[Torino] Cosa serve per garantire realmente il Diritto allo Studio

by / Commenti disabilitati su [Torino] Cosa serve per garantire realmente il Diritto allo Studio / 61 View / 18 luglio 2014

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L’attenzione dedicata in questi giorni al problema del rifinanziamento del Diritto allo Studio da parte dei principali media locali ha ribadito la centralità della nostra primaria rivendicazione, per cui ci siamo battuti con forza attraverso le mobilitazioni degli ultimi anni, dall’agitazione dei borsisti la scorsa estate all’occupazione della Mensa Liberata. È positivo che questo tema goda di tanto interesse e ci aspettiamo che anche per la Giunta e per il Consiglio Regionale continui a rappresentare una priorità: agli impegni assunti in campagna elettorale devono infatti seguire politiche coerenti. Per quanto riguarda i finanziamenti, ricordiamo, è indispensabile reperire in sede di assestamento di bilancio le risorse necessarie a garantire, oltre al regolare funzionamento ed alla gestione dei servizi dell’EDISU, la copertura totale delle borse di studio a tutti gli studenti idonei ai sensi della normativa nazionale (dunque anche ai c.d. esclusi per media) ed il completamento di interventi importanti come la ristrutturazione della residenza Verdi 15: l’adeguatezza dello stanziamento dipenderà solo dal pieno raggiungimento di questi obiettivi. Ovviamente non ci esprimiamo ora su ipotesi ancora tutte da verificare, su dati parziali e cifre traballanti: aspettiamo di conoscere in termini precisi quanto la nuova Giunta vuole investire nel Diritto allo Studio.

 

Ci sembra importante inoltre rimarcare che il rifinanziamento rappresenta una condizione necessaria ma non sufficiente perchè il sistema piemontese del Diritto allo Studio nella pluralità degli strumenti e delle azioni messe in campo possa essere una reale garanzia di welfare studentesco: oltre alle risorse ci devono essere le condizioni migliori per affrontare in modo positivo i tanti nodi critici di questo sistema, a partire dai problemi più gravi che riguardano la gestione delle mense e delle residenze universitarie, gli affitti e gli appalti dell’Ente. Problemi che non possono trovare soluzione senza un coinvolgimento attivo degli studenti alle scelte di gestione dell’EDISU tanto nel breve quanto nel lungo periodo. In questo senso è indispensabile ripristinare con piena agibilità degli spazi di partecipazione studentesca perchè i principali destinatari dell’attività dell’Ente possano essere protagonisti di processi decisionali che hanno ricadute dirette sulle loro vite e condizionano fortemente il loro percorso di formazione e di crescita. Perchè ciò sia possibile non basta qualche incontro con l’assessore od altre sporadiche occasioni di confronto (…) servono invece  per garanzie democratiche effettivericonoscere ufficialmente un ruolo chiave alla rappresentanza studentesca

 

La rappresentanza studentesca all’interno del CdA dell’EDISU in questo momento non c’è più: è stata infatti cancellata, con un colpo di mano della Giunta uscente, nell’ultima seduta della scorsa legislatura, ignorando anche l’intesa raggiunta un anno fa con i Rettori e l’ex assessore Molinari. Oltre alla componente studentesca è stata eliminata anche la rappresentanza degli Atenei; è stato invece istituito un Consiglio di Indirizzo di dubbia rappresentatività e quasi certamente privo di capacità di incidere realmente nei processi decisionali: una sorta di compensazione del tutto insufficiente a colmare il vuoto di democrazia così creato. Ora, sulla base di questa normativa che esclude gli studenti dal governo dell’Ente, sono partite le procedure di nomina per cinque membri, tutti nominati dal Consiglio Regionale, che saranno verosimilmente scelti in base alla solita lottizzazione tra partiti. È chiaro che tutto questo non può essere accettato: è necessario intervenire al più presto con una modifica della legge per ripristinare subito una composizione rappresentativa ed equilibrata del CdA dell’EDISU. L’assessore Cerutti è certamente al corrente di questo problema: ci preoccupa però il fatto che fino ad oggi non ci sia stato alcun passo avanti in questa direzione. Quella della rappresentanza studentesca è una vera e propria questione democratica che merita la giusta attenzione e al pari del tema dei finanziamenti deve essere affrontata con urgenza. Sarebbe un segnale estremamente negativo se questa Giunta accettasse senza muovere un dito una scelta imposta dalla Giunta Cota tradendo così la grande aspettativa di discontinuità finora generata. Sarebbe un segnale ancora più negativo dal momento che nessun Ente per il Diritto allo Studio in nessun’altra Regione é privo di rappresentanze studentesche, con l’eccezione dei soli Enti sottoposti ad un regime di commissariamento. Per evitare che si verifichi una situazione tanto incresciosa c’è una soluzione: modificare la legge e restituire a noi studenti il diritto di fare sentire la nostra voce. Non servono risorse aggiuntive nè alcuno sforzo particolare per raggiungere questo risultato: è sufficiente chevi sia una chiara volontà politica. Qualora questa non ci fosse sarebbe un pessimo esordio per la maggioranza che governerà la nostra Regione nei prossimi anni.

 

Collettivo Alter.POLIS

SI – Studenti Indipendenti