[Urbino] Alloggi e borse di studio sono un diritto di tutti!

by / 1 Comment / 516 View / 21 ottobre 2014

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Mercoledì 24 settembre ha avuto luogo ai collegi universitari di Urbino un’assemblea studentesca numerosa e partecipata. Un’assemblea convocata d’urgenza, con un solo giorno di preavviso, alla quale hanno partecipato più di cento tra studentesse e studenti, che si sono confrontati rispetto al tema del diritto allo studio e, nello specifico, delle allarmanti notizie riguardo le borse di studio.

La problematica delle borse di studio, dei servizi erogati, dei finanziamenti al diritto allo studio e dell’assegnazione degli alloggi è una costante degli ultimi anni che si ripresenta, già per la seconda volta, con numeri talmente critici da ledere i diritti minimi dello studente. Ad oggi risultano 966 studenti idonei non beneficiari, un dato ancora più allarmante se lo si confronta con i circa cinquecento dello scorso anno. É quindi quasi raddoppiato il numero degli aventi diritto a cui viene negata la borsa di studio: studentesse e studenti con redditi molto bassi e in regola con i crediti richiesti a cui viene di fatto negata la possibilità di poter studiare. Molti di loro, ci è stato raccontato, sono andati via da Urbino ed hanno rinunciato all’Università. Fatto questo di una gravità non tollerabile. Si costituisce così l’ASSEMBLEA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO.

Per i circa mille studenti risultati idonei si è presentata l’urgenza del pagamento della prima rata universitaria, che ammonta a circa 800,00 euro. L’Assemblea ha chiesto, e ottenuto, una proroga e il diritto, come per gli studenti borsisti, di pagare unicamente la tassa di iscrizione (20 euro circa) almeno fino all’uscita della graduatoria definitiva (fine ottobre). Altro problema urgente è stato quello degli alloggi: a causa di un errore nella compilazione del modulo di richiesta della borsa di studio una sessantina di questi studenti che fino all’uscita della graduatoria provvisoria alloggiavano ai collegi avrebbero dovuto abbandonare le proprie stanze. Dopo la prima richiesta di chiarimenti all’E.R.S.U. ci è stato risposto che non esistevano possibilità di soluzione poiché sarebbero mancati gli spazi fisici per ospitare tutti gli studenti. Risposta, questa, cambiata drasticamente dopo una settimana di mobilitazione e pressione che ha portato l’ente regionale per il diritto allo studio a trovare i posti necessari facendo sì che nessuno, almeno fino al 31 ottobre, avesse dovuto abbandonare la propria stanza, e provando per l’ennesima volta, che l’ente stesso che dovrebbe lavorare per la tutela dei nostri diritti deve essere messo costantemente sotto pressione per portare a termine il proprio incarico. Il 9 ottobre si sono poi riuniti il c.d.a di E.R.S.U. e di Università: l’Assemblea ha deciso di portare avanti la richiesta di una copertura totale per gli idonei in modo chiaro e deciso occupando gli uffici dell’E.R.S.U. e consegnando un documento che ribadiva le richieste senza cedere alla strumentalizzazione dell’ente locale che aveva precedentemente proposto di firmare un documento redatto dal suo consiglio e indirizzato alla Regione; nella stessa giornata si è anche deciso di interrompere il c.d.a. dell’Università per ribadire che, pur consapevoli dell’impossibilità da parte dell’Ateneo di erogare direttamente i fondi necessari, si ritiene che esso debba farsi carico del problema e prendere una posizione netta schierandosi pubblicamente dalla parte degli studenti (cosa avvenuta la sera stessa del 9 per mezzo di un comunicato stampa del c.d.a. dell’Ateneo). Il giorno 15 ottobre, l’Assemblea decide di salire in Rettorato per richiedere all’Università una proroga (soggetta a mora) del termine per poter pagare l’iscrizione di circa venti euro per gli studenti idonei o borsisti. Risultano infatti circa un centinaio di studenti che per qualche motivo non hanno pagato i venti euro necessari per risultare iscritti. Il Rettorato rifiuta inizialmente di concedere la proroga (prevista questa per tutti gli altri studenti non borsisti e non idonei) e l’Assemblea decide di occupare il rettorato. Dopo alcune ore di trattative, il Prorettore (il Rettore risultava assente) promette di inserire all’odg del 24 ottobre la questione.

Per quanto riguarda l’E.R.S.U. pensiamo che scaricare le responsabilità sugli uffici centrali dell’ente, o al Consiglio Regionale della regione Marche, significhi nascondere le palesi responsabilità da parte dell’ente territoriale e che, almeno, si debba parlare di corresponsabilità. Negli ultimi giorni, a seguito di altre proteste e cortei da parte degli studenti, il c.d.a. dell’Ente Regionale per il Diritto allo Studio ci ha comunicato che si sono palesate tre possibilità per la risoluzione del problema: la prima vede la possibilità di finanziare il diritto allo studio con alcuni fondi governativi che dovrebbero arrivare nelle prossime settimane alla regione nei termini di sostegno al patto di stabilità; la seconda richiederebbe una pressione costante al Consiglio Regionale della Regione Marche per recuperare i finanziamenti necessari (circa 2 milioni di euro); la terza vede la possibilità di rivolgersi direttamente al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L’Assemblea ci tiene a ribadire che nonostante le trattative in corso possano andare a buon fine, non è più tollerabile un sistema di finanziamento al diritto allo studio di questo tipo, che ha portato nel corso di soli quattro anni il riproporsi della situazione che vede circa mille studenti con la qualifica di “idonei non beneficiari”, con tutti i criteri necessari per ricevere la borsa di studio, correre il rischio di non ricevere alcun aiuto finanziario o di servizio per poter studiare.

Inoltre, se teniamo conto delle funzioni a cui dovrebbero assolvere E.R.S.U. e Regione, al momento queste istituzioni non riescono a fornire risposte chiare sulla quantità di fondi a disposizione, né sui criteri con cui si intende garantire il diritto allo studio. Per questo si vuol fare richiesta della dovuta documentazione e delle modalità con cui vengono assegnati fondi, servizi ed alloggi. Oltre a ciò non intendiamo accontentarci del “gioco delle responsabilità scaricate”, in quanto risulta che questa situazione fosse stata già presentata come “possibile e rischiosa” fin dai mesi di aprile/maggio 2014. Non per questo però l’Assemblea non può che interloquire con la Regione Marche per risolvere la situazione, e si ripromettere di lottare affinché la Regione si occupi di finanziare adeguatamente il Diritto allo Studio Le discussioni sono ampie e ancora tutte da riformulare, le richieste invece sono chiare e precise: ALLOGGI E BORSE PER TUTT* e RIFORMULAZIONE DEL SISTEMA DI DISTRIBUZIONE DELLE BORSE DI STUDIO.

Assemblea per il Diritto allo Studio – Urbino