[Campania] La Regione mette a rischio borse di studio, servizi e stipendi!

by / Commenti disabilitati su [Campania] La Regione mette a rischio borse di studio, servizi e stipendi! / 683 View / 29 gennaio 2015

Share

Le borse di studio potrebbero essere solo un lontano miraggio per gli studenti dell’Orientale il prossimo anno accademico, se la Regione Campania non salda le borse di studio arretrate e i debiti verso l’A.Di.S.U. afferente all’università partenopea, che nel corso degli anni ha compensato l’assenza di fondi regionali per il mantenimento per il Diritto allo Studio, non ultimo l’apertura dello Studento a via Brin.

Infatti, nonostante i finanziamenti per le borse di studio a partire dal 2010 (in parte garantiti da fondi ministeriali che per quattro anni sono stati bloccati nelle casse regionali) siano stati sbloccati,e a ciò dovrà seguire l’assegnazione di borse a studenti che avevano fatto domanda di borsa ben quattro anni prima, gli studenti assegnatari di borsa dell’a.a. 2011/2012 e 2012/2013 (anni in cui l’assessore alla Cultura della Regione Campania Caterina Miraglia, ha aumentato la tassa regionale per il Diritto allo Studio del 125% col DLgs 68) sono rimasti esclusi gran parte dei fondi. Si tratta di 1.967.267,06€ mlioni di euro di fondi per le borse di studio provenienti dalla tassa regionale per il diritto allo studio e di 298.620,92€ relativi ai fondi ministeriali ancora insoluti.

Tra i debiti che la Regione conta tra gli altri, vi è un enorme buco economico di quattro milioni di euro, ossia di fondi che la essa deve all’A.Di.S.U l’Orientale per pagare stipendi e attuare agevolazioni nei confronti degli studenti. In totale si parla di circa sei milioni di euro  che la regione deve all’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario afferente all’università di Palazzo Giusso, Accademia di Belle Arti, Conservatorio di Musica San Pietro a Majella e Accademia della Moda che fino ad ora ha garantito l’erogazione delle borse di studio, il pagamento degli stipendi, l’attuazione delle misure per agevolare il Diritto allo Studio agli studenti.

Tuttavia, proprio per via dell’insolvenza dei debiti regionali, l’A.Di.S.U. l’Orientale rischia di dover sospendere la totalità dei servizi di servizi che fornisce per il prossimo anno accademico, se non viene rimborsata di almeno parte delle somme a credito dalla Regione.

“È inammissibile che l’amministrazione regionale continui a non erogare i fondi per il Diritto allo Studio” afferma Lorenzo Bianco, rappresentante degli studenti eletto tra le liste di Link Napoli all’interno del CdA A.Di.S.U. “La Regione – continua Bianco – non solo non integra i fondi per le borse come succede in tutte le regioni d’Italia per aumentare la copertura dei rimborsi studenteschi, ma si concede addirittura il lusso di incassare i fondi destinati alle Borse e di non erogarli. Ciò ha comportato – aggiunge – gravissimi ritardi nel corso degli anni nell’erogazione delle borse, oltre al fatto che ogni anno, circa il 70% degli studenti che dovrebbe ricevere il rimborso, non lo incassa. In aggiunta, l’amministrazione regionale si trova sul punto di mettere in ginocchio l’ente per il Diritto allo Studio, pur dovendo liquidare somme per sei milioni di euro”.

Si aggiunge all’indignazione di Lorenzo Bianco anche il coordinatore di Link Napoli, Stefano Iannillo: “La regione Campania deve essere chiara sul Diritto allo Studio. Non si possono riempire le città con cartelloni inneggianti le politiche per gli studenti della giunta Caldoro a fronte di un bilancio che prevede €0 sul Diritto allo Studio. Abbiamo più volte portato le nostre rivendicazioni sia in piazza che attraverso le vie istituzionali, ma quest’amministrazione si dimostra sorda dinanzi ad una situazione letteralmente disastrosa. Sappiamo che anche le altre A.Di.S.U. sono in condizioni simili: esistono studenti della Federico II vincitori di borsa che aspettano il rimborso anch’essi dal 2010. Urge una seria politica di rifinanziamento del Diritto allo Studio, delle politiche abitative, della copertura delle borse e del sistema dei trasporti. Quella che vivono gli studenti in Campania è una gravissima anomalia: la Regione più giovane d’Italia è anche quella che spende meno in Diritto allo Studio. In questo modo migliaia di studenti sono costretti a trasferirsi in regioni che garantiscono il Diritto allo Studio o ricorrere ad espedienti non sempre dignitosi, per continuare i propri studi”.