Assemblea nazionale sull’accesso all’insegnamento: dopo i regolamenti per i 24 CFU la battaglia continua

by / Commenti disabilitati su Assemblea nazionale sull’accesso all’insegnamento: dopo i regolamenti per i 24 CFU la battaglia continua / 204 View / 20 novembre 2017

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Link Coordinamento Universitario, la FLC – CGIL e ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di ricerca in Italia hanno indetto per il giorno 20 Novembre alle ore 17:30, presso l’aula 22 della sede di Lettere dell’Università Sapienza di Roma, un’assemblea nazionale sul tema dell’accesso all’insegnamento. Sarà un’occasione importante per fare il punto della situazione rispetto ai regolamenti per l’erogazione dei 24 CFU negli atenei del Paese e per confrontarsi nel merito del nuovo modello di accesso all’insegnamento: il concorso-corso FIT. Definiremo inoltre i prossimi passi e le prossime mobilitazioni per ottenere un percorso di accesso all’insegnamento davvero giusto e inclusivo.

 

Il Decreto Legislativo 59/2017, nato da una delle 9 nove deleghe della cosiddetta riforma della “buona scuola”, ha infatti modificato il sistema di formazione iniziale e reclutamento dei docenti della secondaria, introducendo un concorso a numero chiuso che consente di accedere ad una formazione di durata triennale e direttamente all’assunzione. Il requisito per accedere a questo concorso sono i 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche  tecnologie  e metodologie didattiche.

Link-Coordinamento Universitario, l’ADI – Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia e la FLC-CGIL hanno organizzato assemblee molto partecipate in decine di atenei e di città del Paese, monitorando i percorsi negli organi di rappresentanza delle università, con l’obiettivo di ottenere regolamenti equilibrati per l’erogazione dei 24 e per rendere effettivamente esigibili misure di tutela e di welfare. Molti atenei avevano mal interpretato il decreto, nel tentativo di reperire risorse dai futuri insegnanti, e con partecipate battaglie siamo riusciti a sventare pericolose ingiustizie, come l’inserimento del numero chiuso per accedere ai corsi dei 24 cfu e gli alti costi per la certificazione degli esami.
Per ottenere scelte uniformi da parte dei diversi atenei abbiamo chiesto al  Miur delle linee guida chiare, che sono state  effettivamente emanate il 25/10/2017. Diverse restano le criticità su questo versante, in particolare relative alla gratuità per tutti gli studenti e dottorandi nel conseguimento dei 24 CFU, mentre ancora molti atenei,  sono in fase di approvazione dei regolamenti.  Rimane quindi necessario costruire un quadro chiaro del Paese per assicurare che tutti e tutte possano accedere ai corsi e quindi al concorso.

Contemporaneamente, nella fase di discussione della legge di stabilità, si aprono altre sfide, che ci interrogano sulle nuove forme di mobilitazione da mettere in campo.
Ad oggi non si conoscono ancora le date ufficiali del concorso FIT, promesso per la primavera 2018 in modalità solo informali,  né i numeri che verranno realmente messi a bando. Queste incertezze rendono insicura la condizione di migliaia e migliaia di giovani interessati ad intraprendere la professione di insegnante. La previsione, poi, di una retribuzione di soli 400€ al mese per i primi due anni dei corsi FIT, è inaccettabile. Di fronte alla povertà a cui si vogliono condannare i futuri insegnanti, e all’impossibilità dei molti di partecipare al concorso perché non potranno permettersi due anni, magari fuori sede, avendo un’entrata tanto bassa, è necessario ed urgente un cambiamento: in legge di stabilità deve essere aumentato il fondo destinato alla retribuzione dei corsisti FIT.

A partire da quest’assemblea, dal confronto e dalla discussione che la animeranno, continueremo il percorso sull’accesso all’insegnamento negli atenei e nelle città del paese, a partire dal 24 Novembre, data di mobilitazione “Riscatto, è ora!”, in cui si svolgeranno negli atenei le assemblee per il Riscatto dell’Università Pubblica.

Per seguire lo streaming dell’assemblea è possibile consultare l’evento FB “Assemblea nazionale FIT: che succede negli atenei?”