Sanità, sai quali sono le città italiane migliori? La classifica rivela una netta divisione

Nel panorama della sanità, hai mai desiderato conoscere quali siano le città italiane migliori sotto questo aspetto? Esplorando la classifica, emerge chiaramente una netta divisione tra le varie realtà urbane del Paese.

Migliori ospedali in Italia
Migliori ospedali in Italia – Linkcoordinamentouniversitario.it

In Italia, l’assistenza sanitaria varia notevolmente da città a città, riflettendo la diversità delle risorse e delle priorità locali. Un modo per valutare questa differenza è tramite la mortalità evitabile, un indicatore che conta i casi in cui una persona muore nonostante il Sistema Sanitario Nazionale avrebbe dovuto prevenirlo.

Sanità: quali sono le città migliori?

Dati recenti dell’Istat hanno mostrato che, nel 2021, l’Italia conta oltre 230 mila posti letto ospedalieri, distribuiti in più di 1.000 strutture. Questi posti letto non sono uniformemente distribuiti. Roma, ad esempio, offre il maggior numero di posti letto per abitante, mentre a Cagliari si trova la maggiore concentrazione di posti letto per casi acuti. Ma la situazione cambia drasticamente da città a città, soprattutto in base alla mortalità evitabile.

A Torino, la mortalità evitabile è più alta nel centro rispetto ai sobborghi, ma peggiora ulteriormente nell’hinterland. Milano ha una mortalità evitabile più alta nel comune rispetto ai sobborghi, ma inferiore alla media nazionale. Firenze presenta la mortalità evitabile più bassa, mentre città come Bari e Napoli mostrano cifre più alte rispetto alla media nazionale.

Sanita corsia ospedale
Sanità corsia ospedale

Variazioni nelle città metropolitane

Queste differenze possono essere attribuite a una serie di fattori, tra cui la disponibilità di risorse, la qualità dei servizi sanitari e le abitudini di vita della popolazione locale. Ma c’è un altro aspetto critico da considerare: la spesa sanitaria.

Dopo gli investimenti iniziali seguiti all’era pandemica da Covid-19, la spesa sanitaria in Italia ha iniziato a rallentare. Il rischio di tagli futuri è reale, data la pressione sul bilancio dello Stato, che potrebbe costringere a riduzioni dei fondi per il Sistema Sanitario Nazionale.

Nel 2020, durante il picco della pandemia da Covid-19, la spesa sanitaria ha raggiunto il 7,3% del PIL, con oltre 122 miliardi di euro. Nel 2021, la spesa è aumentata di oltre 5 miliardi di euro, ma nel 2023 ha iniziato a diminuire dello 0,4%, nonostante le proiezioni di crescita per il futuro.

La preoccupazione principale ora è bilanciare la spesa sanitaria con la situazione economica generale del paese. Il governo prevede un’espansione a 138 miliardi nel 2024, fino ad arrivare a 147 miliardi nel 2027, mantenendo poco più del 6% del PIL come obiettivo. Ma queste speranze potrebbero essere frustrate dalla situazione di bilancio, che potrebbe richiedere interventi di riduzione della spesa in diversi ambiti per rientrare dall’eccesso di debito creatosi durante la pandemia.

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