Bonus Editoria 2024: di cosa si tratta e quali requisiti avere per richiederlo

Che cos’è il nuovo Bonus editoria e come viene erogato? Nel 2024 è possibile presentare domanda per questo prezioso contributo

Il settore dell’editoria è tra quelli che nel corso degli ultimi anni si sono ritrovati nel bel mezzo delle difficoltà economiche più importanti, derivanti dall’inevitabile processo di trasformazione del modo di comunicare, di una compresenza di carta stampata e web sempre più sbilanciata in favore di quest’ultimo e del conseguente minore approccio all’acquisto del cartaceo da parte del consumatore.

Come richiedere il bonus editoria 2024
Bonus editoria 2024, in cosa consiste (linkcoordinamentouniversitario.it)

In certi casi ci si è ritrovati a dover gestire vere e proprie crisi finanziarie estremamente complesse da superare. È proprio in tale contesto che entra in gioco un bonus, già disponibile lo scorso anno e confermato anche per il 2024, per il quale è possibile presentare domanda. Vediamo a chi è destinato e come si ottiene.

Bonus editoria 2024: a chi è rivolto, cosa prevede e a quanto ammonta

L’agevolazione in questione è stata istituita con la Legge di Bilancio 2022 in prima istanza, ma è stata successivamente rinnovata ed è presente anche nella Manovra 2024, riconfermata a partire dal 1° gennaio. Inizialmente era stata introdotta nella misura del 30% dei costi ammessi, chiaramente specificando quali tipologie di spese fossero consentite per potervi beneficiare. Ci troviamo nel contesto dell’editoria ‘cartacea’ e il bonus in questione è una sorta di tax credit riconosciuta in tale ambito.

Credito d'imposta per editoria pari al 30% delle spese
I requisiti per richiedere il Bonus editoria (linkcoordinamentouniversitario.it)

Ebbene occorre sottolineare che l’agevolazione in questione non è rivolta ai privati cittadini quanto piuttosto alle imprese editrici di periodici e quotidiani e consente di beneficiare di una parziale copertura dei costi relativi all’acquisto della carta impiegata per stampare i giornali. Di fatto dunque si può ottenere un credito d’imposta.

È richiesta la residenza fiscale in Italia ovvero che sul territorio nazionale sia presente un’organizzazione alla quale l’attività commerciale cui i benefici sono correlati sia riconducibile. Inoltre sono richiesti l’indicazione del codice ATACO 58.13 nel Registro delle Imprese nonché l’iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione. Anche per il 2024 il credito d’imposta editoria sarà previsto nella misura del 30% delle spese sostenute.

Per i richiedenti occorrerà dunque dimostrare di aver effettivamente speso denaro per acquistare la carta utilizzata per la stampa delle testate edite. La circolare numero 1 del 6 dicembre 2022 disciplina nel dettaglio tutte le spese ammissibili e viene specificato che non fanno capo al beneficio quelle “non rientranti tra i prodotti editoriali espressamente esclusi ai sensi dell’articolo 4, comma 183, della Legge 24 dicembre 2003, numero 350″.

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