Alzheimer, finalmente c’è una speranza: il primo vaccino arriva dal Giappone, a chi è rivolto e quando si può fare

Una buona notizia dal Giappone: un vaccino contro l’Alzheimer. Vediamo insieme come funziona e a chi si rivolge.

Dopo anni e anni di ricerche, finalmente è stato scoperto un vaccino contro la malattia di Alzheimer. In questo articolo vi spieghiamo come funzionerà il farmaco e a chi si rivolgerà.

Vaccino contro l'Alzheimer
Scoperto un vaccino contro l’Alzheimer/ Linkcoordinamentouniversitario.it

L’Alzheimer è una patologia altamente invalidante. Alcuni la definiscono “una morte in vita” in quanto, pur continuando a vivere, chi ne è affetto non è più lo stesso: il suo vero io, in realtà non c’è più, è come se fosse morto. Sebbene i sintomi siano praticamente gli stessi di quelli della demenza senile, le cause dell’Alzheimer sono differenti.

La demenza senile è la progressiva perdita di neuroni, un processo fisiologico a partire da una certa età. L’Alzheimer, invece, è causato dalla formazione di placche che provocano un’infiammazione nelle cellule cerebrali. In un certo senso è più facile intervenire su questa malattia piuttosto che sulla demenza in quanto si può agire su ciò che causa la formazione di queste placche. Dopo anni e anni di ricerche si è finalmente arrivati a sviluppare un vaccino e i risultati sono davvero molto incoraggianti.

Vaccino contro l’Alzheimer: ecco la verità

Un nuovo studio dà speranza ai malati di Alzheimer e alle loro famiglie: un vaccino potrebbe far regredire i sintomi della malattia e riportare il paziente ad una vita normale o molto vicino alla normalità.

Come funziona il vaccino contro l'Alzheimer
Ecco come agisce il vaccino contro l’Alzheimer/ Linkcoordinamentouniversitario.it

Un gruppo di scienziati dell’ Università di Juntendo a Tokyo, in Giappone, ha sviluppato un vaccino in grado di colpire le cellule cerebrali infiammate associate alla malattia di Alzheimer. Questo nuovo farmaco potrebbe essere la chiave di svolta: un modo per prevenire la patologia o, addirittura, modificarne il decorso. Il farmaco, per il momento, è stato testato solo su un gruppo di topi.

Dopo essere stati vaccinati, i topi presentavano meno placche di sostanza tossica beta-amiloide nel cervello e meno infiammazione nel tessuto cerebrale.  Non solo: anche il loro comportamento cambiava. In pratica dopo la vaccinazione non avevano più crisi di smarrimento ma tornavano a interagire con l’ambiente e a comportarsi come i topi sani. Questo vaccino si è rivelato efficace anche nel migliorare altre  malattie legate all’età, tra cui l’aterosclerosi e il diabete di tipo 2 nei topi.

Ma come funziona il farmaco? In pratica il vaccino sviluppato dai ricercatori giapponesi sarebbe in grado di ridurre in modo significativo i depositi di amiloide nei tessuti cerebrali dei topi. Questo farebbe abbassare di molto il livello di infiammazione delle cellule del cervello e avrebbe ripercussioni evidenti e pressoché immediate anche sul comportamento. Infatti, sulla base dei test svolti in laboratorio, è emerso che i topi che avevano ricevuto il vaccino  rispondevano significativamente meglio all’ambiente rispetto a quelli che avevano ricevuto il vaccino placebo. Se questo farmaco otterrà il via libera dalla comunità scientifica sarà veramente una svolta per chi è affetto da questa tremenda malattia.

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