Concorso scuola, riforma per le classi di accesso: entrare sarà molto più facile

Il modo del lavoro, oggi, più che mai ha riaperto le proprie porte alla schiera di candidati potenziali. Novità dalla scuola.

Di questi tempi, la facilità di accedere a importanti offerte di lavoro ha letteralmente cambiato l’approccio di milioni di potenziali candidati. Da molti mesi, ormai, praticamente ogni ambito lavorativo propone di continuo importanti opportunità adatte a ogni requisito e a ogni specifico percorso formativo. Il tutto, avviene, in egual modo per quel che riguarda il settore pubblico e quello privato. Bandi e selezioni, letteralmente abbondano.

Proposte di lavoro
A scuola cambiano le regole – linkcoordinamentouniversitario.it

Tra i tanti contesti, spesso considerati più appaganti professionalmente ma per condizioni e dignità professionale, oggi, è possibile individuare, sicuramente quello scolastico. Milioni di persone, ogni anno, provano, attraverso i vari canali, selezioni, e altre operazioni varie ad accedere all’insegnamento ma non solo. Sono molto ambiti anche i ruoli in quello che oggi si definisce personale ATA, o per quel che riguarda profili ricercati in ambito amministrativo.

Concorso scuola, riforma per le classi di accesso: tutti i dettagli

Proprio in ambito scolastico c’è da segnalare quella che va considerata una vera e propria riforma delle classi di concorso. L’ultimo decreto in merito si occupa del riordino delle stesse classi da considerare entro il prossimo 31 dicembre 2023. L’allegato B, dell’articolo 4 del Decreto Legge 36/2022, presenta infatti alcune interessanti novità.

Informazioni per ruoli
Novità a scuola – linkcoordinamentouniversitario.it

Tali indicazioni riguardano più che mai da vicino gli insegnanti tecnico pratici (TPI), per i quali sono definite le modalità, ognuna diversa dall’altra, utili ad acquisire i relativi requisiti validi per l’insegnamento. Per alcuni indirizzi, infatti, a spiccare sono i codici Ateco, per altri, invece, si richiede un numero minimo di ore da svolgere nello specifico piano di studi. Per altri ancora, si richiede l’attestazione nel proprio CV di specifici percorsi in ambito comunicativo e pubblicitario.

Dal 1° gennaio 2025 sarà necessaria la laurea triennale. Nell’articolo citato in precedenza, infatti, è previsto quanto segue: “Il possesso della laurea, oppure del diploma dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica di I livello, oppure di titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso e con il Profilo conclusivo delle competenze professionali del docente tecnico-pratico abilitato nelle specifiche classi di concorso, e dell’abilitazione all’insegnamento specifica per la classe di concorso.”

Una importante novità, insomma, per quanti ambiscono a questo specifico ruolo. Una condizione necessaria per accedere a uno dei profili, forse, al momento più ambiti all’interno dello stesso scenario professionale scolastico.

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