Bonus mamma fino a 1.700 euro direttamente in busta paga, novità dell’ultima ora

Grande novità per tutte le mamme lavoratici. Finalmente arriva il bonus pensato per loro: tantissimi soldi in più ogni mese

L’epoca in cui viviamo non è affatto facile dal punto di vista economico. I rincari sono sempre di più, soprattutto quelli relativi alla spesa alimentare di tutti i giorni e anche al pieno di carburante per l’automobile. In tutto ciò, per cercare di sostenere le famiglie italiane, il governo ha deciso di introdurre alcuni specifici bonus: oggi parliamo di quelli per le mamme.

Enorme novità per tutte le mamme dipendenti
Enorme novità per tutte le mamme dipendenti: tanti soldi in busta paga (linkcoordinamentouniversitario.it)

Le mamme lavoratrici sono quotidianamente sottoposte a numerose sfide, legate alla frequente instabilità del proprio posto di lavoro e alla conciliazione tra famiglia e impegni professionali, tema però che coinvolge in prima persona anche i padri. Per aiutare le aziende ad assumere le mamme e per sostenerle economicamente, quindi, il governo ha pensato al bonus mamme: ecco in cosa consiste e chi può richiederlo.

Bonus mamma, tutto ciò che devi sapere

Il bonus mamma introdotto dal governo consiste in una decontribuzione, quindi nell’esonero totale dal versamento dei contributi sociali a carico della lavoratrice per un massimo di 3000 euro lordi. Previsto per il triennio 2024/2026, coinvolge tutte le mamme di almeno due figli che abbiano un contratto da dipendente a tempo indeterminato: per chi ha due figli basta che uno abbia meno di dieci anni, per chi ne ha tre è sufficiente che uno sia minorenne.

Enorme novità per tutte le mamme dipendenti
Enorme novità per tutte le mamme dipendenti: tanti soldi in busta paga (linkcoordinamentouniversitario.it)

Grazie allo sgravio contributivo, il beneficio al netto delle imposte crescerà fino a circa 1700 euro considerando la retribuzione lorda media di 27.500 euro all’anno. Di questo beneficio complessivo, 1159 euro derivano dal taglio del cuneo generalizzato e 618 euro dalla decontribuzione specifica, riservata come abbiamo detto alle madri dipendenti con almeno due figli.

Ne risultano escluse, però, quelle che sono lavoratrici indipendenti con partita iva o azienda e quelle che hanno contratti a tempo determinato o a chiamata, che consistono in circa un milione e mezzo solo in Italia. Il tema dell’occupazione femminile è sempre sulla cresta dell’onda e, sebbene nell’ultimo anno in Italia i tassi relativi all’assunzione di mamme sia aumentato, rimane comunque nettamente inferiore rispetto alla media europea.

L’allarme è chiaro e la volontà del governo è netta: si vuole fare in modo che le aziende siano portate a rinnovare i contratti delle mamme, quando in prossimità della scadenza, e che i più si trasformino in relazioni a tempo indeterminato.

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