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Tasse universitarie, non conta solo l’Isee: attenzione alla residenza

Quando si parla di tasse universitarie, il dato che conta non è solamente l’Isee. Bisogna fare molta attenzione anche alla residenza. 

Le tasse universitarie possono variare da nazione a nazione e dipendono da diversi fattori. In Italia si dà tanta importanza soprattutto all’ISEE familiare, anche se questo non è l’unico dato da tenere in conto. Ora spunta una clamorosa novità per tutti gli studenti iscritti a un ateneo.

L’ISEE non è l’unico indicatore da tenere presente – Linkcoordinamentouniversitario.it

Le tasse universitarie possono variare tra i diversi programmi di laurea e programmi di specializzazione. Inoltre molto cambia anche a seconda dell’ateneo in cui si è iscritti. Le università pubbliche tendono ad avere tasse inferiori rispetto alle università private.

Tuttavia ci sono eccezioni e alcune università pubbliche di prestigio possono avere tasse più elevate. In alcuni paesi il reddito ISEE non è l’unico parametro importante per definire l’importo delle tasse da pagare, ma c’è da tenere in considerazione anche la residenza. Tra questi Paesi troviamo anche l’Italia ed in tal senso ci sono numerose novità.

Tasse Universitarie, occhio alla residenza: cosa cambia per gli studenti

Uno degli argomenti più caldi tra gli studenti italiani sono sicuramente le tasse universitarie. In molti, per provare a risparmiare provano a cambiare residenza, presso l’abitazione di un parente con un reddito molto più basso. Per modificare lo stato di famiglia è indispensabile cambiare quindi la residenza dello studente per spostarlo in un’altra abitazione rispetto a quella del nucleo familiare di origine. Per lo studente che vive con un familiare dal reddito più basso, sarà possibile accedere a maggiori sostegni economici e ad alcune agevolazioni sulle tasse.

Il cambio di residenza potrebbe avere diverse conseguenze – Linkcoordinamentouniversitario.it

Allo stesso tempo però spostare la residenza potrebbe far perdere ai genitori il diritto di portare in detrazione le spese scolastiche o di percepire l’assegno universale nel caso in cui il figlio abbia meno di ventuno anni. Con questa scelta potrebbe variare anche il valore dell’ISEE ovvero del nucleo familiare complessivo, perdendo un membro. In questo modo la famiglia pagherebbe un importo maggiore di Tari, ovvero l’imposta legata ai rifiuti.

Seppur cambiare la residenza del figlio è legale, bisogna sottolineare queste conseguenze. Infatti spostare la residenza del figlio, ad esempio presso l’abitazione dei nonni, sortirà come effetto la perdita delle detrazioni fiscali con l’amento delle imposte da pagare.  In conclusione quindi è possibile spostare la residenza del figlio studente per pagare meno tasse universitarie, ma allo stesso tempo bisogna sottolineare e valutare gli aspetti negativi di questa scelta.

Loris Porciello

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