Bonus fino a 3.000 euro: nuovo aiuto importantissimo per le famiglie

Una preziosa agevolazione che può raggiungere i 3000 euro che rappresenta un concreto aiuto per le famiglie. Vediamo chi può riceverla

Un importo di 3.000 euro potrebbe, di questi tempi, fare davvero la differenza per molte famiglie con figli piccoli, consentendo loro di far fronte ad una molteplicità di spese legate proprio alla crescita e all’educazione dei bambini.

Bonus famiglie per mamme lavoratrici, i dettagli
Come accedere al bonus famiglie fino a 3.000 euro e a chi è rivolto (linkcoordinamentouniversitario.it)

Ebbene, vi è la possibilità di ricevere questa somma sotto forma di un bonus, rivolto nella fattispecie alle mamme lavoratrici e che potrà poi essere impiegato nell’ambito delle necessità del proprio nucleo familiare. Scopriamo di che cosa si tratta e, nello specifico, quali sono i requisiti che consentono di accedervi.

Bonus famiglie fino a 3.000 euro: come è strutturata questa misura

Il bonus in questione altro non è che una decontribuzione applicata alle buste paga delle madri lavoratrici. Si tratta infatti di un Bonus mamme, misura che nel 2024 può raggiungere l’importo di 3.000 euro come previsto dalla legge di bilancio. Nello specifico la Manovra è andata a confermare questa agevolazione applicata proprio sui contributi delle madri con assunzione a tempo indeterminato a patto che, requisito principale, abbiano almeno due figli. 

Come accedere al bonus decontribuzione
La decontribuzione per le mamme lavoratrici varia in base al numero dei figli (linkcoordinamentouniversitario.it)

Fuori dalla possibilità di accedervi restano colf, badanti e baby sitter, mentre per le altre categorie è possibile accedervi senza, peraltro, particolari differenze sulla base dello stipendio percepito bensì in base al numero dei figli. 

Lo sgravi contributivo può arrivare anche al 100% per la parte dei contributi da versare a carico dalla madre lavoratrice e potrà durare, nel caso si abbiano tre o più figli, anche fino al compimento dei 18 anni del figlio più piccolo. Qualora i figli siano due l’agevolazione sarà identica al 2023 a patto che uno dei due figli abbia meno di 10 anni.

Altra differenza nel 2024 sarà la coesistenza della decontribuzione con il taglio del cuneo fiscale previsto dall’esecutivo guidato da Mario Draghi e riproposto con percentuali incrementate anche dal governo Meloni. Si tratta di una decontribuzione parziale, nel caso di redditi fino a 25 e 35mila uro, per i contributi a carico del lavoratore.

Quando nel 2025 verrà a scomparire il taglio del cuneo fiscale, le lavoratrici potranno continuare a beneficiare del bonus decontribuzione, una preziosa forma di sostegno economico: il risparmio e quindi le maggiori entrate non sono però uguali per tutte e differiscono anche sulla base dei contributi versati.

 

 

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