Cambia la detrazione per le spese universitarie: i nuovi limiti da considerare nel 730

Cambiano le detrazione per tutte le spese universitarie. Ci sono dei nuovi limiti da considerare nel 730: quali sono le novità in arrivo.

Nella prossima dichiarazione dei redditi, i limiti di detrazione per le spese universitarie varieranno a seconda se lo frequenti un’università pubblica o una privata. Per le università pubbliche, non sono previsti limiti di spesa, consentendo di dedurre al 19% l’intero importo pagato per l’iscrizione e altre spese, purché rispettino i nuovi paletti delle detrazioni Irpef introdotti dalla recente riforma fiscale.

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Cosa bisogna sapere sulle tasse per gli studenti – LinkCoordinamentoUniversitario.it

Allo stesso tempo ci sono delle novità per quanto riguarda le università private, i limiti sono stabiliti anno per anno tramite un decreto del MIUR, tenendo conto degli importi medi delle tasse e dei contributi richiesti dalle università statali. Questi limiti sono stati recentemente definiti nel decreto del 7 dicembre, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 30 gennaio 2024 (GU Serie Generale n.24 del 30-01-2024). Questi limiti si applicano anche alle università telematiche, una modalità di istruzione sempre più diffusa negli ultimi anni.

Cambiano le detrazione per le spese universitarie: nel modello 730 dovrai considerare dei nuovi limiti

Le detrazioni fiscali per le spese universitarie rappresentano un importante beneficio per gli studenti e le loro famiglie. Prima di esaminare i nuovi limiti di spesa previsti, è opportuno comprendere quali spese sono effettivamente detraibili. È importante notare che non tutte le spese universitarie sono soggette a detrazione. Ad esempio, non è possibile ottenere detrazioni per l’acquisto di libri di testo o materiale di cancelleria.

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Come cambiano le detrazioni per le spese universitarie – LinkCoordinamentoUniversitario.it

Le spese detraibili includono:

  • Corsi di istruzione universitaria;
  • Perfezionamento e master universitari;
  • Corsi di dottorato di ricerca;
  • Istituti Tecnici Superiori (ITS), considerati equiparati alle spese universitarie;
  • Altre spese come tasse di immatricolazione e iscrizione, soprattasse per esami di profitto e laurea.

Le detrazioni per la frequenza delle università private dipendono dai limiti fissati dal MIUR ogni anno sulla base dell’area disciplinare e della zona geografica in cui è situata l’università. Per il 2024, i limiti di spesa variano a seconda dell’area disciplinare e della zona geografica. Quindi i limiti saranno i seguenti:

  • Area medica: € 3.900 (Nord), € 3.100 (Centro), € 2.900 (Sud e isole);
  • Area Sanitaria: € 3.900 (Nord), € 2.900 (Centro), € 2.700 (Sud e isole);
  • Scientifico-Tecnologica: € 3.700 (Nord), € 2.900 (Centro), € 2.600 (Sud e isole);
  • Umanistico-sociale: € 3.200 (Nord), € 2.800 (Centro), € 2.500 (Sud e isole).

È importante verificare la riconducibilità del proprio corso di studio a una delle aree disciplinari indicate per determinare il limite di spesa applicabile. Per quanto riguarda i corsi di dottorato, di specializzazione e i master universitari, i limiti di spesa sono definiti come segue per le diverse zone geografiche: € 3.900 (Nord), € 3.100 (Centro), € 2.900 (Sud e isole).

Inoltre le spese indicate devono essere riportate correttamente nel quadro E del modello 730 o nel quadro RP del modello Redditi 2024, per il periodo d’imposta 2023. Inoltre non devono superare i limiti di spesa stabilito.

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