Se ti accusano ingiustamente, come e quanto devono risarcirti

Un errore in buona fede oppure detenzione ingiusta: quanto l’imputato può richiedere un risarcimento oppure un indennizzo.

Una condanna presuppone una sentenza, laddove la detenzione risulti successivamente ingiustificata, il legale potrà richiedere un indennizzo oppure un risarcimento. Il primo caso si riferisce all’ingiusta detenzione, mentre il secondo alla riparazione per errore giudiziario. Si tratta, di fatto, di due condizioni ben diverse. L’errore giudiziario presuppone il riesame del processo, sulla base della presentazione di nuove prove che confermino l’innocenza del soggetto. Il cittadino otterrà in tal caso il proscioglimento in formula assolutoria e riceverà un risarcimento proporzionale al periodo di detenzione e alle sue conseguenze – private, famigliari e professionali.

Risarcimento o indennizzo dallo stato
Differenza tra ingiusta detenzione ed errore giudiziario – linkcoordinamentouniversitario.it

L’ingiusta detenzione spetta invece all’imputato trattenuto in misura cautelare o domiciliari, prima della conclusione del processo e dunque dell’emissione della sentenza. Per ottenere l’indennizzo l’imputato dovrà essere riconosciuto innocente con formula assolutoria. Ciò accade laddove il giudice confermi la sua estraneità al reato, nel caso in cui il reato non risulti tale per legge oppure se l’azione manchi degli elementi tipici del reato perseguibile penalmente. Per concludere, un cittadino ai domiciliari o custodia cautelare in via preventiva può ricevere l’indennizzo di ingiusta detenzione in caso di archiviazione oppure sentenza di non luogo a procedere.

Ingiusta detenzione, a quanto ammonta l’indennizzo

Prima di tutto, l’ingiusta detenzione prevede il diritto del cittadino di essere reintegrato presso il luogo di lavoro ove era impiegato prima della custodia cautelare o dei domiciliari. In seconda battuta lo Stato provvederà a calcolare un indennizzo che sopperisca al periodo di isolamento. La cifra può arrivare ad un massimo di 526.456,90 euro: moltiplicare un valore massimo di 235,82 per ogni giorno di ingiusta detenzione in custodia cautelare; 117,91 per ogni giorno di ingiusta detenzione ai domiciliari. Nel caso di decesso del soggetto, l’indennizzo spetta per ordine al coniuge, ai discendenti, gli ascendenti, fratelli e sorelle, affini entro il primo grado di parentela oppure alle persone legate al vincolo di adozione con il detenuto.

Ingiusta detenzione ed errore giudiziario
Come ottenere l’indennizzo per ingiusta detenzione – linkcoordinamentouniversitario.it

Per ottenere l’indennizzo per ingiusta detenzione, il cittadino dovrà rivolgersi – con la mediazione del suo avvocato – in Corte d’Appello presso il distretto competente, entro due anni dal provvedimento di proscioglimento in formula assolutoria dell’imputato. Egli dovrà dunque presentare la domanda di riparazione del danno, la copia della sentenza di assoluzione, fotocopia del documento di riconoscimento e codice fiscale ed infine la documentazione del processo di riferimento. In caso di domiciliari dovrà essere presentato – oltre ai documenti citati – il provvedimento di concessione dei domiciliari e la conseguente scarcerazione, gli atti che confermano la sua estraneità ai fatti (dolo o colpa grave) ed infine la posizione giuridica – da richiedere presso l’ultimo carcere di detenzione su autorizzazione della Corte d’Appello.

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