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Sport

Squalificato per doping, ma è morto da 4 mesi: la vicenda che ha dell’assurdo

Quello che è successo ha sconvolto il mondo dello sport: la sentenza ha provocato una squalifica, ma l’atleta è morto da diversi mesi

Si sentono parecchie storie in tutti gli sport che lasciano poco spazio all’immaginazione, anche se sono al limite dell’assurdo. L’ultima è quella che riguarda il pugilato, che ha visto uno dei suoi protagonisti essere squalificato dopo la sentenza riguardo la positività al test antidoping.

L’assurda vicenda: squalificato per 4 anni, ma è morto da 4 mesi (LaPresse) Linkcoordinamentouniversitario.it

Una vicenda molto particolare, perché il Tribunale non si è accorto che, in realtà, il pugile era già morto da diverso tempo. Chiaramente, il tutto ha fatto scoppiare il caos, con tante polemiche vista la poca delicatezza del momento e il pessimo tempismo.

Ma è anche vero che tanti sono stati i commenti di ilarità in giro per il web. Non per il povero pugile, ovviamente, ma per l’assoluta mancanza di tatto da parte dell’UKAD, ovvero l’agenzia antidoping del Regno Unito, che ha emesso la sentenza.

Tra l’altro, la squalifica era stato redatto anche un comunicato ufficiale con relativo post sui social. E ovviamente gli appassionati che conoscevano la vicenda hanno postato dei commenti molto duri per i motivi detti in precedenza.

Boxe, viene squalificato per 4 anni: ma è morto da 4 mesi

L’UKAD aveva provveduto a squalificare Moises Calleros per 4 anni. Tuttavia, il pugile messicano, come già detto in precedenza, era già morto da 4 mesi per un arresto cardiaco rispetto a questa sentenza. Calleros era stato trovato positivo alla cocaina e al suo metabolita benzoilecgonina dopo la sconfitta contro Galal Yafai nell’aprile 2023.

Caos nel mondo della boxe (LaPresse) Linkcoordinamentouniversitario.it

Come detto, l’UKAD aveva postato sui social la notizia della squalifica di Moises Calleros, ma una volta capito l’errore, hanno rimosso il posto con un comunicato di scuse: “L’UKAD ha ricevuto le informazioni poco dopo aver pubblicato l’esito della sentenza sul caso doping. Sfortunatamente, l’UKAD non aveva informazioni riguardo la triste scomparsa di Calleros al momento della pubblicazione. Tutti i dettagli di questo caso dai canali sono stati rimossi“.

Insomma, una vicenda che ha dell’assurdo e che è molto triste. Ovviamente per la perdita di Calleros, a cui va un forte abbraccio alla famiglia, ma anche per come l’UKAD ha gestito la vicenda. Non sapere che un atleta sotto indagine è deceduto è un gravissimo errore che si spera in futuro non possa essere ripetuto. Ma sicuramente dopo una gaffe del genere, l’agenzia sarà molto più attenta alla vita dei pugili.

Nico

Sono giornalista perché non so fare il calciatore. Mi emoziono se mi trovo in uno stadio pieno, ma vivo il calcio come una tragedia. Involuto in qualsiasi altro aspetto della vita. I miei idoli sono Diego Armando Maradona e Walter Sabatini.

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