Doppio Profumo: conflitto d’interesse per il Ministro

by / Commenti disabilitati su Doppio Profumo: conflitto d’interesse per il Ministro / 8 View / 19 gennaio 2012

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Sono trascorsi due mesi dall’insediamento del governo Monti, e da allora sono molti gli esempi di conflitto d’interesse non ancora risolti. Il Ministro Profumo, tra i ministri che più tende ad accentuare nelle dichiarazioni e nello stile la discontinuità con il precedente ministro Gelmini (ma che poi nei fatti lascia invariata la riforma dell’università), vive infatti uno dei casi più ambigui dell’attuale Consiglio dei Ministri.

Il Professor Francesco Profumo, è stato membro del consiglio di amministrazione di Unicredit Private Bank (dal 2008 al 2010), del Sole 24 Ore (dal 2007 al 2009) e di Fidia Spa (dal 2007 al 2010). Fa parte inoltre dal 2011 dei consigli di amministrazione di Fidia Spa e di Telecom e di Pirelli. Inoltre era, come è noto, Rettore del Politecnico di Torino. Al momento di insediarsi Profumo ha abbandonato tutti i suoi incarichi, o quasi.

Il Ministro Profumo, infatti, non si è dimesso ancora dall’altro incarico che aveva ricevuto dal Ministro Gelmini il 13 agosto del 2011: il prestigioso ruolo di presidente del CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Fatto sta che l’incarico è, ovviamente, incompatibile con quello di ministro, ma Profumo non molla.

L’incompatibilità, oltre che dal buon senso, è definita anche dalla famosa, quanto inefficace legge sul conflitto d’interessi, la L.215 del 2004. La quale sancisce che Il titolare di cariche di governo, nello svolgimento del proprio incarico, non può ricoprire incarichi  o svolgere altre funzioni in enti di diritto pubblico, anche economici, né esercitare qualsiasi tipo di impiego o lavoro pubblico, addirittura la norma prevede che tali incarichi cessino dalla data del giuramento e l’effettiva assunzione della carica; da essi non può derivare, per tutta la durata della carica di governo, alcuna forma di retribuzione o di vantaggio per il titolare.

La norma è chiara, le dichiarazioni del Ministro Profumo che ha promesso per due mesi di risolvere il problema di incompatibilità, no. Ci chiediamo quanto serva al governo dei professori per prendere atto che non solo per stile e buonsenso, ma per rispetto della legge, dovrebbe dimettersi immediatamente dal CNR. Due mesi non sono forse sufficienti per trovare un sostituto?

17 Gennaio 2012 – Roberto Maggio – ilcorsaro.info