La sanità ha un problema: si chiama morbillo

Il problema del morbillo causa non poche preoccupazioni in tutta l’Italia: gli ultimi sviluppi allarmano i medici

L’emergenza Covid-19 degli scorsi anni ci ha fatto riscoprire un’Italia decisamente più fragile, che pian piano si sta rialzando, con tutte le difficoltà del caso, anche economiche.

Morbillo, il nuovo problema della sanità
Una persona con in mano il vaccino contro il morbillo (Foto Ansa) – linkcoordinamentouniversitario.it

Mentre il sistema sta cercando di ripartire, però, i problemi per la sanità non sono finiti. No, stavolta non c’è un nuovo virus sconosciuto che ci terrà tappati in casa per anni, previo l’utilizzo di mascherine e vaccini, ma il morbillo non può più essere preso sotto gamba, non alla luce delle ultime evidenze scientifiche. In Italia, infatti, è stata identificata una nuova variante che è meno sensibile ai test diagnostici, quelli che appunto vengono effettuati se si è positivi o no a una determinata patologia.

Uno studio effettuato dall’Università di Milano in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità ha posto l’accento sulla questione ed è stato pubblicato su ‘Eurosurveillance’. La zona più afflitta è proprio la città metropolitana di Milano e i comuni vicini, dove sono già stati riscontrati cinque diversi casi da gennaio 2024, e la sensazione è che non finiranno qui. Per il momento, a livello epidemiologico, è inutile lasciarsi andare all’allarmismo perché si tratta di pazienti sporadici, e cioè non c’è nesso tra loro che lasci presupporre una catena più ampia di contagi.

Inoltre, parecchi di questi casi avevano una storia recente di viaggio, dall’Uzbekistan, dalla Thailandia e dall’Italia meridionale, per esempio. Due su tre hanno riscontrato affezione da MeV con tre mutazioni. Proprio queste mutazioni caratterizzano la maggior parte dei problemi per i sanitari: di fatti, cambiando una porzione delle nucleoproteina bersaglio dei test, rende particolarmente difficile la diagnosi.

La nuova variante del morbillo fa perdere i test di sensibilità

I ricercatori hanno spiegato a chiare lettere che nessuno dei 614 ceppi di morbillo esaminati aveva questa caratteristica, cioè la perdita di sensibilità da parte degli esami diagnostici.

Test meno sensibili al morbillo
L’Istituto superiore di sanità (Foto Ansa) – linkcoordinamentouniversitario.it

Hanno anche dato un allarme che non si può più mettere sotto il tappeto: “I nostri risultati suggeriscono ora che i virus del morbillo con le mutazioni rilevate attraverso la sorveglianza molecolare svizzera, stanno già circolando in Italia“. È chiaro che lo scopo dello studio, oltre alla valenza epidemiologica, abbia anche uno scopo preventivo. I sanitari sanno che una nuova variante di morbillo sta circolando e che man mano i test potrebbero perdere sempre più di efficacia. Ciò consente ai clinici di effettuare comunque la diagnosi nel modo corretto e trattare tempestivamente i pazienti. Infine, l’augurio è che si aggiornino “tempestivamente i test per rilevare tutti i ceppi di MeV attualmente circolanti“.

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