VITTORIA : 5000 NO ALLE DISUGUAGLIANZE TRA ATENEI. EMENDAMENTO MELONI SOPPRESSO IN COMMISSIONE AFFARI COSTUITUZIONALI

by / Commenti disabilitati su VITTORIA : 5000 NO ALLE DISUGUAGLIANZE TRA ATENEI. EMENDAMENTO MELONI SOPPRESSO IN COMMISSIONE AFFARI COSTUITUZIONALI / 2247 View / 9 luglio 2015

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Si è appena conclusa la conferenza stampa con tema ‘Il valore del titolo di studio e l’accesso al mondo del lavoro.’ L’iniziativa prendeva spunto dall’emendamento Meloni al disegno di legge delega sul riordino della PA, che prevedeva tra i requisiti d’accesso ai concorsi pubblici, oltre il voto minimo di laurea, l’inserimento di fattori relativi all’ateneo che ha rilasciato il titolo.

Tale emendamento avrebbe però portato ad eccessive sperequazioni tra gli atenei e alla ingiustificata penalizzazione di molti studenti. Per questo come LINK – Coordinamento Universitarioci siamo mobilitati si da subito lanciando una petizione che in 5 giorni ha superato le 5000 firme ed aperto un dibattito sul valore che ha ad oggi studiare anche in relazione alle future possibilità occupazionali.

Dopo la mobilitazione delle comunità accademiche si sono ottenuti due importanti risultati: l’emendamento ha ricevuto parere negativo in Commissione Cultura della Camera ed è stato definitivamente soppresso in Commissione Affari Costituzionali. Siamo molto soddisfatti di questo risultato   non ci illudiamo però che avere bloccato questo emendamento risolva il problema delle sperequazioni che esistono nel sistema formativo italiano e nelle possibilità di accesso al mondo del lavoro, fortemente disomogenee su scala nazionale.” Rimane inoltre molto positiva la valorizzazione del dottorato di ricerca ai fini dell’accesso ai concorsi pubblici, che rappresenta un importante punto di avanzamento per il riconoscimento del titolo del dottorato in Italia.

Il tema del rapporto tra titolo di studio ed accesso al mondo del lavoro resta comunque  molto delicato in un paese in cui il tasso di disoccupazione giovanile è ormai a livelli molti alti e in cui l’accesso alla formazione superiore riguarda solo una percentuale di diplomati molto inferiore agli altri paesi europei. Per questo  il dibattito tenutosi oggi in conferenza stampa deve essere l’inizio di un percorso di riflessione e di ripensamento complessivo della formazione superiore, in un’ ottica di allargamento della platea di chi vi accede e di riduzione delle diseguaglianze territoriali.

Qui il testo della commissione cultura