Torino: Sciopero Generale – Dove fanno deserto la chiamano democrazia

by / Commenti disabilitati su Torino: Sciopero Generale – Dove fanno deserto la chiamano democrazia / 14 View / 11 dicembre 2011

Share

Il 12 Dicembre scenderemo in piazza a fianco dei lavoratori della Fiom-Cgil perché riteniamo inaccettabile l’estromissione di un sindacato dai luoghi di lavoro e l’impossibilità per i lavoratori e le lavoratrici di scegliere i propri rappresentanti all’interno di questi. Marchionne infatti dopo aver imposto il referendum-ricatto negli stabilimenti di Pomigliano D’Arco e Mirafiori, dopo essere uscito in maniera beffarda da Confindustria, ha cancellato nella propria azienda i diritti acquisiti dagli anni ’70 ad oggi tramite le lotte sindacali.

Nel disegnare la sua fabbrica ideale, Marchionne non ha più intenzione di  rispondere ad alcun sindacato che rivendichi diritti e una migliore condizione di lavoro per i lavoratori e le lavoratrici che rappresenta: in questo senso va l’estromissione della Fiom che si sta di fatto realizzando in questi giorni. La principale azienda automobilistica italiana dichiara guerra al contratto nazionale, costituendo, di fatto,  un pericoloso precedente)e rimescola i rapporti di forza del mondo del lavoro.Mondo del lavoro sempre meno tutelato e garantito; sempre meno fondamento della nostra dignità sociale e della nostra repubblica.

Come è già stato smentito chi pensava che Pomigliano sarebbe stata una questione isolata, chi oggi considera le decisioni di Marchionne come riguardanti solo il gruppo Fiat, si accorgerà ben presto che si trovava in errore: storicamente, infatti, i cambiamenti in materia di diritto del lavoro, sono sempre stati anticipati e sperimentati dal colosso torinese.

Nell’ambito della crisi dei valori democratici evidenziata dall’attuale shock economico-finanziario, è necessario rimettere al centro l’importanza della democrazia a partire dai luoghi di lavoro.

Aspettando con timore che il governo intervenga su questi temi, ci pare d’obbligo pronunciarci criticamente rispetto alla manovra presentata in questi giorni dal governo Monti. Questo nuovo esecutivo, imposto dai poteri economico-finanziari e osannato da giornali e televisioni di ogni sorta, in un’Italia messa in ginocchio da vent’anni di politiche inadeguate, ha avuto infatti la legittimità bipartizan per presentare una manovra che ci sentiamo di definire iniqua e classista oltre che inefficace e depressiva. Le misure adottate infatti vanno a colpire quella classe media che costituisce il motore di questo paese e l’unica possibilità di incidere sull’enorme debito di cui l’Italia è titolare.

Dubitiamo della capacità di queste misure, chiaramente finalizzate a tranquillizzare i mercati, entità supreme cui l’opinione pubblica rappresentata dai media è ormai totalmente asservita, di risollevare il paese dal buco nero nel quale sta inesorabilmente cadendo: il paragone con i provvedimenti adottati dieci anni or sono dall’Argentina, ex-allievo modello dell’FMI, non sono sicuramente rassicuranti e prospettano una recessione dalla quale difficilmente si potrà uscire, se non rimettendo al centro il soggetto sociale lavoro in termini di democrazia e dignità.

Corteo Piazza Vittorio – Ore 9:30

Studenti Indipendenti