Si può fare un secondo lavoro se si è in Cassa integrazione? Cosa dice la legge

Se siete in Cassa integrazione ma avete avuto un’altra opportunità lavorativa, ecco cosa dovete sapere in merito: vietato sbagliare

Non viviamo in un’epoca storica facile, dal punto di vista economico e lavorativo. A partire dall’anno della pandemia, quindi il 2020, sono molte le aziende che si sono trovate a dover fare i conti con dei cali produttivi e quindi economici, con la conseguente necessità di ridimensionare il personale. Una delle scelte più attuate è stata quella della Cassa integrazione: ecco in cosa consiste e cosa si può fare mentre la si percepisce.

Secondo lavoro e Cassa integrazione: ecco cosa serve sapere
Secondo lavoro e Cassa integrazione: ecco cosa serve sapere (linkcoordinamentouniversitario.it)

La Cassa integrazione è un contributo economico che viene erogato dallo stato per tutti i lavoratori che sono stati sospesi dal lavoro o che, per un determinato periodo, hanno un orario ridotto a causa di difficoltà aziendali e produttive. Ne possono usufruire gli impiegati, gli operai e i quadri ma non sono inclusi i dirigenti e i lavoratori a domicilio. Molti, però, si chiedono se mentre si prende la cassa integrazione si possa anche lavorare, in un’altra azienda: ecco la risposta.

Cassa integrazione e lavoro extra: tutta la verità

Di fatto, la Cassa integrazione viene richiesta dal datore di lavoro quando incontra delle difficoltà produttive ed economiche ma non vuole licenziare nessuno. Esiste la Cassa integrazione ordinaria, applicabile per tre mesi con un massimo di 12, poi c’è la straordinaria, che si applica quando l’azienda affronta particolari momenti di crisi e infine c’è quella in deroga, che interviene quando le aziende non possono usare le prime due poiché ne hanno già usufruito in precedenza.

Secondo lavoro e cassa integrazione
Secondo lavoro e Cassa integrazione: ecco cosa serve sapere (linkcoordinamentouniversitario.it)

Quando si percepisce la Cassa integrazione, si ha diritto all’80% dello stipendio relativo alle ore di lavoro perse e in questo periodo non è consentito lavorare a tempo pieno come dipendenti in un’altra azienda. È però possibile farlo part-time o in forma ridotta comunicandolo all’INPS o al proprio datore di lavoro primario, quindi occupandosi le ore quotidiane che comunque sarebbero libere anche dal primo lavoro e scegliendo un tipo di professione totalmente conciliabile con il primo.

Se ad esempio si percepisce la cassa integrazione come impiegati e quindi in riferimento al canonico orario 9/18, è possibile trovare un lavoro part-time come cameriere, che quindi occupi le ore serali e non coinvolga in alcun modo i tempi dell’occupazione principale. Nel caso di lavoro occasionale, invece, non si può eccedere oltre i 3mila euro di reddito percepito per poter continuare a prendere la Cassa integrazione.

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