caos DAZN con i diritti tv (Lapresse) Linkcoordinamentouniversitario
Manca meno di un mese all’inizio della serie A e vi sono grosse polemiche ancora prima di cominciare. E’ caos totale.
Con le prime amichevoli è ufficialmente cominciato il precampionato e le squadre sono impegnate tra ritiri e calciomercato in vista della prossima stagione. Tra serie A e coppe europee e Mondiale per club di fine anno ogni squadra – specialmente le big – avranno un calendario torrido, una moltitudine di impegni e per questo ci sarà bisogno di una squadra con la coperta abbastanza lunga.
Uno dei problemi principali che riguarda il nostro campionato è quello relativo ai diritti tv. Nelle ultime ore è nata una nuova polemica e sono in tanti – sia tra tifosi che tra addetti ai lavori – a lamentarsi. Nel mirino l’emittente tv DAZN, rea di una decisione che ha destato non poche polemiche. In vista della prossima stagione DAZN ha infatti deciso di tagliare il numero di giornalisti, passando da 32 a 18, e tagliando 14 membri della redazione DAZN.
Una situazione quasi paradossale visto che – in contemporanea con l’aumento del prodotto – l’emittente ha tagliato sia giornalista che bordocampisti, presenti ora solo su 5 delle 10 partite di serie A. Una situazione paradossale per un emittente che detiene i diritti della prossima serie A fino al 2029 e in molti via social hanno espresso il proprio malcontento. Ora anche i giornalisti cominciano a farsi sentire.
Da mesi si parlava di una possibile crescita dell’emittente, ma la decisione di ridurre il numero persone che lavorano a DAZN ha portato polemiche e si dice che anche i club sarebbero perplessi. La redazione di DAZN – con l’ausilio della Federazione Nazionale della stampa italiana (FNSI) ha espresso il proprio malumore mediante un chiaro comunicato ufficiale e ha spiegato:
“Dopo aver annunciato l’acquisto di un nuovo ciclo di diritti tv, DAZN lancia il suo palinsesto per la trasmissione delle partite 2024/2025. Insieme con i colleghi della redazione ci chiediamo come sia possibile e garantire un miglioramento del prodotto rinunciando alla metà dei giornalisti dipendenti”. Una frecciata chiara e un messaggio pesante ai vertici aziendali.
In molti sottolineano che l’addio di questi dipendenti (non licenziati, va chiarito) arriva in concomitanza con l’aumento dei prezzi e questo non è assolutamente un buon segnale per il calcio italiano. Nonostante le rassicurazioni c’è malcontento e l’assemblea dei giornalisti, riunitasi dopo questa decisione, ha proclamato uno stato di agitazione aziendale, ribadendo forte preoccupazione per i posti di lavoro.
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