. Innanzitutto l’istituzione del CUC (Comitato Università Campane) risulta priva di rappresentanza di alcune componenti universitarie (sono, infatti, completamente esclusi docenti associati, ordinari, ricercatori e  dottorandi) mentre è prevista una generica rappresentanza degli studenti. Riguardo quest’ultima, inoltre, non risulta chiaro come verranno nominate e in che numero.

Dalla lettura dell’accordo di programma si desume un grande sconvolgimento nell’organizzazione sia della gestione che della didattica degli atenei, sconvolgimento che peserà soprattutto su studenti, ricercatori dottorandi e precari, proprio quelli che sono stati e continueranno ad essere completamente esclusi  dal processo decisionale.

In linea con la filosofia della ministra Gelmini i cui provvedimenti guardano solo a criteri meramente quantitativi per giudicare l’efficacia o meno della didattica dei nostri atenei, quest’accordo dietro le parole efficienza e razionalizzazione procede ad un taglio mirato di molti corsi di laurea. Dall’elenco dei primi corsi tagliati risulta una non aderenza al principio di non sovrapposizione dei corsi di laurea eliminando,  invece, corsi caratterizzanti e innovativi delle nostre facoltà e lasciando inalterati facoltà intere. Un esempio palese ne è la facoltà di economia presente sia alla Parthenope che alla Federico II. Evidentemente sopravvivono i corsi di laurea dove il baronato è più forte.

Link Napoli – Sindacato Universitario nei prossimi giorni organizzerà momenti di informazione con gli studenti al fine di costruire una grande mobilitazione che blocchi dal basso tale processo di mortificazione dei nostri percorsi formativi. Inoltre, faremo pressione all’interno degli organi di governo dell’università nei quali siamo presenti per costringere i rettori a fare un passo indietro.