[Torino] Giannini al Politecnico: dati sbagliati, falsi problemi e soluzioni inadeguate.

by / Commenti disabilitati su [Torino] Giannini al Politecnico: dati sbagliati, falsi problemi e soluzioni inadeguate. / 111 View / 27 gennaio 2016

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A proposito della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico condividiamo alcune considerazioni sui discorsi pronunciati nel corso della cerimonia di ieri mattina e sugli altri fatti ad essa collegati.

Purtroppo i media si siano concentrati quasi esclusivamente sulla “gaffe” della Giannini riguardo alla copertura delle borse di studio in Piemonte, lasciandone in secondo piano le altre dichiarazioni. Dal nostro punto di vista, il fatto che il Ministro si sia espressa in termini censori sul diritto allo studio nella nostra Regione senza conoscerne i dati aggiornati non è l’aspetto più significativo del suo intervento, poiché non fa che dimostrarne ancora una volta la profonda incapacità di padroneggiare (tecnicamente e politicamente) le materie di sua competenza. Risultano invece molto più gravi, a nostro avviso, il fatto che il Ministro rivendichi come un grande successo lo stanziamento di 50 milioni di euro per il Fondo Integrativo nella Legge di Stabilità (quando questa cifra è pari a solo un quarto dell’apporto necessario) o che riproponga la bizzarra idea di erogare le risorse direttamente agli Atenei anzinchè alle Regioni, spostando l’attenzione dall’insufficienza dei finanziamenti ad una presunta (ed inesistente) inefficienza della loro gestione.

Quando sostiene di “fare parte dell’unico governo che invece di parlare, agisce” oppure di volere “superare la retorica del diritto allo studio e passare ai fatti” la Giannini non appare minimamente credibile dal momento che i fatti degli ultimi mesi dimostrano esattamente il contrario: l’esecutivo è immobile ed i temi universitari sono tutt’altro che al centro dell’agenda. L’esempio più chiaro è forse quello del problema ISEE (http://goo.gl/xwKVZy): nel suo intervento il Ministro promette di “intervenire per risolverlo” ma intanto il tavolo preposto alla soluzione di questa emergenza non è più stato riconvocato. Questo atteggiamento di millantata attenzione al diritto allo studio ed in generale alle politiche universitarie è lo stesso che l’anno passato ci aveva spinto a dare del “buffone” a Renzi: ieri abbiamo sentito dire che “serve più Università”, ma perché ciò sia possibile sono necessarie più risorse finanziarie e soprattutto umane e non abbiamo avuto alcuna risposta reale su questi temi.

“L’Università italiana è a terra? È il momento di risollevarla!”: questo è il messaggio che abbiamo voluto lanciare alla Giannini sedendoci (appunto) a terra nel corridoio centrale dell’aula magna durante il suo discorso ed esponendo nei nostri cartelli (https://goo.gl/YZdOjJ) le rivendicazioni che da anni portiamo all’attenzione del governo.

Non nutrivamo particolari aspettative in merito a questo discorso e non possiamo pertanto dire di esserne rimasti delusi. Tuttavia va detto che il Ministro è stato fortemente sollecitato a fornire risposte concrete: anche il Rettore, nel suo intervento di apertura, ha descritto con tutta la franchezza possibile la situazione attuale dell’Università italiana ed ha esposto in modo molto chiaro alcune priorità di intervento, sostanzialmente coincidenti con le nostre rivendicazioni, invitando esplicitamente il Ministro a farsene carico. Possiamo affermare con piacere che il discorso del Rettore è stato politicamente molto significativo e largamente condivisibile negli obiettivi e nei contenuti generali: escludendo alcuni passaggi notoriamente distanti dalle nostre posizioni, tralasciando l’enfasi posta sull’elemento della “competitività” tra gli Atenei, nonchè la sostanziale richiesta di “un occhio di riguardo” per il Politecnico in termini di finanziamento e personale anziché di provvedimenti generalizzati per tutto il sistema universitario, possiamo dire di riconoscerci quasi appieno nelle sue parole.

Tuttavia, neppure di fronte ad un intervento inusitatamente “forte” da parte del Rettore la Giannini ha dato alcun cenno di vita. L’unico atto concreto è stato la firma “in diretta” del protocollo d’intesa per la realizzazione del nuovo Polo di Architettura e Design nel complesso di Torino Esposizioni: un passaggio fondamentale per un’opera di grande importanza per il nostro Ateneo, pensata per rispondere proprio alla grave carenza di spazi che impedisce al Politecnico di accogliere tutti gli studenti che vi si vorrebbero iscrivere. Sicuramente questa firma rappresenta un’ottima notizia, anche se sapremo solo nei prossimi giorni se a questo protocollo d’intesa è associata una garanzia ufficiale sui finanziamenti statali necessari per realizzare l’intervento.

In sostanza, la cerimonia di ieri ha rappresentato un momento politicamente importante non tanto per le risposte (che non ci sono state) quanto per le domande e per la chiarezza con cui sono state esposte non solo da noi studenti attraverso la contestazione al Ministro ma anche a livello istituzionale con l’intervento del nostro Rettore. Di fronte ad un interlocutore così sordo anche se falsamente disponibile è tanto più necessario che la pressione sul governo e sul legislatore sia esercitata in modo il più possibile trasversale a tutte le componenti del mondo Accademico.

Collettivo Alter.POLIS