Fermato l'ex numero uno del tennis britannico (ANSA) Linkcoordinamentouniversitario.it
Il torneo di Wimbledon si sta chiaramente prendendo la scena in questa parte della stagione, in attesa delle Olimpiadi di Parigi 2024
C’è tanta attesa per le Olimpiadi di Parigi 2024 che si disputeranno sugli stessi campi del Roland Garros. L’obiettivo di Jannik Sinner è portare a casa una medaglia, sarebbe incredibile quella d’oro, anche se sulla terra battuta deve fare i conti con la grande potenza di Carlos Alcaraz.
Wimbledon è un sogno che nel breve o nel lungo termine potrebbe avverarsi, l’Italia ci è andata vicina tre anni fa con Matteo Berrettini che si è dovuto arrendere soltanto in finale contro uno straordinario Novak Djokovic. Le prossime sfide saranno interessanti per capire dove può arrivare Sinner.
Proprio su quei campi d’erba, qualche giorno fa si è concretizzato un addio doloroso per il pubblico britannico. Andy Murray, ex numero uno del ranking ATP, ha salutato Wimbledon con la sua ultima partita sul centrale.
Un discorso molto emozionante, con la frase ‘vorrei continuare, ma non posso’, con riferimento chiaro al suo fisico che non ha più una forma accettabile per essere competitivo. Murray resterà per sempre nella storia per essere stato il primo tennista britannico a vincere il torneo a 77 anni dal successo di Fred Perry.
Il tributo a Murray è stato spettacolare, il pubblico gli ha riconosciuto una straordinaria carriera, in cui ha anche spezzato il dominio di Federer, Nadal e Djokovic diventando numero uno al mondo. Ma la sua integrità fisica lo ha fatto praticamente patire le pene dell’inferno con diverse operazioni all’anca. Il tennista britannico è stato il più forte tra gli umani.
Dopo l’elogio a Murray sul Centrale di Wimbledon, è successo un fatto molto curioso. A raccontarlo è Tim Henman, ex numero 1 del tennis britannico e numero 4 del ranking ATP ai microfoni della BBC Radio 5 Live: “Stavo tornando a casa dopo quella serata, quasi a mezzanotte, e ho visto le luci della polizia avvicinarsi. Guidavo e ho pensavo, ‘beh, sarà meglio accostare per lasciarli passare’“.
Prosegue Henman: “All’improvviso la polizia si è fermata accanto alla mia auto, ho abbassato il finestrino e c’erano una poliziotta sul lato guida e un poliziotto lato passeggero. Mi hanno fatto delle domande: ‘da dove vieni?’ e io ho detto: ‘ehm, rientro da Wimbledon’. La poliziotta mi ha detto: ‘abbiamo ricevuto la segnalazione di un Range Rover in fuga dalla scena di un incidente’“.
Conclude Henman dicendo: “In quel momento, il poliziotto si è rivolto alla collega dicendo: “Non credo sia lui. E io ho pensato: ‘ok, perfetto’“. Insomma, una storia molto curiosa. Non ci sono aggiornamenti sul ritrovamento del sospettato.
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